Rosignano Marittimo, con Scapigliato i fondi dell’economia circolare sostengono il territorio e la pace

Quaranta milioni di euro già ripartiti tra UniCredit, Banca Generali e Banca Patrimoni Sella, ai quali si aggiungeranno prossimamente un’altra decina di milioni. La liquidità aziendale accumulata da Scapigliato smette così di restare improduttiva sui conti correnti e viene affidata a tre istituti selezionati attraverso una procedura competitiva che ha passato al vaglio ben 12 delle principali banche italiane, con l’obiettivo di ottenere rendimenti di mercato senza rinunciare a tre pilastri etici e d prudenza contabile, data la natura pubblica dell’azienda: investimenti a basso rischio, attenzione ai criteri Esg ed esclusione delle attività industriali legate agli armamenti da guerra.
La società in house del Comune di Rosignano Marittimo ha presentato oggi l’operazione, i cui semi sono stati piantati alla fine del 2025 con l’invito rivolto a dodici operatori creditizi e finanziari. A valle di uno stringente percorso di selezione, nelle scorse settimane sono stati sottoscritti i primi investimenti per 40 milioni di euro, comprendenti i fondi che tutti i gestori delle discariche sono obbligati ad accantonare nel tempo per affrontare i trent’anni di gestione post mortem successivi alla chiusura degli impianti: risorse necessarie per occuparsi nel tempo del biogas, del percolato e dell’assestamento dei rifiuti.
Proprio perché queste somme non dovranno essere spese né adesso né tutte subito quando arriverà lo stop ai conferimenti, Scapigliato ha scelto di investirle gradualmente prima del loro impiego operativo. Finora erano rimaste come pura liquidità nei conti correnti del Monte dei Paschi di Siena.
«Al mio insediamento ho iniziato a valutare l’impegno dell’azienda non solo sul fronte dell’economia circolare, ma anche negli aspetti economico-finanziari, constatando l’ottima gestione condotta in società – spiega Girardi – C’era però un’opportunità rimasta insondata: mettere a frutto il rilevante patrimonio di liquidità aziendale che si è accumulato negli anni».
La procedura ha valutato la remunerazione proposta, la restituzione del capitale alla scadenza – dato che non può essere messo a rischio, vista la necessità d’impiego post mortem –, le commissioni e i costi di gestione, insieme al rating Esg degli istituti. È stato inoltre vietato l’impiego diretto o indiretto del capitale in attività industriali dedicate alla produzione o alla fornitura di armamenti da guerra. «La sfida che abbiamo lanciato è quella di essere competitivi ma anche etici», sintetizza Girardi.
La società è stata affiancata da Kon (studio di consulenza rappresentato oggi da Fabio Ferrini) per gli aspetti economico-finanziari e dallo studio Gitti and Partners (con Angelo Gitti) per quelli giuridici e contrattuali, sotto il coordinamento della responsabile Amministrazione, finanza e controllo Laura Scarponi. Gli investimenti seguiranno una logica di diversificazione e privilegeranno strumenti a basso rischio, compresi titoli di Stato italiani e di altri Paesi europei. I rendimenti attesi il 2 e oltre il 3%, pur restando legati all’andamento dei mercati. Quanto basta per poter incamerare una cifra stimata in circa 1 milione di euro l’anno.
Le nuove entrate potranno contribuire al dispiegamento del Piano industriale di Scapigliato – presentato pubblicamente un anno fa –, nella misura in cui saranno rese disponibili per l’azienda, anche se i vertici valuteranno ovviamente l’apertura di finanziamenti dedicato ai lavori programmati man mano che verranno messi a terra.
Tra i progetti più vicini alla realizzazione figura un impianto fotovoltaico da 4 MW su una parte del capping della discarica esaurita, dimensionato sui fabbisogni elettrici di Scapigliato. La società attende l’autorizzazione della Regione Toscana, che potrebbe arrivare entro la fine dell’anno.
Alla presentazione sono intervenuti per UniCredit Francesca Donato e Andrea Zagari, per Banca Generali Catia Ravanelli e Carlo David Polo, per Banca Patrimoni Sella Rodolfo Garzella e Sonia Tarchi. Le conclusioni sono state affidate al sindaco di Rosignano Marittimo Claudio Marabotti.
«Scapigliato la sentiamo nostra, nel bene e nel male, tutti noi cittadini di Rosignano – afferma il sindaco – Voglio ringraziare l’amministratore unico Girardi e tutto il personale della società in house, dove c’è una grandissima qualità del lavoro». La nuova gestione finanziaria accompagna, sottolinea Marabotti, un Piano industriale che punta a trasformare negli anni la discarica in una «fabbrica del futuro». In questo contesto, anche la rinuncia agli investimenti nell’industria bellica assume per il Comune un significato politico preciso. «I criteri etici hanno un costo: sarebbe stato più remunerativo non escludere certi tipi di asset – conclude Marabotti – ma la nostra Amministrazione è impegnata a difendere la cultura della pace e questo è un segnale tangibile per non alimentare il bellicismo».

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