Parte dall’Artico russo il primo carico di petrolio prodotto dal gigantesco giacimento di Vostok Oil

09 Settembre 2026 - 19:25
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Parte dall’Artico russo il primo carico di petrolio prodotto dal gigantesco giacimento di Vostok Oil

Nel luglio 2023, il magazine WE - World Energy, pubblicato da Eni, dedicava l’intero numero alle nuove rotte del gas e chiudeva con l’articolo “The Arctic Way” di Vitaly Yermakov  nel quale si legge che «L'espansione dei progetti di GNL nelle penisole di Yamal e Gydan è destinata a rappresentare il principale motore dell'aumento dei volumi di carico lungo la Northern Sea Route (NSR - Rotta del Mare del Nord) nel prossimo futuro. Tuttavia, la prevista crescita significativa del volume dei trasporti sarà trainata in larga misura dall'avvio del progetto Vostok Oil, un'iniziativa di punta guidata da Rosneft. Si tratta di un progetto di grande importanza, con riserve petrolifere accertate pari a 6 miliardi di tonnellate. Nella sua prima fase, basata sui cluster di Vankor e Payakha, si prevede di raggiungere una produzione complessiva di idrocarburi di 50 milioni di tonnellate all'anno entro la metà degli anni 2020. La seconda fase del progetto, prevista per l'inizio degli anni 2030, riguarderà lo sviluppo dei giacimenti di East-Taymyr, con il potenziale di incrementare la produzione di idrocarburi fino a 100 milioni di tonnellate all'anno. In caso di successo, il progetto Vostok Oil rappresenterebbe una svolta decisiva per lo sviluppo complessivo degli idrocarburi russi nell'Artico, oltre a contribuire in modo significativo all'espansione dei trasporti lungo la NSR».

Per lo sfruttamento di Vostok Oil era prevista (ed era iniziata)  un'ampia cooperazione internazionale. La compagnia petrolifera statale russa Rosneft aveva negoziato con multinazionali come BP, ExxonMobil ed Equinor  e, nel 2020, la società di trading internazionale Trafigura aveva acquisito una quota del 10% del progetto,  nel 2021, un consorzio guidato da Vitol aveva  acquistato un ulteriore 5%. Poi è scoppiata la guerra in Ucraina, sono scattate le sanzioni contro Mosca e i partner occidentali hanno abbandonato i progetti russi.  Vostok Oil ha dovuto procedere senza di loro, con investimenti nel progetto integrato che hanno già raggiunto i 4 trilioni di rubli (46,2 miliardi di dollari) che la scorsa settimana hanno permesso alla Russia di caricare sul rompighiaccio Valentin Pikul il primo carico di petrolio prodotto da Vostok Oil. Il greggio è arrivato al nuovo terminale nella baia di Sever, nella penisola di Taimyr, da dove verrà trasportato attraverso la Rotta Marittima del Nord.

Durante la cerimonia di inaugurazione del terminal e della rotta, l’amministratore delegato di  Rosneft Igor Sechin ha rivolto un saluto irridente alle Big Oil occidentali: «Colgo l'occasione per salutare i leader dell'industria globale con cui abbiamo discusso delle prospettive del progetto Vostok Oil, come Robert Dudley, ex CEO di BP; Rex Tillerson, eminente magnate del petrolio ed ex CEO di ExxonMobil; i grandi geologi Tim Cooke di Equinor, Steven Greenlee, Neil Duffin di ExxonMobil, nonché i nostri attuali partner e colleghi Darren Woods e Neil Chapman. Credo che ne saranno molto contenti»-

Come sottolinea con orgoglio nazionalistico la putiniana Russian Television – RT,  «Per il Paese eurasiatico, non si tratta semplicemente di mettere in funzione un nuovo giacimento petrolifero: il progetto crea una nuova provincia petrolifera nell'Artico e potrebbe modificare le principali rotte di approvvigionamento di risorse energetiche verso l'Asia».

Attualmente, le riserve di Vostok Oil sono stimate a circa 50 miliardi di barili e, a differenza di quello venezuelano del quale si sono impossessate le multinazonali amiche di Donald Trump, è un greggio particolarmente leggero con un contenuto di zolfo molto basso, compreso tra lo 0,01% e lo 0,1%, il che lo rende simile ai petroli più pregiati del Medio Oriente e quindi con un'elevata domanda da parte dei mercati asiatici.

