Le proteste contro Bezos appannano la grandeur del Met Gala

Maggio 05, 2026 - 12:38
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Le proteste contro Bezos appannano la grandeur del Met Gala
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Non il solito Met Gala. Ieri è stata inaugurata l’annuale mostra del Costume Institute del Metropolitan Museum di New York intitolata ‘Costume Art’. Quando, lo scorso febbraio, Jeff Bezos e sua moglie Lauren Sánchez Bezos sono stati presentati come honorary chair, nonché main sponsor della serata, le polemiche hanno iniziato a moltiplicarsi. Ieri Mrs Bezos (in Schiaparelli) ha sfilato accanto ad Anna Wintour (in Chanel), global chief content officer & artist director di Condé Nast, nonché organizzatrice della serata.

Nei giorni scorsi un gruppo di attivisti, Everyone Hates Elon, ha invitato a boicottare l’evento, anche attraverso affissioni contro Bezos e una campagna on e offline. “Alcuni vedono il coinvolgimento della coppia come un tentativo di comprarsi una legittimità culturale”, ha scritto il New York Times. Il gruppo ha dichiarato di aver raccolto l’equivalente di 13mila dollari per diffondere il proprio messaggio anti-miliardari in tutta la Grande Mela. “Il Met Gala di Bezos: offerto dallo sfruttamento dei lavoratori”, si legge sui manifesti che alludono alle accuse di maltrattamento dei lavoratori nei centri di distribuzione di Amazon.

In serata, durante la diretta dal red carpet, le testate americane hanno alternato l’annuncio dell’arrivo di Nicole Kidman (in Chanel) e i commenti sul look di Sabrina Carpenter (in Dior) con aggiornamenti decisamente fuori dall’ordinario. “Qualcuno ha appena cercato di scavalcare le barriere per entrare sul tappeto, la polizia lo ha fermato”, ha scritto il New York Times mente la modella Heidi Klum stava salendo la scalinata vestita da statua greca.

“C’è stato un forte schianto. Un manifestante ha fatto irruzione sul bordo del tappeto e si è scontrato con le guardie di sicurezza e una barricata metallica ed è stato allontanato dal tappeto”, ha continuato la testata. “L’atmosfera sul tappeto è un po’ tesa dopo il tentativo di intrusione di un manifestante. Sono presenti Anne Hathaway e Serena Williams, e le macchine fotografiche scattano senza sosta. Ma a ogni rumore forte le persone sobbalzano un po’, e il gruppo di agenti di polizia all’ingresso del tappeto è diventato più numeroso”.

@michelepred

Cartelloni con le scritte ‘Amazon Prime Gala e ‘Bezos Ball’ sono comparsi su metropolitana e alle fermate degli autobus già da alcuni giorni. Venerdì, in risposta alle lamentele dei lavoratori Amazon costretti a saltare le pause bagno e urinare nelle bottiglie, gli attivisti di Everyone Hates Elon hanno collocato quasi 300 bottiglie di urina finta all’interno del Met. Domenica sono state proiettare interviste video con lavoratori Amazon sull’Empire State Building, sul Chrysler Building e sull’attico dei Bezos vicino a Madison Square Park. ra gli slogan più condivisi sui social c’era ‘Se puoi comprare il Met Gala, puoi pagare più tasse’.

Presenti alla serata anche altri due celebri imprenditori miliardari legati al web: Mark Zuckerberg di Meta e Sergey Brin, founder di Google. Assente, come annunciato poche settimane fa, il sindaco Zohran Mamdani, socialista democratico, che lunedì ha sottolineato la sua vicinanza alla working class della città pubblicando un portfolio fotografico che mette in luce sei lavoratori dietro le quinte che alimentano il settore della moda di New York City. “L’industria della moda è resa possibile dalle migliaia di lavoratori dietro le quinte – sarte, sarti, addetti alla vendita, corrieri – il cui enorme talento e la cui dedizione meritano di essere celebrati – ha dichiarato in un comunicato inviato al New York Times -. Siamo orgogliosi di raccontare le storie di questi lavoratori newyorkesi, il cui impegno rende l’industria della moda della nostra città seconda a nessuno”.

All’inizio della serata Anna Wintour ha dichiarato ai microfoni di Vogue quanto il Met Gala apporti all’indotto della città grazie a tutto ciò che ruota intorno all’organizzazione, incluso l’hospitality. A scagliarsi contro Anna Wintour, via social, c’è stata Livia Giuggioli, founder della società di consulenza e comunicazione sostenibile Eco-Age, ora inattiva, che attraverso un video ha condannato senza mezzi termini il coinvolgimento dei Bezos. Nessuna star si è esposta sull’argomento ad eccezione di Cher che ha risposto “I am not a fan” ai cronisti che le hanno chiesto cosa pensasse del coinvolgimento dei Bezos.

Tra gli highlight della serata c’è stata la cantautrice Stevie Nicks che ha indossato una creazione one of a kind di Zara, la prima realizzata da John Galliano per il marchio del colosso Inditex. Ancora in Zara, come al Superbowl, Bad Bunny. La modella Paloma Elsesser ha indossato la prima creazione di Bureau of Imagination by Francesco Risso, ex direttore creativo di Marni e ora al timone di Gu, marchio di Fast Retailing. Beyoncé, insolitamente non in ritardo, ha sfoggiato la prima creazione dell’amico Olivier Rousteing, storico direttore creativo di Balmain non più al comando stilistico della maison francese scorso novembre.

Tante le celerities in Saint Laurent, che ha finanziato il catalogo della mostra, tra cui Madonna, Charlotte GainsbourgZoë Kravitz e Doja Cat. Tra i look più scenografici quelli di Rihanna in Maison Margiela, Teyana Taylor in Tom Ford by Haider AckermannKaty Perry  e Simone Ashley in Stella McCartney, Hudson Williams in BalenciagaCardi B e Doechii in Marc Jacobs, A$AP Rocky in ChanelJanelle Monae in Christian Siriano, Blake Lively in vintage Versace, Jeremy Pope in Vivienne WestwoodColma Domingo, Tyla e Odessa A’Zion in ValentinoAmanda Seyfried e Hunter Schafer in Prada. Rispetto alle ultime edizioni hanno indubbiamente sfilato molti abiti meno stravaganti (e talvolta circensi) – fatta eccezione per l’abito che soffia bolle di sapone di Eileen Gu realizzato da Iris van Herpen – come testimoniato dalle star de ‘Il diavolo veste Prada 2’ Anne Hathaway in Michael KorsEmily Blunt in Ashi Studio. e Stanley Tucci in Etro.

Molti i fashion designer presenti, il primo ad arrivare è stato Tom Ford insieme a Julianne Moore (in Bottega Veneta) seguito da Pierpaolo Piccioli, Marc Jacobs, Donatella Versace, Alessandro Michele, Stella McCartney, Simone Porte JacquemusVera Wang, Michael Kors, Daniel LeeHaider Ackermann, Zac Posen e Prabal Gurung. Riabilitato, a sorpresa, Alexandre Wang, nonostante le ripetute accusate di cattiva condotta e molestie sessuali da diverse persone.

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