Salone dell’Auto di Parigi 2026: Dacia Striker, la rivoluzione nell’aerodinamica è servita

12 Ottobre 2026 - 15:20
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Salone dell’Auto di Parigi 2026: Dacia Striker, la rivoluzione nell’aerodinamica è servita

Il nuovo crossover di segmento C che unisce le forme di un SUV, di una station wagon e di una berlina, si presenta sul mercato con una offerta inedita. La Striker non tradisce il DNA del marchio appartenente a Renault, coniugando uno spazio comfotevole da SW con le consuete caratteristiche da fuoristrada dei SUV. La vettura è versatile, diventando una perfetta alleata in gite fuori porta, oltre che nelle sfide quotidiane urbane.

I clienti possono contare su motorizzazioni multi-energia elettrificate complete, a prezzi ragionevoli. Il nome Striker deriva dall’espressione universale “fare strike” o “centrare l’obiettivo”. Con un look che non passa inosservato, l’auto enfatizza l’obiettivo di versatilità della Casa romena, entrando in una nuova era. La ricerca di un delicato equilibrio con le aspettative di un pubblico sempre più esigente ha spinto i vertici di Dacia a lanciare un progetto in linea con le esigenze moderne.

Attenzione ai dettagli

L’efficienza e la dinamicità delle classiche berline si è raggiunta con una grande attenzione all’aerodinamica. I tecnici di Dacia hanno fornito una risposta concreta con una silhouette che è stata oggetto di una particolare cura. Il design, con un’altezza ridotta dall’asfalto, vanta una linea del tetto allungata, un anteriore pronunciato e un posteriore inclinato, dove spicca un grande alettone con relativi deflettori.

Dacia Striker rientra in una ristretta cerchia di station-wagon e SUV del segmento C a poter contare su un coefficiente aerodinamico di 0,29. Con un peso di circa 1.400 kg, a seconda delle motorizzazioni e degli allestimenti, risulta più leggera di un C-SUV, attestandosi nella media di peso delle station wagon del segmento C. Unendo la dinamicità delle berline con la spaziosità delle station wagon e la robustezza dei SUV, risulta una alternativa valida ai tanti competitor asiatici che stanno invadendo il Vecchio Continente.

Linee fluide

Il linguaggio stilistico della Striker, caratterizzato da elementi verticali, vanta una impronta moderna. Per David Durand, Direttore del Design del brand Dacia, la “Striker fornisce una risposta nuova e complementare alle aspirazioni attuali del settore automobilistico, offrendo un equilibrio diverso da quello dei SUV tradizionali”. Pur garantendo un’altezza da terra equivalente a quella dei C-SUV (20 cm nella versione a trazione integrale e 19 cm a trazione anteriore), il modello non supera 1,53 metri di altezza (rispetto a più di 1,60 metri dei SUV del segmento C), avvicinandosi a un concetto di dinamismo tipico delle berline.

Grazie a motorizzazioni elettrificate, con emissioni di CO₂ inferiori ai 100 g (per il motore Hybrid 155), e un design aerodinamico, l’auto presenta un TCO (costo complessivo per il proprietario) ottimizzato. Aspetto da non sottovalutare in una fase di prezzi dei carburanti alle stelle. Con una eleganza ricercata, il linguaggio stilistico offre una chiara lettura su due livelli, che riflette la duplice natura del mezzo.

I volumi sono fluidi e slanciati, enfatizzando il concetto Essential & Cool, ovvero un approccio semplice ma anche efficiente. Non mancano componenti, nella zona inferiore, robusti per offrire una maggiore stabilità. Questi elementi incarnano il concetto Robust & Outdoor, derivato dal mondo dei SUV, integrando dettagli che sono tipici di berline di una fascia premium. Il profilo è completato dalle barre da tetto integrate che donano dimensione funzionale e outdoor, coerentemente all’indirizzo scelto per il design.

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