Michele Emiliano ce l’ha fatta: non tornerà a lavorare. Il Csm dice si alla consulenza al Senato (ma si spacca)

Chi la dura la vince. Michele Emiliano non ne voleva proprio sapere di tornare a fare il magistrato dopo vent’anni di aspettativa, tra i ruoli di sindaco di Bari e presidente della Regione Puglia. E dagli e ridagli alla fine è riuscito farsi dare il via libera a maggioranza dal Csmmper all’incarico di consulente al Senato. Giusto il tempo di qualche mese e poi sarà eletto in Parlamento.
La decisione del Plenum
Il Plenum del Consiglio superiore della magistratura ha approvato a maggioranza l’incarico di consulente della commissione speciale d’inchiesta sul lavoro irregolare del Senato per Emiliano, con 15 voti a favore, 7 contrari e 6 astenuti.
La proposta era stata già approvata a maggioranza dalla terza commissione del Csm (presidente Marcello Basilico). Bocciata la proposta di minoranza che prevedeva il ritorno in magistratura di Emiliano a Benevento.
I tentativi bocciati
Precedentemente il Csm aveva bocciato le consulenze offerte generosamente ad Emiliano dal suo successore, Antonio Decaro, non ritenendole compatibili con il suo ruolo di magistrato. Ma alla fine la perseveranza dell’ex governatore è stata più forte di tutto e di tutti.
Un pessimo, pessimo esempio
La vicenda Emiliano è un pessimo esempio. Soprattutto perché viene da un mondo, quello della sinistra, che si affanna a parlare di lavoro, lotta alla precarietà. “E poi consente a un magistrato di differire il rientro in servizio attraverso il conferimento di un ulteriore incarico istituzionale. Quegli stessi che lamentano pure l’assenza di magistrati di ruolo. Chissà cosa ne penseranno i cittadini di Benevento, che perdono per un anno la possibilità di potenziare l’organico della magistratura. Ma Emiliano tira dritto e va avanti. Tra qualche mese tornerà fare ciò che gli piace di più: il politico del centrosinistra.
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