Le primarie, a sinistra, sono ormai secondarie

Campo lungo su Reggio Emilia, Festa Nazionale dell’Unità, domenica scorsa. Inquadratura sul palco dove la segretaria nazionale dei Giovani Democratici, Virginia Libero, conclude il suo intervento alzando il tono: «Non saremo noi i soldati delle vostre guerre. Se queste destre ci porteranno ad un vero conflitto, alle armi andateci voi, perché noi organizzeremo i disertori, perché per noi parlare di patria significa ripudiare la guerra… Io ho speranza perché so che queste cose Elly Schlein le crede davvero». Virginia scende dal palco, Elly l’abbraccia a lungo.
Campo lungo su Marina di Pietrasanta, Festa del Fatto Quotidiano, sempre domenica scorsa. Ora l’inquadratura è su Giuseppe Conte, che risponde a una domanda di Peter Gomez sull’Ucraina: «Su questo tema è chiaro che dovremo preventivamente precisare qualche punto fermo. Perché non può essere che domattina vinca Schlein o un altro candidato e a quel punto si mandano a gogò armi a Kyjiv per un’escalation militare che ci sta portando al terzo conflitto mondiale giorno dopo giorno. Quindi questo lo chiariremo preventivamente. Non è possibile, lo dico molto chiaramente, che il Movimento 5 stelle sottoscriva un programma che continua in politica estera a fare quello che sta facendo Meloni».
Dal Campo lungo al Campo Largo. È ormai chiaro che il programma comune è bell’e fatto e non c’è nulla da decidere insieme sulla scelta fondamentale, la politica internazionale, come scrive oggi su Linkiesta Mario Lavia. Conte ha esposto con chiarezza la sua condizione non negoziabile: niente armi all’Ucraina per respingere i quotidiani massacri di civili provocati dai missili russi. Chiamiamola la clausola Putin. I giovani del Pd sono d’accordo, buona parte dei più maturi post-qualcosa anche.
I bravi riformisti del partito – Lorenzo Guerini, Giorgio Gori, Lia Quartapelle, Piero Fassino e pochi altri – chiuderanno un occhio. Oppure no, vedremo. I cosiddetti centristi, Matteo Renzi, Alessandro Onorato, li chiuderanno tutti e due e ne saranno ricompensati.
A cosa servono allora le primarie? Chiunque le vincerà, divenisse presidente del Consiglio, porterà l’Italia fuori dall’Europa che amiamo e che vorremmo più forte. Il centrosinistra ci porterà in un’altra Europa: quella della destra estrema, caso mai in Francia o Germania vincesse le sue, di elezioni.
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