La saga Emiliano verso l’epilogo (farsesco)

24 Giugno 2026 - 06:54
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Il plenum del Consiglio superiore della magistratura deciderà oggi se collocare fuori ruolo l’ex pm ed ex governatore pugliese Michele Emiliano, che, dopo ben 23 anni di aspettativa politica, non ha alcuna intenzione di tornare in magistratura. Dopo le tre bocciature delle richieste avanzate dall’attuale governatore della Puglia, Antonio Decaro, di collocare fuori ruolo il suo predecessore per averlo al proprio fianco come consigliere, in soccorso di Emiliano è arrivata una richiesta inaspettata: quella della Commissione parlamentare d’inchiesta del Senato sulle condizioni di lavoro in Italia, che ha chiesto al Csm di collocare fuori ruolo Emiliano come consulente. Una manna dal cielo per l’ex pm. La vicenda ha però spaccato il Csm. La delibera di conferma del collocamento fuori ruolo di Emiliano arriverà oggi al plenum con due proposte alternative da parte della Terza commissione, competente in materia: una a favore, firmata da quattro consiglieri togati, e una contraria, firmata da due consiglieri laici.

Se i componenti togati (cioè magistrati) del Csm non intravedono nessun problema nel non far rientrare in servizio Emiliano e destinarlo alla Commissione d’inchiesta del Senato, i componenti laici Daniela Bianchini e Isabella Bertolini nella loro proposta sfavorevole hanno elencato le numerose ragioni per le quali la richiesta di Emiliano andrebbe respinta. La Commissione d’inchiesta sul lavoro ha comunicato al Csm che Emiliano dovrebbe occuparsi del fenomeno del caporalato nel settore agricolo. Eppure, nel corso di un’audizione al Csm, Emiliano “ha affermato di non essersi occupato di caporalato nell’esercizio delle funzioni di magistrato ma di aver affrontato la questione durante la sua esperienza come presidente della Regione Puglia, senza tuttavia chiarire quali sarebbero le sue competenze specifiche in materia”.

Non solo. Nella sua richiesta di essere collocato fuori ruolo, Emiliano non ha allegato – come richiesto da una circolare del Csm – la relazione che specifica “le caratteristiche, la durata e il luogo di svolgimento dell’attività”. Anzi, sempre alla Terza commissione del Csm l’ex pm ha riferito tranquillamente di non conoscere l’attività che dovrebbe svolgere né di aver mai parlato col Senato: “Mi sono limitato, quando mi hanno fatto la designazione, a dire che accettavo, ma io non ho mai avuto contatti”.

Come se non bastasse, è emerso che la “Commissione d’inchiesta del Senato sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro” dispone già di un magistrato collocato fuori ruolo, Maria Paola Tomaselli, che, tra le tante cose, è stata chiamata a svolgere anche “un piano mirato di studio del rapporto tra lavoro nero e sicurezza” con “un esplicito riferimento anche al lavoro illegale”, nonché “attività nelle aree di intersezione tra sfruttamento dell’immigrazione clandestina e nuovi caporalati”. Insomma, Emiliano andrebbe a svolgere le stesse attività di Tomaselli.

Più in generale, ricordano le due consigliere laiche, il collocamento fuori ruolo di un magistrato dovrebbe rispondere a un interesse dell’amministrazione di appartenenza (cioè quella giudiziaria): considerato che a luglio Emiliano compirà 67 anni, che l’incarico nella commissione d’inchiesta terminerebbe a fine legislatura e che l’età pensionabile delle toghe è di 70 anni, ne consegue che Emiliano avrebbe “pochissimo tempo per ‘restituire’ alla giurisdizione l’esperienza maturata attraverso l’esercizio di funzioni diverse da quelle giudiziarie”.

Insomma, la richiesta della Commissione d’inchiesta sul lavoro non ha alcun senso. Per questo nella relazione di minoranza si propone di rigettare la proposta e di disporre il ricollocamento in organico di Emiliano come giudice al tribunale di Benevento.

Il fatto che a esprimersi in modo favorevole al collocamento fuori ruolo dell’ex governatore siano stati consiglieri togati appartenenti a tutte le correnti (Area, Unicost e Magistratura indipendente) fa pensare che al plenum di oggi Emiliano riuscirà a ottenere il desiderato incarico alla Commissione d’inchiesta (i togati rappresentano i due terzi dei membri del Csm).

Ciò che stupisce è che la proposta della Commissione d’inchiesta di chiedere di avere Emiliano come consulente ha trovato anche il consenso dei rappresentanti del centrodestra (Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega). Cosa abbia spinto i parlamentari di maggioranza ad accodarsi alla richiesta è un mistero. Così come le dinamiche che ormai avvolgono la figura di Michele Emiliano, il magistrato che non vuole fare il magistrato.


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