Nicotina in utero: danni immunitari duraturi
L'esposizione alla nicotina durante la gravidanza e appena dopo la nascita lascia un'impronta indelebile - e sfavorevole - sulle cellule staminali ematopoietiche, quelle che danno origine a tutte le cellule del sangue e che sono cruciali per la costituzione di un buon sistema immunitario.
I topi entrati a contatto con la nicotina in utero o appena venuti al mondo sono risultati più inclini a sviluppare forme gravi di influenza una volta esposti al virus. La scoperta, pubblicata sulla rivista Stem Cell Reports, potrebbe spiegare perché molti studi epidemiologici abbiano riscontrato che i bambini nati da madri fumatrici vadano incontro più di frequente a infezioni respiratorie, e spesso più gravi.. Ma lo studio, dei ricercatori dell'Università della California a Santa Cruz, ha implicazioni più ampie, dovute al fatto che non riguarda, genericamente, le decine di sostanze tossiche presenti nelle sigarette - ma la nicotina, presente anche nei prodotti da svapo e in molti prodotti sostitutivi per smettere di fumare (pastiglie, cerotti, gomme, spray). Questo tipo di terapia è talvolta preso in considerazione come supporto alle donne in attesa che in nessun altro modo riescono a smettere di fumare, sebbene - almeno in Italia - limitato solamente ai prodotti che si possono assumere "al bisogno", anziché a quelli che somministrano nicotina in maniera continuativa.. L'impatto duraturo sul sistema immunitario. Dopo aver esposto femmine gravide di topo alla nicotina, i ricercatori hanno osservato che la loro prole presentava un numero inferiore di cellule staminali ematopoietiche, che portano alla formazione di cellule immunitarie effettrici mature, per esempio i macrofagi che fagocitano i patogeni e i detriti cellulari, o i linfociti T che si attivano in risposta a minacce specifiche.
Quelle stesse cellule presenti in numero inferiore presentavano inoltre alterazioni nei profili dei geni regolatori, che regolano l'espressione di altri geni. Questi cambiamenti persistevano fino all'età adulta, anche se, in condizioni normali, non risultavano subito visibili.. Apparentemente, infatti, da adulti i topi che erano stati esposti alla nicotina presentavano un sistema immunitario come quello di tutti gli altri. Quando però sono stati esposti al virus dell'influenza, è stato osservato che nei loro polmoni era presente una popolazione di macrofagi residenti - cellule immunitarie presenti in modo stabile nei tessuti e incaricate della prima linea di difesa - inferiore rispetto alla norma.
Dopo aver contratto l'infezione hanno sviluppato un'infiammazione più intensa, richiamato un numero maggiore di cellule immunitarie nei polmoni e riportato maggiori danni polmonari. Hanno avuto un decorso peggiore e perso più peso.. La memoria di un danno subito. «Le cellule staminali ematopoietiche regolano l'equilibrio del sistema immunitario e conservano la memoria di ciò che hanno incontrato nelle prime fasi della vita. Un'esposizione nelle prime settimane di vita può alterare tale equilibrio in un modo che rimane latente fino a quando il corpo non si trova ad affrontare un'infezione, influenzando così la salute immunitaria fino all'età adulta» spiega Marcel Rommel, tra gli autori dello studio.
La cosa migliore da fare è prevenire questo danno evitando l'esposizione alla nicotina in gravidanza. Ma gli scienziati stanno anche cercando di capire se i cambiamenti innescati si possano contrastare..
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