Parco Nazionale della Costa Teatina previsto dal 2001: il ministero è obbligato a istituirlo entro 90 giorni

25 Giugno 2026 - 09:59
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Parco Nazionale della Costa Teatina previsto dal 2001: il ministero è obbligato a istituirlo entro 90 giorni

La sentenza n. 335/2026 emessa il 22 giugno dal TAR Abruzzo Sezione di Pescara che obbliga il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica a concludere entro 90 giorni il procedimento istitutivo del Parco nazionale della Costa Teatina conferma, com’è già accaduto per il Parco nazionale del Matese e per quello degli Iblei, un indirizzo giurisprudenziale favorevole a superare gli ostacoli che la politica frappone alla nascita delle aree naturali protette.
Una sentenza che sancisce che la nascita del Parco nazionale della Costa Teatina previsto dalla legge 93/2001 è un atto dovuto perché le decisioni del Parlamento si devono rispettare anche a distanza di 25 anni, e questa decisione contribuisce a raggiungere gli obiettivi di proteggere il 30% di territorio e di mare entro il 2030. Una sentenza che riconosce alle comunità locali il diritto di intervenire nel procedimento di definizione del perimetro e della relativa zonizzazione dell’area protetta ma, al contempo, stabilisce un tempo certo per ottemperare a quanto previsto dall’art. 34, comma 3, della legge n. 394/1991per la delimitazione provvisoria del perimetro, l’adozione delle misure di salvaguardia e alla costituzione dell’ente gestore del Parco nazionale. Perimetrazione, zonizzazione e misure di salvaguardia provvisorie che per la Costa Teatina sono state individuate fin dal 2015 da un Commissario ad Acta e sono disponibili presso la Conferenza delle Regioni ma “congelate” perché la Regione Abruzzo espresse riserve e osservazioni per ridurre il perimetro proposto a cui il Ministero non diede seguito ma nemmeno rigettò bloccando, nei fatti, l’iter istitutivo dell’area protetta.
Il nostro auspicio, ribadito in diverse occasioni, e quello di utilizzare il tempo a disposizione per condividere una proposta di Parco nazionale che sia socialmente accettata e coerente con i principi della scienza e della conservazione della natura. Un’area protetta che garantisca lo sviluppo sostenibile locale e rafforzi la tutela integrata della costa, prevedendo anche un perimetro a mare per aumentare la tutela dell’Adriatico che è tra i mari più esposti anche a causa dello sfruttamento delle risorse ittiche commerciali. La Costa dei trabocchi che negli ultimi anni ha avuto una eccezionale crescita economica e turistica, anche grazie alla Via Verde e alle produzioni agricole e vitivinicole di qualità, con la nascita del Parco nazionale ha la possibilità di ri-ordinare in chiave green il suo sviluppo fin qui conosciuto per le eccellenze ma non sempre per la sostenibilità delle scelte e, com’è accaduto in altre realtà, fornirebbe al territorio il riconoscimento che serve e che attendiamo da 25 anni. Non sprechiamo questa opportunità.

Legambiente Abruzzo

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