Our Ocean Conference: l’Italia aderisce all’Alleanza G7 per le Aree marine protette

18 Giugno 2026 - 16:55
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Our Ocean Conference: l’Italia aderisce all’Alleanza G7 per le Aree marine protette

Alla 11esima Our Ocean Conference “Our Ocean, Our Heritage, Our Future” in corso a Mombasa e Kilifi, in Kenya, il governo italiano ha partecipato all’evento di alto livello per il lancio dell’Alleanza G7 sulla gestione delle Aree Marine Protette (G7 Marine Protected Areas (MPA) Management Alliance), iniziativa ufficializzata durante il summit dei ministri dell’ambiente del G7 dell’aprile scorso, che ha riconosciuto la G7 Future of Seas and Ocean Initiative (G7 FSOI) come quadro di riferimento per la collaborazione scientifica m nel G7 per le aree marine protette. Secondo i ministri dell’ambiente de G7, «Questa Alleanza mira a rafforzare la cooperazione per una gestione efficace delle AMP e ad affrontare le sfide relative a finanziamenti, governance, monitoraggio e sorveglianza».
La dichiarazione ufficiale dell'Alleanza riconosce «L'importanza di sostenere un monitoraggio solido e a lungo termine basato su solide basi scientifiche, quale una delle cinque principali opportunità strutturali per migliorare ulteriormente l'efficacia e i benefici dell'attuazione e della gestione delle AMP. I punti focali nazionali del G7 FSOI si riuniranno per definire le modalità di attuazione di questo risultato della riunione ministeriale. Il piano di lavoro del G7 FSOI risponde alle priorità dei membri del G7 delineate in dichiarazioni come questa, con l'obiettivo di rafforzare la cooperazione globale per l'osservazione oceanica e la condivisione di dati e informazioni necessari per la salute dei nostri mari e oceani, per le previsioni meteorologiche e climatiche e per lo sviluppo di un'economia blu sostenibile».
Nel suo intervento al summit globale in corso in Kenya, il leghista Claudio Barbaro, sottosegretario all’ambiente e alla sicurezza energetica , ha ribadito «Il forte impegno italiano nella tutela degli ecosistemi marini. L’Italia crede fortemente nella cooperazione multilivello come motore per rafforzare ed esportare modelli di successo nella gestione delle aree marine protette. Accogliamo con favore l’istituzione di questa Alleanza G7 sulle Aree Marine Protette, un'iniziativa internazionale promossa dai Paesi del G7 per tutelare gli ecosistemi oceanici e raggiungere l'obiettivo globale di proteggere il 30% degli oceani entro il 2030. L’istituzione delle aree protette è importantissima ma deve essere accompagnata da piani di gestione efficaci, adeguati strumenti di monitoraggio e risorse finanziarie stabili. In Italia ci sono 31 AMP distribuite lungo circa 700 chilometri di costa, e il nostro impegno in questi anni è stato quello di rafforzare i sistemi di governance, la gestione dei dati e il coinvolgimento degli stakeholder».
Impegni e dichiarazioni spesso in contrasto con quanto i Partiti del governo italiano – a cominciare dalla Lega ex Nord e da Fratelli d’Italia – dicono e praticano sui territori, dove sono spesso alla testa deelle proteste contro l’istituzione di aree marine protette, come nel clamoroso caso dell’Arcipelago Toscano, dove la contrarietà delle amministrazioni di destra-centro (e non solo) ha finora impedito di istituire l’Area marina protetta pervista già nel lontano 1982.
Ora il governo di destra assicura che rispetterà gli impegni di proteggere il 30% del mare italiano (il 10% in maniera stringente) entro il 2030, obiettivo dal quale siamo ancora lontanissimi. Per riuscirci non basterà che il ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica abbia anche presentato gli impegni volontari diretti per la protezione ed uso sostenibile di oceano e mari, con un impegno superiore ai 17 milioni di euro che «Sosterrà fortemente sia la protezione del nostro mare e delle coste dall’inquinamento sia i progetti internazionali che spaziano dalla prevenzione e risposta all’inquinamento marino da idrocarburi e sversamenti, al rafforzamento della cooperazione internazionale in tema di gestione integrata delle coste, e al coinvolgimento dei giovani attraverso la promozione di attività progettuali dedicate al mare. Un finanziamento che rientra nello stanziamento complessivo erogato anche dal MASAF, MUR e AICS Nairobi per un ammontare totale di circa 662 milioni di euro».
Alla Our Ocean Conference l’Italia ha anche partecipato al side event “Oceaneye”, organizzato dalla Commissione europea che il MAS ha definito «Momento cruciale di confronto sul futuro dell’osservazione oceanica e sulla tutela del nostro patrimonio marino. Nell’accogliere con favore l’iniziativa Oceneye, quale passo importante verso il rafforzamento del sistema globale di osservazione degli oceani, l’Italia ha confermato il proprio impegno in tema di ricerca, annunciando l’impegno di 155 milioni di euro per l’infrastruttura ITINERIS, che integra le principali infrastrutture di ricerca ambientale nazionali, inclusa una rilevante componente marina».
Unione europea, Intergovernmental Oceanographic Commission dell’UNESCO (IOC-UNESCO), World Resources Institute (WRI) e High Level Panel for a Sustainable Ocean Economy stanno unendo gli sforzi per rafforzare il Global Ocean Observing System (GOOS) e il WRI spiega che «Le capacità di osservazione oceanica rappresentano un'infrastruttura fondamentale per comprendere e rispondere ai cambiamenti ambientali e per sostenere lo sviluppo sostenibile. Tuttavia, l'osservazione oceanica globale si trova oggi ad affrontare numerose sfide. Rimane subcritica e insufficientemente finanziata, con lacune significative, soprattutto in aree remote come le regioni polari e di acque profonde e nei settori della biodiversità e degli ecosistemi. Queste lacune creano punti ciechi nei processi decisionali, in particolare per processi come la pianificazione oceanica sostenibile, i piani nazionali di adattamento, la riduzione del rischio di catastrofi e le strategie di mitigazione basate sugli oceani».
Il GOOS, che opera sotto l'egida dellIOC-UNESCO con il patrocinio congiunto della World meteorlogical Organization e dell’United Nations environment programme e dell’International Science Council, dipende da una base di contributori relativamente limitata e principalmente da finanziamenti a breve termine.
Presentando “Oceaneye”, Il WRI ha avvertito che «Inoltre, il contesto geopolitico in evoluzione crea ulteriori sfide. E’ necessario un riequilibrio strategico e una rinnovata responsabilità condivisa nel finanziamento del GOOS per garantirne il funzionamento a lungo termine. Poiché nessun singolo Paese può osservare l'oceano da solo, questo evento collaterale di raccolta fondi mira a generare impegni collettivi e duraturi a sostegno della sostenibilità di GOOS.

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