«Portare aiuti non è un reato»: il messaggio sulla Global flotilla inviato a Israele dall’Ufficio Onu per i diritti umani

«La consegna di aiuti non è un reato». Il messaggio è sintetico, semplice da comprendere, impossibile da contestare. Lo ha mandato all’indirizzo di Israele l’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani (UN Human Rights) facendo esplicito riferimento alla Global Sumud Flotilla. In una dichiarazione rilasciata a Ginevra e rilanciata sulla piattaforma social X, il portavoce dell’organizzazione, Thameen Al-Kheetan, ha puntato il dito sul fatto che gli attivisti Saif Abukeshek e Thiago de Avila sono stati arrestati in acque internazionali e condotti in Israele, dove «continuano a essere detenuti senza alcuna accusa»: «Le inquietanti testimonianze di gravi maltrattamenti devono essere oggetto di indagini. La solidarietà e la consegna di aiuti ai palestinesi a Gaza non sono un crimine».
Le Nazioni Unite ricordano che la Global Sumud Flotilla è un'iniziativa della società civile che mira a fornire aiuti a Gaza via mare. L’Ufficio Onu per i diritti umani ricorda anche martedì un tribunale israeliano di Ashkelon ha accolto la richiesta delle autorità di prorogare la detenzione dei due attivisti fino a domenica prossima. «Israele deve rilasciare immediatamente e incondizionatamente» i due uomini, ha affermato Al-Kheetan.
L’appello al rilascio giunge in un momento di crescente preoccupazione internazionale per le restrizioni all’accesso umanitario e agli aiuti a Gaza, dove la popolazione deve affrontare una grave carenza di cibo, medicinali e altri beni di prima necessità dopo mesi di conflitto e di blocco.
«Non è un crimine mostrare solidarietà e cercare di portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese di Gaza, che ne ha un disperato bisogno», ha affermato il portavoce dell’organizzazione. L’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha inoltre lanciato l’allarme in merito alle accuse di abusi durante la detenzione. «Le inquietanti testimonianze di gravi maltrattamenti subiti da Abukeshek e de Avila devono essere oggetto di indagini e i responsabili devono essere assicurati alla giustizia», ha affermato Al-Kheetan.
L’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha inoltre esortato Israele a porre fine a pratiche che, secondo quanto affermato, violano gli standard internazionali in materia di diritti umani. «Chiediamo che Israele metta fine al ricorso alla detenzione arbitraria e all’applicazione di leggi antiterrorismo definite in modo generico e vago, incompatibili con il diritto internazionale dei diritti umani», si legge nella dichiarazione. Ha inoltre rinnovato gli appelli per un accesso umanitario molto più ampio a Gaza. «Israele deve anche porre fine al blocco su Gaza e consentire e facilitare l’ingresso di aiuti umanitari nella striscia palestinese assediata, in quantità sufficienti», ha aggiunto Al-Kheetan.
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