In Medio Oriente tornano le bombe: nota congiunta per la fine delle ostilità di Fmi, Iea, Omc e Banca mondiale

09 Luglio 2026 - 14:24
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In Medio Oriente tornano le bombe: nota congiunta per la fine delle ostilità di Fmi, Iea, Omc e Banca mondiale

La tregua è già un ricordo. In Medio Oriente sono tornate a cadere le bombe, i prezzi di petrolio e gas tornano a mostrare una forte volatilità e la preoccupazione cresce ben al di là dei confini del Golfo persico. I vertici dell’Agenzia internazionale dell’energia (Iea), del Fondo monetario internazionale (Imf), della Banca mondiale (Wbg) e dell’Organizzazione mondiale del commercio  (Wto) si sono riuniti per esaminare la situazione dal punto di vista energetico, commerciale, economico e valutare l’impatto che a livello globale potrebbe avere il perdurare delle ostilità. I partecipanti all’incontro hanno giudicato prioritaria la riapertura dello Stretto di Hormuz e la risoluzione del conflitto per contrastare le forti tensioni sui mercati energetici e commerciali. Nonostante l’economia globale si sia dimostrata resiliente in questi mesi, è stata la valutazione comune, l’impatto resta disomogeneo tra i vari paesi con rischi di inflazione, rallentamento della crescita e insicurezza alimentare. Le quattro istituzioni hanno concordato di continuare a monitorare la situazione, pronte a intervenire insieme per supportare e rafforzare la resilienza delle nazioni più vulnerabili, ma hanno anche deciso al termine della riunione di rilasciare la seguente dichiarazione, che riportiamo integralmente:

«Ci siamo riuniti per fare il punto sugli sviluppi in materia di energia, commercio ed economia, per discutere della situazione nei paesi vulnerabili e per coordinare ulteriormente il nostro sostegno a chi ne ha bisogno. L’economia globale ha dimostrato nel complesso una buona resilienza allo shock causato dalla guerra in Medio Oriente, anche se alcune economie hanno registrato un rallentamento della crescita e un aumento dell’inflazione. Nel complesso, l’impatto è stato molto disomogeneo, influenzando l’approvvigionamento energetico, la sicurezza alimentare, varie materie prime e l’attività economica in molti paesi e regioni e alimentando preoccupazioni più profonde riguardo alla crescita e alla stabilità dei prezzi.

Incoraggiamo ulteriori progressi verso una risoluzione del conflitto e la riapertura dello Stretto di Hormuz. I prezzi del carburante e dei fertilizzanti sono diminuiti dall’ultima volta che ci siamo incontrati a giugno. Tuttavia, l’incertezza rimane elevata e gli effetti della guerra potrebbero protrarsi. I mercati energetici e il transito delle merci continuano a subire pressioni. I governi e la comunità internazionale dovrebbero rimanere vigili e continuare a collaborare per sostenere il principio della libertà di navigazione nello Stretto e a livello globale, sostenere la ripresa economica, proteggere i posti di lavoro e i mezzi di sussistenza, rafforzare la sicurezza energetica e alimentare, anche attraverso il miglioramento delle infrastrutture portuali e l’agevolazione degli scambi commerciali, e aumentare la resilienza generale agli shock futuri.

Continueremo a collaborare tra noi e con i nostri membri per monitorare da vicino gli sviluppi in materia di energia, commercio ed economia. Rafforzeremo la nostra prontezza ad agire ulteriormente, se necessario, e continueremo ad adattare il nostro sostegno ai paesi man mano che la situazione evolve. Ciò include aiutarli a costruire una maggiore resilienza energetica, alimentare, commerciale ed economica».

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