«Amianto rilevato anche mesi dopo»: Mamdani pubblica documenti sulla qualità dell’aria a New York dopo l’11 settembre

09 Settembre 2026 - 19:25
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«Amianto rilevato anche mesi dopo»: Mamdani pubblica documenti sulla qualità dell’aria a New York dopo l’11 settembre

A quasi 25 anni dai tragici attacchi dell’11 settembre 2001, la città di New York compie un passo storico verso la trasparenza e la verità grazie al sindaco della metropoli, Zohran Mamdani, che ha annunciato la pubblicazione di oltre 170 mila pagine di documenti finora riservati riguardanti le reali condizioni ambientali attorno a Ground Zero. Si tratta di report, e-mail istituzionali e analisi di laboratorio per decenni custoditi all’interno di circa 68 scatole d’archivio rimaste finora nell’ombra. La documentazione che viene ora portata alla luce dal sindaco del Partito democratico americano attesta in modo inequivocabile come i funzionari comunali dell’epoca fossero pienamente consapevoli dell’estrema tossicità dell’aria causata dal crollo delle Torri Gemelle, pur continuando a rassicurare pubblicamente i cittadini, i soccorritori e i residenti che la zona fosse assolutamente sicura e respirabile. Molti si sono «ammalati perché hanno creduto a quello che le autorità dicevano, ovvero che l’aria era sicura», ha denunciato Mamdani nel corso di una conferenza stampa ieri, alla vigilia della presentazione della documentazione, osservando come il numero dei morti per malattie correlate all’11 settembre sia ormai maggiore a quello del giorno dell’attacco.

Il materiale emerso relativamente al periodo in cui era sindaco di New York il Repubblicano Rudolph Giuliani dipinge un quadro allarmante sui pericoli chimici registrati nei giorni e nei mesi successivi al crollo delle Torri Gemelle. Tra i file resi pubblici figurano rilevamenti di diossina, mercurio, benzene e amianto in concentrazioni ben superiori ai limiti di guardia e in costante aumento a causa degli incendi che continuarono a bruciare per mesi sul sito. Di particolare rilevanza appare il cosiddetto “Harding Memo”, un documento inviato nell’ottobre 2001 al vice sindaco dell’epoca, in cui si stimavano decine di migliaia di potenziali cause legali per lesioni da sostanze tossiche. Gli attuali vertici di New York spiegano che le comunicazioni interne dimostrano chiaramente che le priorità amministrative furono orientate al contenimento della responsabilità civile della città e alla riapertura rapida delle attività economiche a discapito della tutela della salute.

Nel corso della conferenza stampa a City Hall, il primo cittadino ha espresso parole di dura condanna verso le condotte istituzionali del passato. Facendo riferimento al tragico bilancio di sofferenza patito dai vigili del fuoco, dalle forze dell’ordine, dai volontari e dai residenti di Lower Manhattan, Mamdani ha dichiarato che la mancanza di verità ha avuto conseguenze letali e prolungate sul tessuto sociale e umano della comunità newyorkese. Proseguendo nel suo intervento di fronte ai media, il sindaco ha poi posto l’accento sulla tragica eredità sanitaria che ancora oggi affligge migliaia di persone colpite da patologie oncologiche e respiratorie croniche contratte su Ground Zero.

Il lancio del nuovo portale digitale d'archivio, costato un investimento dedicato nell’ambito della spesa pubblica cittadina, pone fine anche a un lungo e travagliato contenzioso giudiziario promosso dalle associazioni delle vittime, tra cui l’organizzazione “9/11 Health Watch”. Al fianco del sindaco e dei rappresentanti dei soccorritori era presente anche l’attore e attivista Jon Stewart, da sempre in prima linea per i diritti dei lavoratori di Ground Zero. Sebbene questa tardiva pubblicazione non possa cancellare anni di malattie, sofferenze e morti evitabili, la messa a disposizione dei documenti permetterà finalmente ai sopravvissuti di accedere a prove cruciali per ottenere il giusto riconoscimento legale e l’assistenza medica necessaria.

L’iniziativa di Mamdami tra l’altro arriva in giorni in cui l’ex sindaco Rudolph W. Giuliani, che appunto guidò la città di New York durante gli attacchi dell’11 settembre, ha dichiarato (ripreso dal New York Times) di non ritenere opportuno che l’attuale primo cittadino della metropoli partecipi alle cerimonie commemorative per il 25° anniversario degli attacchi alle Torri Gemelle. «Mi offende», ha detto Giuliani in un discorso intriso di frasi anti-musulmane sul canale di estrema destra Newsmax, riferendosi all’intenzione di Mamdani di partecipare alla commemorazione a New York. Giuliani, scrive il New York Times, ha anche paragonato Mamdani ai dirottatori dell’11 settembre, i quali, secondo lui, nutrivano ostilità verso l’America e «non la nascondevano come invece Mamdani sta cercando di fare». La filippica di Giuliani, si legge sempre sul quotidiano statunitense, «includeva affermazioni infondate, tra cui quella secondo cui Mamdani sarebbe un sostenitore di un complotto musulmano volto a “conquistare alcune parti dell’America e alcune parti dell’Europa”, una teoria del complotto di estrema destra che Giuliani ha sostenuto in passato». Dopo l’11 settembre, scrive ancora il New York Times, Giuliani è stato ampiamente elogiato e considerato una figura unificatrice per la sua risposta stoica agli attacchi, che hanno causato la morte di oltre 2.700 persone a New York City e lasciato alcune zone di Manhattan devastate per anni. Ma ora arriva questa nuova documentazione riguardante il conflitto tra la realtà della qualità dell’aria e i messaggi rassicuranti lanciati dall’amministrazione dell’epoca.

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