Kia Asamiya: il futuro del manga tra carta e digitale – Intervista Japan Expo 2026

16 Luglio 2026 - 15:35
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Kia Asamiya: il futuro del manga tra carta e digitale – Intervista Japan Expo 2026

Kia asamiya intervista japan expo cover

Incontrare una personalità del calibro di Kia Asamiya al Japan Expo Paris 2026 è un’esperienza che ti riconnette immediatamente con la storia e l’evoluzione del manga moderno. Il maestro infatti è da sempre un pioniere capace di far dialogare il design meccanico fantascientifico con una profonda espressività dei suoi personaggi.

Durante la nostra intervista abbiamo esplorato la sua straordinaria carriera per capire come sia cambiato il modo di concepire il fumetto giapponese in un’epoca dominata dagli schermi digitali e dalle nuove tecnologie.

Un precursore del disegno digitale

La prima curiosità che abbiamo voluto approfondire con Asamiya-San riguarda proprio il suo rapporto con l’evoluzione dei supporti di lettura. Essendo infatti noto per la sua estrema cura estetica e la quantità di dettagli nei suoi disegni, abbiamo chiesto al mangaka se e come sia cambiato il suo processo creativo oggi che i lettori consumano i manga su smartphone e tablet piuttosto che sulla carta stampata.

La risposta del maestro ci ha rivelato le sue preferenze e le sue radici come artista, ma si è mostrata anche incredibilmente aperta al cambiamento e all'avanzamento tecnologico. Kia Asamiya ci ha infatti confessato di aver adottato il digitale molto presto, addirittura a partire dal 1991 con l’utilizzo dei primi sistemi Macintosh.

All’epoca, ci ha detto, in tutto il Giappone erano forse solo in tre a lavorare in quel modo, rendendo a conti fatti Asamiya-San un precursore della conversione digitale che sarebbe poi avvenuta presso le case editrici. Nonostante però la sua precoce transizione tecnologica, il maestro mantiene ancora oggi una filosofia che potremmo definire ibrida per preservare l’anima del disegno.

Per Kia Asamiya è fondamentale che il lettore percepisca la fisicità dell’opera, un calore che solo il contatto con la carta e il disegno manuale possono trasmettere. Il suo metodo di lavoro prevede infatti sempre una prima fase di disegno tradizionale su carta. Solo in un secondo momento la tavola viene scansionata e rifinita digitalmente attraverso software come Photoshop.

Il maestro usa quindi la tecnologia per simulare l’effetto dell’analogico, creando un paradosso affascinante in cui il digitale serve a far sembrare il manga il più classico possibile.

Tra Giappone e America

Siamo poi velocemente passati ad esplorare la grande esperienza di Kia Asamiya con franchise occidentali di enorme successo mondiale. Il maestro è infatti noto per aver adattato opere del calibro di Batman o Star Wars, e gli abbiamo quindi chiesto se lavorare su proprietà intellettuali così iconiche rappresenti un limite alla sua creatività o se rappresenti invece uno stimolo per trovare nuove soluzioni narrative da applicare alle sue opere originali.

Asamiya-San ci ha spiegato che lavorare su progetti legati a grandi produzioni cinematografiche o a fumetti americani impone il rispetto di alcune regole molto precise. Tuttavia, la vera sfida per un autore di fumetti risiede proprio nella capacità di riuscire ad esprimere la propria personalità ed il proprio tratto anche all’interno di questi confini predefiniti.

Trovare la propria voce artistica dentro limiti prestabiliti per Kia Asamiya è l’essenza stessa dello stile di un autore, e lavorare ad esempio sul personaggio di Batman gli ha permesso di mostrare la sua identità visiva pur rispettando un canone globale.

Kia asamiya intervista japan expo star wars

Com'è il futuro per Kia Asamiya?

Riprendendo le riflessioni iniziali del del maestro sulla tecnologia nel mondo della produzione manga, abbiamo voluto esplorare più a fondo il suo approccio nel creare quei mondi fantastici che ha inserito nelle sue opere. Negli anni '80 e '90 infatti il maestro ha descritto mondi futuristici incredibili, ma oggi che la tecnologia reale ha quasi raggiunto quella fantascienza, gli abbiamo chiesto come sia cambiata la sua visione del futuro.

Kia Asamiya ci ha risposto innanzitutto risposto con un sorriso, ricordando come trent’anni fa immaginasse gli anni 2000 con paesaggi urbani totalmente rivoluzionati e grattacieli fantascientifici. La realtà però si è rivelata molto diversa, e almeno alla vista il profilo delle città è rimasto pressoché invariato. Sebbene quindi il panorama visivo di città come Tokyo non sia cambiato drasticamente, a subire una rivoluzione straordinaria sono state le piccole cose.

La nascita degli smartphone e dei supporti multimediali portatili ha cambiato la nostra quotidianità in un modo che nessuno avrebbe potuto prevedere venticinque anni fa. Per il maestro infatti la vera sorpresa non risiede tanto nell’architettura delle città quanto più nella tecnologia invisibile e tascabile che portiamo con noi ogni giorno.

L'IA non è che uno strumento

Infine, considerando la sua lunga carriera e il ruolo di osservatore dell’industria, abbiamo voluto fare un’ultima domanda al maestro sul futuro della creatività umana in questo settore. Gli abbiamo chiesto quale elemento profondamente umano nel disegnare i manga rimarrà sempre essenziale, indipendentemente da quanto l’intelligenza artificiale o la tecnologia diventeranno sofisticate e d’aiuto nella produzione moderna e futura.

La visione di Kia Asamiya sull’intelligenza artificiale è pragmatica e allo stesso tempo priva di inutili allarmismi. L'artista considera  infatti l’intelligenza artificiale semplicemente come uno strumento di lavoro, un mezzo che non può in alcun modo sostituire la scintilla creativa dell’uomo. Come esempio, ci ha detto che anche se l’IA venisse integrata in corpi robotici dalle sembianze umane, rimarrebbe comunque un supporto tecnologico guidato dalle intenzioni di chi la utilizza.

La vera differenza risiede sempre nell’uso che l’essere umano decide di fare di questi nuovi mezzi a sua disposizione. Per Kia Asamiya quindi il futuro del manga non sarà una competizione tra uomo e macchina, ma una costante ricerca di coesistenza in cui la tecnologia aiuterà gli autori a esplorare nuove possibilità espressive senza però mai poterne replicare appieno l’anima.

In conclusione quindi, mentre il mondo dei manga corre veloce verso pixel e schermi digitali, la matita di Kia Asamiya ci ha ricordato che l'arte più grande conserva sempre un cuore profondamente umano e analogico.

Kia asamiya intervista japan expo artbook

Al Japan Expo Paris 2026 abbiamo anche avuto modo di intervistare molti altri autori. Vi invitiamo a recuperare anche la nostra intervista con Takuya Wada.

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