Per i suoi vent’anni Fondazione Cattolica rinnova il suo impegno a favore delle persone

11 Settembre 2026 - 16:40
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Per i suoi vent’anni Fondazione Cattolica rinnova il suo impegno a favore delle persone

Un salone pieno, ospiti e autorità, ma anche due panel per affrontare le tematiche d’attualità per il mondo del Terzo settore. Così Fondazione Cattolica ha celebrato nell’Auditorium Bisoffi, nella sede di Generali di Lungadige Cangrande a Verona i suoi venti anni di impegno al servizio delle persone, delle comunità e del bene comune. 

20 anni da celebrare

Tra i primi a prendere la parola nel corso dell’incontro che ha voluto essere un momento di riflessione e confronto sul ruolo che la  Fondazione ha svolto dal 2006 e sulle sfide che attendono il sistema del welfare nei prossimi  anni il Country Manager e Ceo di  Generali Italia Giancarlo Fancel.
«Fondazione Cattolica», ha ricordato, «costituisce un patrimonio solido e significativo per Generali. Quando il  gruppo ha deciso di integrare Cattolica e di realizzare insieme un nuovo cammino di  crescita, abbiamo riconosciuto nella Fondazione un’esperienza di grande valore, profondamente radicata nel territorio e capace di interpretare bisogni sociali reali. Per tale  motivo abbiamo rafforzato il nostro sostegno, consapevoli che la sua missione è pienamente  coerente con il nostro modo di fare impresa e con il nostro obiettivo di contribuire allo sviluppo sostenibile delle comunità in cui operiamo». Fancel ha altresì ricordato la lunga storia di Cattolica Assicurazioni, nata nel 1896 sull’onda della Dottrina sociale della Chiesa. 

da sinistra Giancarlo Fancel  e Paolo Bedoni in occasione dei 20 anni di Fondazione Cattolica
da sx Giancarlo Fancel e Paolo Bedoni, foto da ufficio stampa

Il legame con le radici è stato anche ricordato da mons. Domenico Pompili, Vescovo di Verona, che nei suoi saluti ha voluto ringraziare idealmente la società civile che diede origine al tutto a fine Ottocento e chi ne sta portando avanti i valori. Tra gli intervenuti, accanto al videomessaggio di saluto del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, Luisa Ceni, assessore Politiche sociali e abitative del Comune di Verona, Flavio Pasini,  presidente della Provincia di Verona, e Diego Ruzza, assessore ai Trasporti – Mobilità e  lavori pubblici della Regione Veneto. 

Una storia partita da lontano

Un video storico ha ripercorso origini e attività della Fondazione: dalla sua nascita in forma cooperativa come Cattolica assicurazioni nel 1896, alla fondazione dell’ente nel 2006, per passare nel 2022 con Generali e infine approdare al nuovo capitolo con l’Academy e i bandi People Raising. In pochi minuti riassunti i suoi obiettivi istituzionali, gli strumenti sviluppati nel tempo e le principali  iniziative realizzate.

«Il Terzo Settore deve affrontare tensioni sempre crescenti, dovute al nostro modello di  Stato sociale causate anche da una crisi demografica sempre più preoccupante», ha  commentato Paolo Bedoni, presidente di Fondazione Cattolica. 

«Il problema è di ripensare e rafforzare l’intero sistema di welfare senza rinunciare alla sua vocazione universalistica. Fondazione Cattolica è consapevole che il Terzo settore è chiamato ad assumere ulteriori responsabilità nella grande missione della sussidiarietà, collaborando con le istituzioni attraverso gli strumenti della coprogrammazione e della coprogettazione», ha aggiunto. «Per questo, con i bandi sul People Raising e con la costituzione dell’Academy per il Terzo settore, abbiamo scelto di investire sulla sostenibilità delle realtà non profit, attraverso il miglioramento delle loro capacità organizzative e manageriali e la valorizzazione del  capitale umano». Bedoni ha parlato poi del percorso compiuto in questi anni, approfondendo in particolare le prospettive legate a una nuova idea di intervento sociale, che ha già trovato espressione in esperienze come l’Academy del Terzo Settore di Fondazione Cattolica e nei diversi bandi lanciati a favore dei protagonisti che ogni giorno  svolgono il loro prezioso lavoro all’interno della comunità nazionale. 

Un obiettivo: formare le persone

Parlando con VITA a margine del convegno, il presidente Bedoni ha ricordato il punto di partenza di questo nuovo modo di intervenire: «Ci siamo detti: facciamo molte cose partendo dalle domande e dalle esigenze delle varie imprese sociali e cooperative e ci siamo chiesti: “direttamente noi cosa facciamo?”. Da qui l’idea di lavorare sulla formazione delle persone che di quelle realtà fanno parte». 

da sinistra Fusco e Buonomo per i 20 anni di Fondazione Cattolica
da sx Pietro Fusco e Vincenzo Buonomo, protagonisti del primo panel – foto dell’autrice

Protagonisti del primo panel della giornata dedicato al tema “Il volontariato che cambia il mondo” Vincenzo Buonomo, delegato  Pontificio e Rettore della Pontificia Università Urbaniana, e Piero Fusco, responsabile della Business Unit enti religiosi e Terzo settore- Buerts di Generali.

