Sanità, ANAC accende i riflettori sui rischi corruttivi per ospedali e ASL

10 Settembre 2026 - 11:35
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lentepubblica.it

La prevenzione della corruzione nella sanità non riguarda soltanto le irregolarità più evidenti o i grandi appalti. Entra nella vita quotidiana delle aziende ospedaliere e sanitarie: dalle liste d’attesa agli incarichi, dalla sperimentazione clinica alla gestione dei farmaci, fino ai rapporti con i soggetti privati accreditati.


È proprio da questa consapevolezza che nasce il nuovo Catalogo dei rischi corruttivi e delle misure di prevenzione nel settore sanitario, approvato dall’Autorità nazionale anticorruzione con la delibera n. 318 del 29 luglio 2026.

Il documento si propone come uno strumento operativo per aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale. Non introduce un modello rigido da replicare meccanicamente, ma offre una mappa per riconoscere i punti nei quali il rischio di cattiva amministrazione cresce e per scegliere contromisure adeguate alla singola organizzazione. Il riferimento concreto è la redazione della sottosezione “Rischi corruttivi e trasparenza” del Piano integrato di attività e organizzazione, il PIAO.

La sanità tra risorse pubbliche e decisioni complesse

La sanità è uno dei comparti più delicati dell’amministrazione pubblica. In gioco non ci sono soltanto rilevanti stanziamenti finanziari, ma il diritto alla salute e la fiducia dei cittadini nei servizi essenziali. Decisioni apparentemente tecniche, come la scelta di un dispositivo medico, l’organizzazione di un reparto o l’affidamento di una fornitura, possono incidere direttamente sulla qualità dell’assistenza.

ANAC richiama un dato particolarmente significativo: al settore sanitario è riconducibile circa un quarto della spesa complessiva per contratti pubblici. Una quota così ampia di risorse impone procedure solide, verificabili e capaci di evitare discrezionalità non giustificate. Il presidente dell’Autorità, Giuseppe Busìa, ha inoltre segnalato che l’8% delle segnalazioni di whistleblowing riguarda proprio questo ambito.

Le segnalazioni descrivono criticità molto diverse tra loro: problemi nella gestione di reparti e strutture, anomalie nelle gare, sospetti sulle ospedalizzazioni o sul governo delle liste d’attesa, incarichi assegnati secondo logiche di favore, accreditamenti poco trasparenti e procedure concorsuali alterate. Non ogni disfunzione coincide, naturalmente, con un reato o con un episodio corruttivo. Tuttavia, individuare per tempo i passaggi vulnerabili consente di intervenire prima che un problema organizzativo diventi un danno per il servizio e per l’interesse pubblico.

Un Catalogo per costruire misure su misura

Il valore principale del Catalogo ANAC sta nell’impostazione. Per ciascuna area considerata più esposta vengono indicati i possibili eventi rischiosi e le misure utili a ridurne la probabilità o l’impatto. L’obiettivo non è aumentare la burocrazia con nuovi adempimenti formali, ma rendere più consapevole la gestione dei processi.

Il testo tiene conto delle osservazioni raccolte nella consultazione pubblica svolta online dal 3 giugno al 3 luglio 2026. Riprende inoltre il lavoro già sviluppato dall’Autorità nei Piani nazionali anticorruzione e nei relativi aggiornamenti, integrandolo con spunti provenienti dalla Tassonomia GIMBE frodi e abusi in sanità, inserita nell’ottavo Rapporto sul Servizio sanitario nazionale della Fondazione GIMBE, pubblicato nel 2025.

Per le amministrazioni sanitarie il messaggio è chiaro: la valutazione del rischio non può ridursi a formule standard o a un elenco di divieti. Occorre conoscere i propri procedimenti, distinguere le fasi più sensibili e individuare responsabilità, controlli e flussi informativi coerenti con la realtà dell’ente. Una piccola azienda sanitaria territoriale, un policlinico universitario e un grande ospedale, per esempio, non presentano le stesse criticità né necessitano delle medesime soluzioni.

Appalti, farmaci, ricerca e personale: le aree osservate

Il Catalogo affronta un insieme molto ampio di attività. Una prima area riguarda la regolamentazione del sistema sanitario, nella quale le decisioni pubbliche possono influire sull’accesso al mercato, sull’organizzazione dei servizi e sugli interessi di operatori economici e professionali.

Un’attenzione specifica è dedicata alla ricerca biomedica, al marketing e alla promozione di medicinali, dispositivi medici e altre tecnologie sanitarie. Sono ambiti nei quali la collaborazione tra pubblico e privato può produrre innovazione e migliorare le cure, ma richiede al tempo stesso regole trasparenti per prevenire conflitti di interesse e condizionamenti impropri.

Restano centrali gli appalti, dalla programmazione agli affidamenti, dall’esecuzione del contratto al controllo sulle prestazioni rese. La prevenzione passa anche dalla tracciabilità delle decisioni, dalla rotazione quando prevista, dalla separazione delle funzioni e dalla verifica effettiva di quanto acquistato. Particolare rilievo assumono poi la distribuzione e lo stoccaggio dei prodotti sanitari, attività nelle quali una gestione opaca può tradursi in sprechi, indisponibilità di materiali o criticità nell’approvvigionamento.

Tra i capitoli del documento rientrano anche la gestione delle risorse finanziarie e del personale. Sul versante delle risorse umane, la trasparenza delle selezioni, l’attribuzione degli incarichi, la prevenzione dei conflitti di interesse e la corretta distribuzione delle responsabilità sono elementi essenziali per tutelare l’imparzialità dell’amministrazione.

Liste d’attesa e accreditamenti, la prevenzione tutela i cittadini

La parte forse più vicina all’esperienza degli utenti riguarda l’erogazione dei servizi sanitari. ANAC richiama i rapporti con gli enti autorizzati e accreditati, le attività di vigilanza, ispezione e sanzione, la libera professione intramuraria e, soprattutto, le liste d’attesa.

È qui che la prevenzione assume un significato concreto anche per chi non lavora nella pubblica amministrazione. Regole chiare, controlli indipendenti e informazioni accessibili aiutano a garantire che le prestazioni siano erogate secondo criteri oggettivi, senza corsie preferenziali né distorsioni dovute a rapporti personali o interessi esterni.

Il Catalogo invita quindi a rafforzare un approccio continuativo: digitalizzazione dei processi, monitoraggio dei dati, tracciabilità, formazione degli operatori, canali di segnalazione affidabili e controlli non meramente cartacei. La corruzione non si contrasta soltanto dopo che emerge un illecito; si previene progettando procedure che rendano più difficile aggirare le regole e più semplice rilevare le anomalie.

Per aziende ed enti del SSN, il nuovo strumento ANAC può diventare un’occasione per rileggere procedure consolidate e verificare se siano ancora adeguate. In un sistema attraversato da ingenti risorse, innovazioni tecnologiche e rapporti sempre più articolati tra soggetti pubblici e privati, la trasparenza non è un capitolo separato dell’attività sanitaria: è una condizione necessaria per assicurare cure e servizi credibili, equi e orientati all’interesse dei cittadini.

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