Mary di Danimarca senza collant all’apertura del Folketing: ecco cosa prevede il protocollo reale sulle calze e perché non è una trasgressione

06 Ottobre 2026 - 23:15
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Mary di Danimarca senza collant all’apertura del Folketing: ecco cosa prevede il protocollo reale sulle calze e perché non è una trasgressione

La regina Mary di Danimarca torna agli appuntamenti istituzionali con un look costruito intorno a una delle tonalità più riconoscibili del suo guardaroba: il burgundy. In occasione dell’apertura del nuovo anno parlamentare al Folketing, a Christiansborg, Mary ha affiancato re Frederik X e la principessa Benedikte alla cerimonia del 6 ottobre. La presenza della famiglia reale all’apertura del Parlamento è una tradizione consolidata.

Mary di Danimarca e quell’accostamento colori che fa tendenza

Per l’occasione, la regina ha scelto una giacca di Roland Mouret dalla costruzione sartoriale precisa, con silhouette aderente e fondo peplum asimmetrico, coordinata a una gonna a tubino nello stesso tono. Il completo monocromatico viene completato da copricapo, guanti e décolleté burgundy, mentre la borsa nera crea un contrasto netto.

Sul petto compare inoltre la spilla vintage di Dior del 1964, un dettaglio rétro che completa un insieme dall’estetica sofisticata e rigorosa.

Mary di Danimarca per l’apertura del Folketing a Christiansborg (IPA)

Gonna con spacco e gambe nude: Mary ha davvero infranto il protocollo?

Il dettaglio più interessante si sposta però verso l’orlo. La gonna presenta infatti uno spacco posteriore che lascia scoperte le gambe, indossata senza collant. Da qui nasce la domanda: Mary ha infranto il protocollo reale? La risposta è più sfumata. Non esiste infatti un generico “protocollo reale europeo” che imponga alle donne delle famiglie monarchiche di indossare necessariamente le calze. I codici cambiano da una corte all’altra e non tutto ciò che viene definito protocollo dalla stampa costituisce una norma ufficiale. Nel caso danese, non emerge una disposizione che obblighi la regina a indossare collant durante un appuntamento come l’apertura del Folketing. Lo stesso Parlamento danese chiarisce che non esistono regole scritte sull’abbigliamento dei deputati in aula, richiedendo semplicemente un abbigliamento decoroso.

La situazione è diversa, almeno sul piano delle consuetudini, nel Regno Unito. L’uso delle calze color carne è stato a lungo considerato una regola non scritta della famiglia reale britannica, associata in particolare alle preferenze della regina Elisabetta II. Si tratta però di una convenzione, non di un obbligo giuridico e soprattutto non di una norma valida per tutte le monarchie. Per questo definire Mary una “royal che ha infranto il protocollo” sarebbe tecnicamente impreciso.

Una scelta meno conservatrice, non una trasgressione

L’assenza dei collant acquista interesse proprio perché inserita in un look estremamente formale: completo sartoriale, copricapo, guanti, décolleté e gioiello vintage. La gamba nuda introduce così una nota più moderna senza compromettere l’eleganza richiesta dall’occasione.

Mary di Danimarca per l’apertura del Folketing a Christiansborg (IPA)

La scelta di Mary racconta quindi qualcosa di più ampio sul dress code della famiglia reale danese. Non è necessario parlare di ribellione al protocollo: la regina non sembra oltrepassare una regola formale, ma mostra piuttosto come le convenzioni reali possano variare da una monarchia all’altra. Il vero “strappo”, dunque, non è al protocollo, ma all’idea — molto diffusa nell’immaginario collettivo — che esista un unico dress code valido per tutte le regine d’Europa.

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