Il dialogo è partito da una provocazione di Buonomo: «non sarà il mondo a cambiare il volontariato?» e si è sviluppato affrontando non solo il ruolo strutturale del Terzo settore nel welfare contemporaneo, ma anche le interazioni che si dovranno sviluppare a fronte della presenza dell’Intelligenza artificiale generativa, ha sottolineato Buonomo ricordando che «i limiti dell’Ai vanno governati non demonizzati» e richiamando le immagini della torre di Babele e delle mura di Gerusalemme presenti nella Magnifica Humanitas di Leone XIV ha invitato a leggere le encicliche dai sottotitoli: «Cura della persona nell’era digitale, al centro c’è l’uomo».

Le sfide di Terzo settore e volontariato

Il segretario generale della Fondazione, Giovanni Tessitore, ha poi condotto il dialogo sulle nuove sfide del Terzo settore che ha visto gli interventi di Antonio Fici, Felice  Scalvini, Lorenzo Pilon e Chiara  Tommasini, presidente CSVnet.  Tra i temi affrontati: il rafforzamento delle alleanze tra pubblico, Terzo settore e sistema delle imprese; l’evoluzione del volontariato verso forme sempre più qualificate e  riconosciute; il ruolo delle cooperative sociali e dell’impresa sociale; il contributo delle  fondazioni nella costruzione di nuove forme di solidarietà, capaci di generare innovazione e  cambiamento sociale. 

secondo panel per i venti anni di fondazione cattolica
Il secondo panel, da sx Tommasini, Fici, Pilon, Scalvini e, in piedi Tessitore. Foto dell’autrice

In particolare Tommasini ha invitato i presenti a non fermarsi ai dati statistici parlando di volontariato «è un fenomeno complesso, i numeri non dicono tutto. Di fronte al cambiamento occorre uno scatto culturale: la sfida è far sì che le persone possano partecipare». E ha anche invitato a evitare di considerare il volontariato un sinonimo di sociale «non è il sostituto del welfare pubblico in ritirata».

Se Fici ha ripercorso i cambiamenti innestati dalla riforma del Terzo settore ormai decennale, Pilon ha ricordato il ruolo ricoperto dagli obiettori di coscienza al servizio militare «una generazione che ha strutturato l’esperienza del servizio civile nella cooperazione sociale».
Da parte sua Scalvini ha usato alcune immagini, prese dal mondo dello sport, per rappresentare la necessità del Terzo settore, sia nazionale sia locale, di cambiare il modo di “scendere in campo”, «giocano tutti come all’oratorio: tutti addosso alla palla cioè ai contributi», il problema quindi è «convincere le organizzazioni a scendere bene in campo, imparare a passare la palla. Serve un allenatore». E il coach? «la filantropia istituzionale»

Da enti erogatori a coach, il futuro degli enti filantropici

«Le fondazioni non sono più soltanto enti di erogazione e basta, devono essere sicuramente di supporto con il denaro ma anche mettere a disposizione le proprie competenze e ancora più il proprio network. Ed è questa la chiave che noi interpretiamo come Fondazione Cattolica quando incontriamo le organizzazioni che sosteniamo», spiega a VITA il segretario generale Tessitore. «Ancora prima di sostenere il loro progetti vorremmo dare al singolo ente la possibilità di essere più stabile, più forte, più strutturato per affrontare il futuro».

Quando si dice “mettere le persone al centro” «vuol dire curare anche la formazione dei soggetti che operano e che agiscono come amministratori dando loro gli strumenti per poter crescere, per poter mettersi in relazione e e relazionarsi con il pubblico, con le istituzioni ma anche con il mondo del profit» precisa Tessitore.

Nascono qui l’Academy per il Terzo settore della fondazione e i bandi People Raising, «abbiamo abbandonato l’idea che un buon progetto sia sufficiente per essere sostenuto», conclude Tessitore, «noi, prima di vedere il progetto, guardiamo la vitalità dell’ente, cioè se ha in nuce quegli elementi di capacità di mettersi in network e se ha quello sguardo di competenze, se ha quella capacità di mettersi in relazione nel territorio in cui opera. Allora il progetto che ci portano lo riteniamo credibile sostanziale e quindi idoneo a essere sostenuto». 

In apertura il presidente Paolo Bedoni che inaugura l’incontro per i vent’anni di Fondazione Cattolica a Verona – foto dell’autrice

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