Nell’ultimo decennio la crisi climatica ha cambiato marcia: il mondo si surriscalda a velocità doppia

24 Giugno 2026 - 12:34
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Nell’ultimo decennio la crisi climatica ha cambiato marcia: il mondo si surriscalda a velocità doppia

Il riscaldamento globale ha accelerato a partire dal 2013-2014, con un aumento della temperatura media planetaria circa doppio rispetto ai decenni precedenti. È quanto emerge da una ricerca congiunta dell’Università dell’Aquila e dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Cnr, appena pubblicata sulla rivista internazionale Climate.

Lo studio prova a fare chiarezza in un dibattito scientifico ancora aperto. Stabilire se il riscaldamento globale stia cambiando velocità non è semplice, perché sulle temperature annuali incidono anche fattori naturali di variabilità climatica, come l’oscillazione del Pacifico collegata a El Niño. Proprio questa componente ha finora prodotto risultati non sempre concordi nelle analisi disponibili.

I ricercatori hanno dunque applicato una metodologia statistica diversa e più robusta a cinque serie di temperature medie globali, depurate dai principali fattori di variabilità naturale. Il risultato è l’individuazione di un punto di svolta significativo tra il 2013 e il 2014: da allora il tasso di crescita della temperatura globale sarebbe passato da 0,16-0,18 °C per decennio a 0,34-0,42 °C.

«Nel nostro lavoro – spiega Umberto Triacca del Dipartimento di ingegneria e scienze dell’informazione e matematica dell’Università dell’Aquila, primo autore dell’articolo – siamo partiti da uno studio recente di colleghi stranieri che, una volta depurate cinque diverse serie di temperature globali dai fattori di variabilità naturale, riscontravano effettivamente un cambiamento nel tasso di riscaldamento dai primi anni del decennio scorso. Tuttavia, come mostriamo, la loro analisi statistica non rendeva assolutamente affidabili i risultati. Abbiamo così applicato una metodica diversa, evidenziando un chiaro punto di svolta nel 2013-2014, anni da cui il tasso di aumento della temperatura globale è addirittura raddoppiato, da 0,16-0,18 °C/decennio a 0,34-0,42».

crisi climatica accelera

Il cambio di passo risulta comune a tutte le serie considerate, elaborate dai principali centri di ricerca internazionali: Nasa, Noaa, HadCRU, Berkeley ed Era5. Resta però aperta la domanda sulle cause specifiche dell’accelerazione, che potrebbero includere fattori naturali e conseguenze dell’azione umana sul sistema climatico.

«I nostri risultati sono estremamente affidabili e valgono per tutte le serie considerate, che vengono dai centri di ricerca più importanti: Nasa, Noaa, HadCru, Berkeley ed Era5», aggiunge Antonello Pasini, del Cnr-Iia e autore corrispondente dell’articolo. «Lo sviluppo di questi studi sarà collegare questo cambio di passo della temperatura globale alle sue possibili cause, naturali o dovute all’azione umana, cercando analoghi punti di cambiamento in altre variabili causali come le emissioni antropogeniche di solfati o le proprietà di riflettività del pianeta. Dopo queste analisi statistiche potremo analizzare l’evoluzione del sistema clima con i nostri modelli dinamici e di intelligenza artificiale».

In attesa di comprendere pienamente i meccanismi che hanno portato all’accelerazione, per i ricercatori la direzione da seguire resta chiara: intervenire sulle cause antropiche che possono essere controllate. «Nell’attuale contesto, in cui assistiamo a un nuovo cambiamento ma non ne comprendiamo ancora le cause specifiche, riteniamo che diventi ancora più importante agire negli ambiti che possiamo controllare e ridurre al minimo, per quanto possibile, l'impatto umano sull'aumento delle temperature», conclude Pasini.

In questo contesto, l’Europa e con essa l’Italia è particolarmente, a rischio in quanto continente che si surriscalda più di tutti, a un ritmo doppio rispetto alla media globale, avendo toccato nel 2025 di circa +2,5°C rispetto all’era pre-industriale. In termini di aumento in frequenza e intensità degli eventi meteo estremi, l’Agenzia europea dell’ambiente (Eea) stima che questo trend abbia comportato – nel periodo 1980-2024 – una perdita economica di 822 miliardi di euro e 441.000 vittime. Oggi oltre il 99% degli articoli scientifici sul clima sottoposti a peer-review concorda sul fatto che il cambiamento climatico è causato principalmente dall'attività umana, rendendo molto solido il consenso scientifico nel merito.

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