Riforma delle Province, Lattuca: “Il Dl Pa è un primo passo, ora serve una svolta”
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La riforma delle Province torna al centro del confronto parlamentare. Il presidente dell’Unione delle Province d’Italia (UPI), Enzo Lattuca, è intervenuto in audizione alla Camera sul Decreto-legge PA, all’esame delle Commissioni Bilancio e Ambiente. E ha espresso un giudizio positivo sulla norma che punta ad allineare le elezioni dei consigli provinciali a quelle dei presidenti di Provincia. Per Lattuca, tuttavia, si tratta soltanto di un primo intervento, che dovrà essere seguito da una revisione più profonda dell’assetto degli enti di area vasta.
Riforma delle Province, Lattuca: “Serve un intervento profondo”
“Le Province necessitano di una riforma profonda”, ha affermato Lattuca, sottolineando però come, nella fase conclusiva della legislatura, non sia più concretamente possibile affrontare un riordino organico e articolato dell’intero sistema. Da qui la valutazione positiva sulla disposizione contenuta nel Decreto-legge PA, considerata dall’UPI un primo tassello per superare la situazione di incertezza che si è consolidata negli anni successivi alla riforma del 2014.
Il punto centrale della norma riguarda il sistema elettorale degli organi provinciali. La legge 56 del 2014, la cosiddetta legge Delrio, ha trasformato le Province in enti di area vasta con organi eletti attraverso un sistema di secondo livello. Il presidente della Provincia viene eletto dai sindaci e dai consiglieri comunali del territorio. Resta in carica quattro anni, mentre il consiglio provinciale ha un mandato di due anni. È proprio questa differenza di durata, secondo l’UPI, a generare una delle principali anomalie dell’attuale assetto istituzionale.
L’allineamento delle scadenze elettorali può quindi contribuire a rendere più coerente il funzionamento degli organi provinciali, ma non sarebbe sufficiente a risolvere le criticità accumulate nell’ultimo decennio. Per Lattuca, infatti, la questione non riguarda soltanto le modalità con cui vengono scelti presidente e consiglieri, ma investe il ruolo stesso delle Province all’interno dell’ordinamento degli enti locali.
Province, il nodo è anche nelle funzioni e nelle risorse
La legge Delrio ha ridefinito profondamente le competenze provinciali, individuando tra le funzioni fondamentali:
- la pianificazione territoriale di coordinamento;
- la tutela e valorizzazione dell’ambiente;
- la pianificazione dei servizi di trasporto;
- la costruzione e gestione delle strade provinciali;
- la programmazione della rete scolastica;
- la gestione dell’edilizia scolastica.
Il progressivo riordino delle competenze e del personale ha però lasciato aperte diverse questioni sulla capacità degli enti di esercitare pienamente le funzioni rimaste loro attribuite.
È su questo terreno che l’UPI chiede di intervenire nella prossima legislatura. Secondo Lattuca, il problema è legato anche all’indebolimento delle risorse destinate alle funzioni fondamentali e alla riduzione del personale, elementi che hanno inciso sulla capacità delle Province di svolgere un ruolo efficace nelle politiche di sviluppo territoriale.
Il tema delle risorse si intreccia inevitabilmente anche con quello del personale degli enti locali, al centro del confronto sul rinnovo del CCNL Funzioni Locali, che prevede nuovi aumenti ma pone interrogativi sulla loro copertura finanziaria.
La posizione dell’UPI si inserisce in un confronto istituzionale che negli ultimi mesi si è intensificato. Anche il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli ha indicato, in un recente incontro con Lattuca, l’allineamento dei mandati. E anche una maggiore autonomia finanziaria tra i temi sui quali Governo e Province intendono proseguire il dialogo, in vista di una possibile riforma complessiva.
La riforma delle Province guarda alla prossima legislatura
Il passaggio contenuto nel Decreto-legge PA viene quindi considerato dall’UPI non come un punto di arrivo, ma come l’avvio di un percorso più ampio. L’obiettivo dichiarato è riportare al centro dell’agenda politica il ruolo delle Province, definendo con maggiore chiarezza competenze, risorse, rappresentanza e responsabilità degli enti di area vasta.
Lattuca ha annunciato che l’UPI presenterà una piattaforma di proposte concrete alle forze politiche, chiedendo impegni precisi per la prossima legislatura. Il confronto dovrebbe entrare nel vivo anche in occasione della prossima Assemblea nazionale delle Province italiane, prevista a Imperia il 19 e 20 ottobre. L’iniziativa rappresenterà uno dei momenti attraverso cui l’associazione intende mettere a punto le proprie proposte per il futuro degli enti provinciali.
La partita sulla riforma delle Province va dunque ben oltre la modifica del calendario elettorale. L’allineamento delle elezioni dei consigli con quelle dei presidenti può correggere una delle incongruenze prodotte dall’attuale sistema. Ma resta aperto il tema più generale della collocazione delle Province nell’ordinamento italiano. Per l’UPI, la prossima legislatura dovrà affrontare proprio questo nodo. Dunque superare l’attuale fase di incertezza e costruire un modello di Provincia più stabile, dotato di funzioni e risorse adeguate alle responsabilità che gli enti sono chiamati a esercitare sui territori.
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