L'Islanda verso lo stop definitivo alla caccia alle balene, nel 2027 il disegno di legge per il divieto

Arpioni a testa esplosiva scagliati contro le balenottere, l'impatto con la carne, e una morte che si trasforma in una lunga agonia. Nel 2023 l’Autorità Islandese per l’alimentazione e la veterinaria ha documentato come il 41% dei cetacei cacciati subisca sofferenze estreme, impiegando in media oltre 11 minuti per morire, con picchi drammatici che raggiungono le due ore.
Oggi l'Islanda resta, insieme a Giappone e Norvegia, uno degli unici tre Paesi al mondo a praticare ancora la caccia commerciale alle balene, in aperta violazione della moratoria globale sancita dalla Commissione Baleniera Internazionale nel 1986. Questo scenario è però destinato a cambiare.
Il Governo islandese ha infatti formalmente inserito nel programma parlamentare della sessione legislativa 2026-2027 un disegno di legge per riformare la storica norma n. 26/1949. Il testo, previsto per febbraio 2027, dedicherà una specifica attenzione all'introduzione di un divieto permanente, analizzando il quadro giuridico attuale e le questioni costituzionali legate al diritto d'impresa e di proprietà.
L'avviso di svolta arriva mentre l'attuale stagione di caccia registra già l'abbattimento di 80 balenottere adulte su una quota consentita di 150 esemplari. Durante le operazioni sul campo sono stati ripresi anche i recuperi di almeno sette feti, estratti dai corpi delle madri e trasportati nelle stazioni di lavorazione, che non figurano nel conteggio complessivo.
Negli ultimi vent'anni l'Islanda ha ucciso più di 1.000 balenottere comuni, una specie classificata come vulnerabile dall'Iucn. Si tratta di un'attività che risponde ormai a dinamiche quasi esclusivamente turistiche, la carne di balena viene infatti consumata da meno del 2% degli islandesi e viene proposta come finta specialità locale ai 2,3 milioni di visitatori stranieri che arrivano ogni anno nell'isola, compresi gli oltre 90.000 italiani. Con il mercato giapponese ormai saturo e le esportazioni bloccate, l'inutile mattanza della fauna marina procede in assenza di una reale richiesta di mercato.
«Si tratta di una tappa davvero significativa nel percorso per porre fine alla pratica crudele e insensata della caccia alle balene in Islanda – ha dichiarato Wendy Higgins di Humane World for Animals – Il disegno di legge volto a vietare la caccia commerciale alle balene gode di un considerevole sostegno politico e dell’opinione pubblica, e vi sono solide ragioni etiche, veterinarie, giuridiche e legate alla conservazione della natura per auspicare che abbia successo. Ogni balena uccisa con un arpione esplosivo nelle acque islandesi è una tragica perdita, una vita spezzata inutilmente per un’attività industriale che non ha più ragione di esistere. Una legge che ponga fine a queste uccisioni non arriverà mai troppo presto».
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)