Inceneritore di Montale, il confronto civile tra Ercolini e Testa finisce in bagarre

11 Settembre 2026 - 13:05
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Inceneritore di Montale, il confronto civile tra Ercolini e Testa finisce in bagarre

La navata della chiesa strapiena, e una saletta laterale altrettanto piena in collegamento video. Mai vista una cosa simile. È stato il parroco di Montale a volere questo incontro fra il presidente di Assoambiente Chicco Testa (proinceneritore) e Rossano Ercolini presidente di Zero waste Italia (contro l’inceneritore).

Regole rigide al dibattito, dettate dal parroco al giornalista chiamato a moderare: 20 minuti a testa ai due relatori, due minuti alle persone che vogliono intervenire (non di più, altrimenti spengo il microfono). Poi dibattito ma in un clima di dialogo e rispetto.

Inizia Testa, con un discorso teso a dire perché gli inceneritori sono indispensabili in una equilibrata gestione dei rifiuti. Ha poi affrontato il tema della responsabilità della comunità di Montale, chiamata a sostenere un “sacrificio” ospitando l’unico impianto di recupero energetico dell’Ato centro. Un po’ di applausi.

Prosegue Ercolini che la prende larga. I rifiuti vanno ridotti e riciclati, Montale che fa l’80% di raccolta differenziata non si capisce perché debba ricevere i rifiuti indifferenziati del Comune di Firenze che fa poco più del 60%, Pistoia città meno ancora. Ammette che il 20% dei rifiuti non sono riciclabili e su questo punto se la cava con un “apriamo il dibattito” rilanciando gli impianti “a freddo”, senza entrare in dettagli.

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Inizia poi il dibattito, con 5 interventi prenotati – rispettati i due minuti ciascuno –, tutti contrari al nuovo impianto di incenerimento. Il punto chiave è contro Firenze e Pistoia, accusate di fare poca raccolta differenziata, mentre Montale arriva all’80%. Persone stanche di sopportare da sole il carico di un impianto di incenerimento, dopo 50 anni. Il quinto intervento esce un po’ dal coro: siamo per mantenere l’attuale dimensione dell’impianto, non siamo per il raddoppio, ma ci rendiamo conto che un impianto serve. In fondo noi tutti produciamo i rifiuti.

L’ex sindaco di Montale manda una lettera, che il giornalista legge, molto critica verso la proposta di Ato Centro e contro la posizione dell’attuale sindaco di Montale (non presente all’assemblea).

Poi altri 5 interventi. Il primo ricorda che non ci sono dati sull’inquinamento dell’area, ma soprattutto lancia la provocazione: se Parigi, Vienna e Copenaghen hanno loro impianti perché non si fa l’impianto a Firenze? Discorso che ha una sua logica: l’inceneritore di San Donnino fu chiuso nel 1987 ed era stato costruito nel 1973, perché non si chiude quello di Montale che è stato costruito nel 1978? Insomma il tema è sempre lo stesso: noi abbiamo smaltito rifiuti degli altri per 50 anni, ora è tempo che questo sacrificio lo facciano altri territori. Qualcuno si azzarda a dire che può anche andare bene un inceneritore, ma modernissimo. Poi una signora scatena la folla: “Qui il nuovo inceneritore non si fa!”. Scroscio d’applausi. A seguire sono arrivate le testimonianze sulla salute, le crisi di asma, il registro dei tumori che in provincia di Pistoia non è stato mai realizzato. Poi la serie “cittadini bravi” contro “politici cattivi”: i cittadini fanno le raccolte differenziate, ma sono i politici a non prendere le decisioni giuste.

Alla fine un unico intervento a favore dell’inceneritore, prima del secondo round dei relatori, che ha scatenato l’ira del pubblico. Il nuovo impianto è di 36 MW per 75.000 MWh e può fornire elettricità, calore e raffrescamento al territorio, consentendo di chiudere molti altri punti di inquinamento. La sala s’infiamma.

Infine grandi applausi, con una signora che ringrazia la chiesa e il parroco che ha organizzato il dibattito, colmando il vuoto della politica e dell’Amministrazione che non ha avuto il coraggio di farlo.

Il parroco da parte sua interviene prima delle conclusioni e cita Lorenzo Milani, con un richiamo all’educazione e al confronto. Poi una precisazione “ruvida”: ringrazio Testa perché viene da Roma e ha fatto il viaggio più lungo e l’ho invitato dopo aver ricevuto il diniego a partecipare da parte dell’Amministrazione comunale di Montale.

Ercolini chiude richiamando che la taglia del futuro impianto sarebbe comunque troppo piccolo e che si deve aprire un confronto sul 20% di rifiuti non riciclabili, ricordando che le emissioni tutte dovranno essere ridotte nei prossimi anni e che la decisione su un’opera che impegna per 20-30 anni va presa comunque dopo un’attenta riflessione e senza fretta.

La bagarre arriva sulle conclusioni di Testa, che smonta il mantra delle raccolte differenziate: una parte di questa non si ricicla e una parte non ha mercato e questa frazione va a incenerimento. Esplode la sala, scaricando la rabbia accumulata in 2 ore di “confronto civile”. Testa interrompe il suo intervento ed esce dalla sala accompagnato da urla e fischi. I carabinieri sorvegliano con cura ed evitano il peggio.

Il parroco ci ha provato, provando a impostare un dibattito basato sul dialogo e sull’ascolto reciproco. Niente da fare. Se chi si oppone non vuole discutere, questi incontri sono francamente inutili.

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