Caldo, in Francia morti e rete sotto stress. ClimaMeter: fino a 4° in più per la crisi climatica causata dall’uomo

23 Giugno 2026 - 14:04
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Caldo, in Francia morti e rete sotto stress. ClimaMeter: fino a 4° in più per la crisi climatica causata dall’uomo

«La canicule», la chiamano in Francia. La parola indica episodi di calore intenso e prolungato. E in questi giorni sta dominando le prime pagine dei giornali d’Oltralpe. Come racconta Le Monde, Météo-France ha annunciato che la notte appena trascorsa, tra lunedì 22 e martedì 23 giugno, è stata la più calda mai registrata nel Paese. E ieri il termometro ha toccato la media storica record per giugno di 29,2 °C, con picchi diurni eccezionali come i 41°C di Parigi, i 41,9 °C registrati a Bordeaux, i 42 °C a Saintes e una massima nazionale di 43,3 °C a Châteumeillant. Attualmente l’allerta rossa per la «canicule» è stata estesa a ben 54 dipartimenti francesi (con altri 35 in allerta arancione), arrivando a esporre a temperature estreme oltre il 90% della popolazione nazionale.

L’impatto è devastante su infrastrutture, trasporti e scuole, che in Francia sono ancora aperte, e questa ondata di calore sta mettendo a dura prova la tenuta del sistema elettrico (il caldo ha imposto anche uno stop all’attività di alcune centrali nucleari) tanto è vero che a La Défense (Parigi) sono state disposte restrizioni all’uso dei condizionatori per alleggerire la rete.

Ma, soprattutto, l’impatto di queste alte temperature è devastante per la salute e, per diversi motivi, sta provocando decine di morti. L’ondata di caldo che sta colpendo la Francia ha causato «40 morti» per annegamento dal 18 giugno, «soprattutto giovani», ha annunciato oggi Sébastien Lecornu: il primo ministro francese, che presiede una nuova cellula di crisi interministeriale alla quale sono stati convocati 18 ministri, ha deplorato «una triste piaga» riguardo agli annegamenti. E le cronache, non solo francesi, riportano anche la straziante storia di due bambini, di 2 e 4 anni, trovati morti chiusi all’interno di un’auto parcheggiata.

Passando dalla cronaca agli approfondimenti di taglio scientifico, secondo un’analisi condotta dal team di ClimaMeter, il caldo da record che sta colpendo la Francia e gran parte dell’Europa occidentale è stato notevolmente intensificato dal cambiamento climatico causato dall’uomo.

Spiegano in particolare i ricercatori che a causa delle emissioni di gas serra, i modelli meteorologici simili a quelli all’origine dell’attuale ondata di caldo producono ora temperature di circa 2-4 °C più elevate, a seconda della località, rispetto a quelle registrate nella seconda metà del XX secolo.

Le temperature da record osservate in questo periodo, spiegano, sono state amplificate dal cambiamento climatico indotto dall’uomo, mentre la variabilità climatica naturale ha probabilmente svolto un ruolo secondario. Senza il cambiamento climatico indotto dall’uomo, questo evento sarebbe stato comunque caratterizzato da temperature elevate. Tuttavia, non sarebbe stata la stessa ondata di caldo.

La circolazione atmosferica responsabile dell’evento non è senza precedenti. Nel passato si sono verificati più volte pattern sinottici simili, ma ora si manifestano in un clima sostanzialmente più caldo, determinando temperature molto più elevate e un impatto maggiore.

Utilizzando ClimaMonitor, la piattaforma di attribuzione giornaliera sviluppata dal consorzio ClimaMeter, gli scienziati hanno confrontato l’attuale circolazione atmosferica sull’Europa con situazioni simili osservate nei dati storici. L’analisi rivela che la configurazione meteorologica in sé non è eccezionale. Configurazioni atmosferiche comparabili si sono verificate ripetutamente negli ultimi decenni. L’analisi relativa al 22 giugno 2026 indica che le temperature associate all’attuale configurazione meteorologica sono di circa 2-4 °C più elevate di quanto sarebbero state in condizioni meteorologiche simili durante la seconda metà del XX secolo. A Parigi, il segnale di riscaldamento stimato raggiunge circa 2,4 °C, a Milano +3,8 °C e a Saragozza +4 °C.

I risultati sono in linea con le conclusioni del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (Ipcc), che ha documentato l’aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi di calore estremo in tutta Europa come conseguenza delle emissioni di gas serra. Nell’Europa occidentale, gli eventi di calore estremo stanno già aumentando a un ritmo più rapido rispetto a quanto previsto dai modelli climatici, alimentando il timore che le proiezioni future sul calore possano essere troppo prudenti. Analogamente, nell’area mediterranea, i futuri aumenti degli eventi di calore potrebbero essere il doppio rispetto alle attuali previsioni.

Questi studi indicano un aumento del calore a un ritmo al quale potremmo avere difficoltà ad adattarci. Le ondate di calore non aumentano di intensità in modo lineare con il riscaldamento del clima, ma accelerano. Nei prossimi decenni si prevede che dovremo affrontare non solo ondate di calore più intense, ma anche ondate di calore che supereranno i record precedenti con margini molto più ampi. Il numero di persone esposte al calore estremo a livello globale sta già crescendo non in modo lineare, ma esponenziale, a causa dei cambiamenti climatici causati dall’uomo.

Sottolinea Davide Faranda, del Cnrs francese: «Il fenomeno meteorologico all’origine di questa ondata di caldo non è straordinario. Ciò che è straordinario è che il cambiamento climatico abbia aggiunto fino a 4 °C alle temperature in alcune zone dell’Europa occidentale. Ci stiamo avvicinando ai limiti di adattamento di molte società ed ecosistemi. Se temperature come queste diventeranno la norma nei prossimi decenni, sarà inevitabile subire gravi conseguenze. La buona notizia è che possiamo ancora agire: una rapida riduzione delle emissioni di gas serra può impedire che gli eventi estremi di oggi diventino la normalità estiva di domani».

Spiega Tommaso Alberti dell'Ingv: «Il caldo è uno dei pericoli meteorologici più letali, e ogni grado in più di riscaldamento si traduce in rischi più elevati per le persone e le infrastrutture. Eventi come questo aumentano la probabilità di malattie e mortalità legate al caldo, in particolare tra i gruppi vulnerabili, determinando al contempo picchi nella domanda di energia elettrica per il raffreddamento. La combinazione di crescenti impatti sulla salute e di un aumento dello stress sui sistemi energetici evidenzia perché il caldo estremo sta diventando una delle manifestazioni più gravi del cambiamento climatico in Europa».

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