Quanto è fragile il sottosuolo delle nostre città? Da Ispra arriva la “carta d’identità geologica” delle aree urbane

Ora sappiamo quanto è fragile il sottosuolo delle città italiane. Come? Grazie a un indicatore messo a punto da Ispra che misura il livello di interazione tra il contesto geologico-climatico e il tessuto urbano. Analizzando fattori geologici, climatici e attività umane, l'Urban Geo-climate Footprint (Ugf) analizza assetto geologico, processi esogeni, processi endogeni, processi superficiali e pressione antropica sul sottosuolo in base a diversi parametri e restituisce sia una prevalenza di determinate componenti (classificazione), sia un punteggio che sarà più o meno alto a seconda che le caratteristiche geologiche siano più o meno interferenti con il tessuto urbano.
Realizzato Ispra nell'ambito di un'attività di ricerca condotta in collaborazione con la rete europea dei servizi geologici EuroGeoSurveys, il nuovo metodo sintetizza le informazioni disponibili nelle banche dati pubbliche e attribuisce un punteggio compreso tra 0 e 500 per esprimere il potenziale impatto dei fenomeni geologici e climatici sull'area urbana. Più il contesto geologico e climatico condiziona lo sviluppo e il funzionamento della città, più alto è il punteggio.
Con questo metodo Ispra ha già analizzato diverse città europee e tutti i capoluoghi di regione/provincia autonoma italiani. I risultati nazionali mostrano differenze significative: si va dai 94 punti di Trento ai 359 di Napoli. Tra i valori più elevati si registrano anche Genova (304), Palermo (265), Bari (255) e Catanzaro (250), mentre tra i più contenuti Bolzano (144), Milano (155), Aosta (160) e Trieste (162). Non solo. Lo stesso metodo consente di realizzare una vera e propria Carta di identità geologica, il City Geo Factsheet (Cgf) che, come la Cie per le persone, raccoglie le informazioni essenziali - non solo cattive notizie, ma anche quelle buone - che identificano il profilo 'geologico-climatico' dell'area urbana: dal terreno su cui è costruita alle acque sotterranee, dalle pressioni climatiche e antropiche sul sottosuolo fino ai fenomeni di pericolosità geologica, quali risorse offre e quali aspetti richiedono maggiore attenzione, fornendo così una lettura semplice e immediata del rapporto tra territorio e tessuto urbano.
«Sapere cosa c'è sotto i nostri piedi aiuta a decidere cosa fare sopra - commenta Maria Alessandra Gallone, presidente Ispra Snpa - Con l'Urban Geo-climate Footprint - molto simile alla Carta d'identità geologica - basta uno sguardo per capire su quale territorio poggia una città, quali sono le sue maggiori criticità e dove è possibile intervenire. È questo il passaggio che vogliamo facilitare: trasformare dati e competenze scientifiche in soluzioni concrete per chi deve scegliere, programmare e agire. Ispra, con questo nuovo strumento mette la conoscenza al servizio della prevenzione, perché sapere in anticipo significa intervenire meglio e in tempo». Il tool, la guida per utilizzarlo, alcuni esempi di applicazione e anche un documentario esplicativo sono disponibili sul sito di Ispra.
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