I russi confermano qual che già scriveva Eni nel 2023: «L'infrastruttura viene ampliata gradualmente. La prima fase del terminale avrà una capacità di 30 milioni di tonnellate all'anno; si prevede di raggiungere i 50 milioni di tonnellate entro il 2030 e, se le condizioni di mercato lo consentiranno, il sistema potrebbe arrivare fino a 100 milioni di tonnellate all'anno, quasi due milioni di barili al giorno».

Ma l'estrazione del petrolio dall'Artico richiede una logistica specializzata: i carichi devono essere trasportati su petroliere e gasiere in ​​grado di navigare in condizioni di ghiaccio estreme. Per questo la Federazione Russa  ha commissionato ai cantieri navali Zvezda la costruzione di petroliere di classe Arc7 come la Valentin Pikul che consentiranno a Mosca non solo di sviluppare i giacimenti petroliferi, ma anche di avere una sua flotta specializzata nell’affrontare la ancora rischiosa Northern Sea Route.

Putin sta facendo quel che aveva annunciato da anni: approfittare dello scioglimento del ghiaccio marino artico provocato dal riscaldamento globale e RT sottolinea che «Con l'aumento dei volumi di produzione di Vostok Oil, aumenterà anche il traffico lungo la Rotta Marittima del Nord. Nel 2025, il volume di merci trasportate lungo questa rotta ha raggiunto i 37 milioni di tonnellate all'anno e, secondo i piani per il 2030, questa cifra dovrebbe salire a 70 milioni di tonnellate. Lo sviluppo di Vostok Oil potrebbe diventare uno dei principali motori di questa crescita. Per gli acquirenti asiatici, questa rotta offre anche un'alternativa alle catene di approvvigionamento che dipendono da aree vulnerabili come il Canale di Suez e lo Stretto di Hormuz».

Il 19 agosto, navigando lungo la NSR  è arrivata nel porto di Murmansk, nel nord della Russia europea, la prima portacontainer cinese, Xin Xin Hai 1 della compagnia di navigazione NewNew Shipping, e Pechino ha detto che fa parte della crescente cooperazione nell’ambito della sua iniziativa "Via della Seta sul Ghiaccio". La compagnia statale nucleare russa Rosatom, che sovrintende allo sviluppo, alla navigazione, alle infrastrutture e alla sicurezza marittima della rotta artica ha sottolineato che «Questa è stata la prima nave portacontainer proveniente dalla Cina ad arrivare al porto commerciale di Murmansk». In realtà, la NewNew Shipping Line opera lungo la Rotta Marittima del Nord dal 2023, anche se generalmente le sue navi trasportano merci verso porti dell'Estremo Oriente russo o del Mar Baltico.

Il console generale cinese a San Pietroburgo, Luo Zhanhui, ha detto che «La Cina è pronta a continuare a svolgere il ruolo di ponte per sostenere la cooperazione tra le aziende cinesi e la regione di Murmansk e per sviluppare ulteriormente la Via della Seta glaciale» e l'amministratore delegato di NewNew Shipping Line, Ke Jin, ha annunciato l'intenzione di impiegare 6 nuove navi portacontainer di classe artica sulla NSR, «Ciascuna in grado di trasportare circa 4.800 container standard. Quattro dovrebbero entrare in servizio a ottobre, consentendo due viaggi al mese tra i porti cinesi e russi, mentre altre due dovrebbero unirsi alla flotta nel giugno 2027. Siamo inoltre interessati a investire nei porti di Murmansk e Arkhangelsk, nell'estremo nord della Russia, e ad acquisire una partecipazione nel porto di Ust-Luga».

La Russia utilizza da tempo il corridoio artico per le esportazioni di energia: le spedizioni di GNL dal progetto Yamal LNG sono iniziate nel 2017, con i primi carichi consegnati in Cina nel 2018. Dal 2010 la Russia spedisce anche altri idrocarburi lungo questa rotta verso i mercati asiatici.

Secondo Rosatom, «La Rotta Marittima del Nord offre un collegamento marittimo più breve tra l'Asia orientale e l'Europa settentrionale, consentendo di ridurre di circa due settimane la durata del viaggio tra la Cina e l'Europa rispetto alla rotta attraverso il Canale di Suez.

L'interesse per il corridoio artico è cresciuto anche a causa della guerra tra Stati Uniti e Iran e dell'instabilità in Medio Oriente, che hanno interrotto i collegamenti marittimi attraverso il Golfo Persico e il Mar Rosso. Il 22 agosto la Corea del Sud ha effettuato sabato il suo primo viaggio di prova per il trasporto di container verso l'Europa attraverso la Rotta Marittima del Nord, mentre l'India prevede di inviare la sua prima nave cargo lungo la rotta nel 2027.

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