Nel primo trimestre 2026 da Iren investimenti in crescita a 190 milioni di euro

Maggio 11, 2026 - 13:51
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Nel primo trimestre 2026 da Iren investimenti in crescita a 190 milioni di euro

Il consiglio di amministrazione della partecipata a maggioranza pubblica Iren ha approvato i risultati consolidati al 31 marzo 2026, confermando un quadro di stabilità economico-finanziaria e una crescita degli investimenti tecnici, arrivati nel primo trimestre a 190 milioni di euro, il 3% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le risorse sono state destinate soprattutto al ciclo idrico integrato, alle reti energetiche, alla raccolta rifiuti e allo sviluppo di nuovi progetti informatici, con quasi il 95% degli investimenti concentrato nei territori di riferimento del Gruppo.

Il margine operativo lordo si attesta a 418 milioni di euro, in linea con il primo trimestre 2025. Il risultato è stato sostenuto dalla crescita organica dei business regolati, pari a 4 milioni di euro, dalle sinergie conseguite, per ulteriori 4 milioni, e dal recupero di marginalità degli impianti di trattamento materia dai rifiuti. A controbilanciare questi elementi positivi hanno pesato invece la debolezza della filiera energetica, condizionata dall’aumento della competizione nell’attività di vendita, e i minori volumi idroelettrici legati a una manutenzione straordinaria degli impianti.

L’utile netto di Gruppo attribuibile agli azionisti è pari a 129 milioni di euro, in calo del 5% rispetto al 31 marzo 2025, per effetto di maggiori ammortamenti e accantonamenti al fondo svalutazione crediti. L’indebitamento finanziario netto scende invece a 4.177 milioni di euro, l’1% in meno rispetto a fine 2025, grazie a un flusso di cassa operativo che ha più che coperto gli investimenti del periodo.

«I risultati trimestrali appena approvati dal Consiglio di Amministrazione pongono basi solide per la crescita prevista nei prossimi mesi», dichiara Luca Dal Fabbro, presidente esecutivo del Gruppo Iren. La performance, aggiunge, «è sostenuta dal contributo delle attività regolate e semi-regolate, che raggiungono il 73% dell’Ebitda, e dalla continua disciplina nell’esecuzione del piano industriale».

La guidance viene confermata: a fine 2026 Iren prevede un Ebitda in aumento del 4%, investimenti pari a circa 950 milioni di euro e un rapporto tra indebitamento finanziario netto ed Ebitda di 3,1 volte. Dal Fabbro evidenzia inoltre che l’utile netto è atteso «anch’esso in crescita a fine anno del +3% rispetto al 2025, a testimonianza della robustezza della strategia industriale e finanziaria del Gruppo».

Sul piano operativo, l’amministratore delegato e direttore generale Gianluca Bufo sottolinea una «performance operativa solida», sostenuta dalla crescita organica, dalle sinergie industriali e dal recupero della marginalità nel trattamento rifiuti. La filiera energetica, spiega, è stata penalizzata nel primo trimestre da «minore produzione idroelettrica e maggiore competizione nella supply», ma è attesa in miglioramento nella seconda parte dell’anno. La generazione di cassa, aggiunge Bufo, «consente di finanziare interamente gli investimenti del periodo, pari a oltre 190 milioni di euro, preservando al contempo un profilo di indebitamento equilibrato e coerente con gli obiettivi di piano».

Il primo trimestre mostra anche indicatori di sostenibilità in linea con il piano industriale. Gli investimenti ammissibili alla Tassonomia europea sono pari al 62%, mentre l’intensità carbonica resta a 308 grammi di CO2 per kWh. La capacità rinnovabile raggiunge 243 MW, in crescita del 12% rispetto all’anno precedente grazie all’entrata in esercizio dell’impianto fotovoltaico di Noto e di un piccolo impianto in provincia di Bologna.

Nel settore ambientale, la raccolta differenziata arriva al 71,4%, quasi due punti percentuali in più rispetto allo scorso anno. Crescono anche le volumetrie teleriscaldate, pari a 115 milioni di metri cubi, il 2% in più, e il risparmio energetico derivante dall’utilizzo di prodotti o servizi del Gruppo, in aumento del 3%. I dipendenti sono quasi 11.600, dopo 145 assunzioni effettuate nel trimestre.

«Risultati in linea con le attese anche dal punto di vista ESG», commenta il vicepresidente esecutivo Moris Ferretti.

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