L’Italia ha prorogato di 15 giorni i controlli sui viaggiatori dalla Spagna

01 Ottobre 2026 - 10:20
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L’Italia ha prorogato di 15 giorni i controlli sui viaggiatori dalla Spagna

L’Italia manterrà per altri 15 giorni i controlli sui viaggiatori in arrivo dalla Spagna per via aerea e marittima. La decisione è stata presa ieri dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e prolunga ancora la temporanea reintroduzione dei controlli alle frontiere interne dell’area Schengen, avviata il primo agosto in seguito alla crisi migratoria nella semi enclave spagnola di Ceuta. Il Viminale ha comunicato che la proroga è stata decisa dopo la riunione del Comitato di analisi per l’immigrazione e la sicurezza delle frontiere. Secondo il ministero, alla base del provvedimento c’è «il permanere delle criticità già riscontrate». La misura è stata notificata alla Commissione europea e ai ministri dell’Interno degli altri Stati membri dell’Unione europea.

È la terza proroga dei controlli decisa dal governo italiano dall’inizio di agosto. La prima misura era stata introdotta dopo che, alla fine di luglio, migliaia di persone erano entrate irregolarmente a Ceuta dal Marocco. Il governo italiano aveva quindi ripristinato alcuni controlli nei porti e negli aeroporti per i passeggeri provenienti dalla Spagna, sostenendo che la situazione potesse comportare rischi anche per la sicurezza italiana. Alla scadenza del primo periodo, il 31 agosto, i controlli erano stati prolungati di 15 giorni e una nuova proroga della stessa durata era stata decisa il 15 settembre.

Il governo italiano lega il mantenimento della misura sia alla gestione dei movimenti migratori sia a questioni di sicurezza. Il Viminale ha indicato come obiettivo quello di «rafforzare la tutela dei confini europei, anche a garanzia della sicurezza nazionale, nonché prevenire e contrastare possibili minacce terroristiche». Già in occasione della proroga del 15 settembre il ministero aveva parlato di elevati profili di rischio per la sicurezza interna e di un possibile pericolo di infiltrazioni terroristiche.

La decisione italiana ha prodotto nei mesi scorsi una risposta speculare della Spagna. Madrid aveva introdotto l’8 agosto controlli sui passeggeri provenienti dall’Italia per via aerea e marittima e li aveva poi prorogati, presentando la misura come una risposta basata sulla reciprocità. Secondo fonti del ministero dell’Interno spagnolo citate da LaPresse, il governo di Pedro Sánchez ha deciso anche questa volta di estendere i controlli per altri 15 giorni.

Le misure hanno contribuito ad aumentare le tensioni politiche tra i due governi. A metà settembre il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares aveva criticato duramente la precedente proroga italiana, definendola «assurdo», «inutile» e motivata, a suo giudizio, da ragioni di politica interna.

Lo spazio Schengen permette normalmente di attraversare le frontiere interne dei Paesi che ne fanno parte senza controlli sistematici sulle persone. Le regole europee consentono però agli Stati di ripristinare temporaneamente i controlli in presenza di determinate minacce, a condizione che la decisione sia motivata, limitata nel tempo e notificata alle istituzioni europee. Negli ultimi anni diversi Paesi hanno fatto ricorso a questa possibilità per ragioni legate alla sicurezza, alla gestione dei flussi migratori e, durante la pandemia, alla situazione sanitaria.

La nuova proroga arriva inoltre alla vigilia del Consiglio Giustizia e Affari interni dell’Unione Europea del primo ottobre, durante il quale i ministri dell’Interno discuteranno sia dello stato complessivo dello spazio Schengen sia delle politiche migratorie e dei rimpatri. La Commissione europea ha presentato il 29 settembre un piano in cinque punti dedicato alla gestione di arrivi irregolari improvvisi e di massa alle frontiere esterne dell’Unione, citando proprio la crisi di Ceuta dell’estate come esempio della rapidità con cui situazioni di emergenza possono svilupparsi.

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