Italia a rischio estinzione: l’ecoregione tirrenica

Maggio 10, 2026 - 11:42
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Italia a rischio estinzione: l’ecoregione tirrenica

Delle cinque ecoregioni in cui è suddivisa l’Italia nella Lista rossa degli ecosistemi elaborata dall’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn), quella tirrenica è la più estesa – anche grazie all’inclusione di Sicilia e Sardegna. Da sola rappresenta quasi un terzo (circa il 29%) del territorio italiano ed è suddivisa in 34 ecosistemi, dei quali però ben 28 sono già oggi a rischio.

Nel dettaglio 1 ecosistema è classificato come CR ovvero in pericolo critico – si tratta dell’ecosistema psammofile a Cakile maritima, volgarmente nota come rucola marina, tipica delle coste sabbiose –, cui si sommano 8 ecosistemi in pericolo (EN), 19 vulnerabili (VU). In altre parole, oltre l’80% degli ecosistemi dell’ecoregione tirrenica è a rischio. Chiudono il cerchio 5 ecosistemi con possibile rischio futuro (NT) e 1 solo non minacciato.

E per quanto riguarda l’ambiente marino? «Tentativi di classificare la salute dell’ecosistema marino su larga scala sono scarsi, a causa della carenza di dati, ma – spiega il Wwf – secondo un’analisi dell’Agenzia europea dell’ambiente (Eea), il 92,4% del Mediterraneo è considerato area problematica, di cui il 30% è considerato “area problematica con scarse o cattive condizioni ecosistemiche”. Il 100% dei mari italiani sono considerati area problematica, la maggior parte della quale con uno scarso stato di salute degli ecosistemi marini, e un cattivo stato di salute per quasi tutta la fascia costiera adriatica, il mar di Sardegna e buona parte del Mar Tirreno».

Proprio nel Tirreno, uno dei crescenti fattori di pressione riguarda l’inquinamento da rifiuti plastici, dato che è davanti alle nostre coste che risiede dei grandi accumuli – le cosiddette “isole di plastica” – che si creano a causa della circolazione marina.

«Ogni anno – riassume nel merito l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) – finiscono nelle acque del Mediterraneo 570.000 tonnellate di plastica, equivalente a 34.000 bottigliette di plastica al minuto. Una delle zone più colpite del Mediterraneo è nel nord Tirreno e al largo dell’isola d’Elba, nella zona che viene denominata Santuario dei Cetacei. In quest’area la concentrazione di rifiuti plastici è di 892.000 frammenti per kmq, rispetto alla media mediterranea che è di 115.000».

Quest’articolo fa parte di “Italia a rischio estinzione”, la rubrica settimanale a cura di Margherita Tramutoli aka La Tram per esplorare gli impatti sul territorio italiano della sesta estinzione di massa in corso a livello globale.

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