Pesticidi, associazioni ambientaliste e animaliste in allarme: «L’Omnibus Ue su alimenti e mangimi è pericoloso»

Una nube pericolosa aleggia all’orizzonte. Il Parlamento europeo e il Consiglio stanno attualmente discutendo il "Food and Feed Safety Simplification Omnibus", ovvero la proposta presentata dalla Commissione a dicembre 2025 sotto il solito vessillo della semplificazione. Ma secondo la comunità scientifica europea si tratta di nuove norme che indebolirebbero gravemente le tutele per la salute umana, la biodiversità e l'ambiente. E ora le associazioni ambientaliste italiane, Greenpeace, Lipu e WWF Italia, denunciano tutte le criticità insite nella proposta omnibus.
Il primo problema, grave e già da tempo segnalato da diverse associazioni ambientaliste, riguarda il sistema comunitario di autorizzazione dei pesticidi e la proposta di dare approvazioni illimitate come default. Attualmente infatti le sostanze attive sono approvate per 10-15 anni e poi rivalutate. L’Omnibus in discussione a Bruxelles renderebbe invece l’approvazione illimitata la norma, eliminando la rivalutazione periodica. Secondo l’analisi di Pan Europe, 49 pesticidi sintetici potrebbero ricevere automaticamente l’approvazione illimitata dal 1° gennaio 2027, tra cui glifosato, acetamiprid e alcuni pesticidi Pfas.
Un’altra pesante criticità è rappresentata dalle restrizioni sull’uso della scienza più recente: le autorità nazionali sarebbero limitate a valutazioni Ue obsolete, anche risalenti a decenni fa, impedendo l'uso degli studi peer-reviewed più recenti. Inoltre la proposta di Bruxelles prevede periodi di tolleranza più lunghi per sostanze vietate: I pesticidi banditi per rischi alla salute o all'ambiente potrebbero rimanere sul mercato fino a tre anni aggiuntivi.
Greenpeace, Lipu e Wwf segnalano anche che sono previste deroghe più ampie e si amplierebbe la possibilità di autorizzare pesticidi dannosi (come gli interferenti endocrini) tramite deroghe speciali, anche quando non esistono minacce fitosanitarie gravi. Inoltre, nei documenti presentati dalla Commissione Ue è presente una definizione confusa di «biocontrollo»: la definizione proposta potrebbe permettere di classificare come biocontrollo sostanze sintetiche dannose come i piretroidi. Ultimo ma non ultimo, è previsto l’so esteso di droni per irrorazione: ma così si aprirebbe la porta a un uso più ampio di droni, aumentando il rischio di deriva dei pesticidi oltre le aree target.
Come se non bastasse, ora un nuovo studio pubblicato il 2 settembre 2026 sulla rivista Frontiers in Public Health aggiunge ulteriore preoccupazione: ogni anno nel mondo si verificano tra 402 e 433 milioni di casi di avvelenamento acuto non intenzionale da pesticidi, con circa 11.000 decessi. Lo studio stima che circa il 46% degli agricoltori sia vittima di avvelenamento da pesticidi ogni anno. Si tratta di un aggiornamento di una precedente revisione sistematica che era stata ritirata dalla rivista sotto pressione dell'industria dei pesticidi, nonostante le proteste degli autori.
Segnalano Greenpeace, Lipu e Wwf: «Quello che si sta succedendo in Europa è proprio un'inversione di marcia rispetto a quanto prevedeva il regolamento SUR (che prevedeva il dimezzamento dell'uso dei prodotti fitosanitari entro il 2030) ritirato nel febbraio 2024 dalla Commissione europea, in risposta alle manifestazioni dei trattori, chiaramente strumentalizzate dalle lobby agricole europee. Infatti, il 2 settembre 2026, l'audizione congiunta delle commissioni ENVI e AGRI del Parlamento Europeo è stata dominata da affermazioni secondo cui gli agricoltori avrebbero bisogno di accesso continuo a pesticidi tossici per mantenere i raccolti. Ma questo argomento capovolge il problema: l'uso intensivo di pesticidi è esso stesso a guidare la resistenza dei parassiti. È stata notevole la quasi assenza di scienziati indipendenti; la maggior parte degli oratori rappresentava organizzazioni legate all'agricoltura intensiva».
Le associazioni Greenpeace, Lipu e Wwf evidenziano l’inversione di marcia rispetto al regolamento SUR e invitano i cittadini ad aggiungere la propria voce e chiedere ai decisori europei di respingere la proposta e difendere protezioni più forti sui pesticidi, firmando l’apposita petizione. «Ogni firma rafforza il messaggio che i cittadini europei esigono una migliore protezione per la salute, la biodiversità e il nostro sistema alimentare contro i pesticidi».
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