Scoperta una nuova specie di gatto tigre: il tilcayo

18 Settembre 2026 - 11:55
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Scoperta una nuova specie di gatto tigre: il tilcayo

Il nuovo studio “Phylogenomics and museomics reveal five distinct species of tiger cats in South America”, pubblicato su Current Biology da un team internazionale di ricercatori rivela l’esistenza di una “nuova specie” di gatto selvatico sudamericano appartenete al controverso complesso del gatto tigre o gatto maculato (Leopardus tigrinus). Come si legge nello studio, si tratta «Una nuova specie di felino, scoperta nelle Yungas boliviane e descritta in questo studio come L. tilcayo . L'unità delle Yungas peruviane di questo complesso rappresenta anche un'entità tassonomica distinta, che descriviamo qui come una nuova sottospecie, L. tigrinus antisuyo» 

L’associazione statunitense/boliviana Senda Verde Animal Refuge, che ha avuto un ruolo essenziale nella scoperta,  ha commentato: «Pensavamo di conoscere già le felini della Bolivia... ma la natura ha ancora un segreto. Si chiama Leopardus Tilcayo, vive nei Yungas ed è la prima nuova specie di gatto selvatico descritta dalla scienza da oltre un secolo».

Più piccolo di un gatto domestico, Vive nelle foreste pluviali nebulose della regione delle Yungas, vicino alla capitale boliviana  La Paz, e le comunità locali lo conoscono da decenni con il nome di tilcayo. Ma per la scienza, non esisteva. 

La co-autrice principale dello studio, la scienziata boliviana Paola Nogales-Ascarrunz, dell’Universidad Mayor de San Andrés, di Senda Verde ed esploratrice di National Geographic, ha detto a La Región che «Descrivere una nuova specie di gatto dopo più di 100 anni mostra quanto abbiamo ancora da imparare sulla biodiversità che ci circonda».  E poi ha aggiunto in un’intervista a BBC News: «E’ un risultato sorprendente avere una nuova specie per il mondo, che è il Leopardus tilcayo. E’ incredibile che ci siano ancora nuove specie da scoprire: non dobbiamo per forza andare su un vulcano, su un'isola o nelle profondità marine».

Tutto è cominciato nel 2021 quando  la Nogales-Ascarrunz e un altro ricercatore boliviano,  Enzo Aliaga-Rossel,  raccolsero campioni genetici da un esemplare maschio che viveva nel Santuario della fauna selvatica di Senda Verde, nel comune di Coroico, e che era stato accolto nel santuario intorno al 2017 dopo essere stato abbandonato da una famiglia locale. E’ l’esemplare che è diventato ufficialmente l’olotipo, l'esemplare di riferimento della nuova specie.

Infatti, mentre preparava del materiale didattico su quel felino, la  Nogales-Ascarrunz aveva notato qualcosa di strano: «Esaminando la descrizione di  Leopardus tigrinus, il nome scientifico con cui era registrato, la forma delle sue macchie e della coda non assomigliava a quella delle specie di felini selvatici che conosceva in Bolivia. Era più simile a  Leopardus guttulus, una specie più robusta con un muso più piatto. Il problema era che  il guttulus  non era mai stato segnalato nel Paese. Ho detto al mio collega: “Questo dev’essere un guttulus , ma il guttulus non è segnalato in Bolivia”».

E’ così che sono iniziate le analisi genetiche che puntavano non a capire se esistesse una nuova specie, ma se una specie conosciuta avesse ampliato il suo areale di distribuzione. La risposta, arrivata anni dopo, è stata molto più sorprendente.

Per stabilire che l'esemplare di Senda Verde non fosse un Leopardus tigrinus, il team, guidato dalla Nogales-Ascarrunz , dal belga  Jonas Lescroart dell’Universiteit Antwerp e dal brasiliano Eduardo Eizirik della Pontifícia Universidade Católica do Rio Grande do Sul, ha sequenziato  i genomi completi di 38 individui  del genere  Leopardus, combinando campioni moderni (sangue e tessuti di animali soccorsi o investiti) con il DNA estratto da  esemplari storici conservati nei musei, alcuni dei quali risalenti a oltre mezzo secolo fa. Una procedura è stata fondamentale per colmare una lacuna che aveva ostacolato la tassonomia del gruppo sin dal 1775: non esistevano campioni genetici della popolazione originaria di  Leopardus tigrinus  nello Scudo della Guyana (Guyana, Suriname, Venezuela), la sua area di distribuzione. Gli esperti hanno recuperato il DNA da frammenti di osso petroso – la parte più densa del cranio – da esemplari conservati allo Smithsonian Museum negli Usa e al Naturalis Biodiversity Center nei Paesi Bassi. Hanno così ricostruito gli alberi filogenetici e calcolato  i tempi di divergenza evolutiva .

Eizirik, un genetista specializzato in conservazione, ha detto a BBC News: «Esistono pochissime testimonianze o fotografie, nessun esemplare è conservato in un museo, quindi si nascondeva perché nessuno lo cercava».

Come ha spiegato la Nogales-Ascarrunz, «Per riconoscere una specie distinta, la tassonomia, la scienza che classifica gli esseri viventi, utilizza un milione di anni di separazione genetica come punto di riferimento per i felini. Le popolazioni delle Yungas boliviane si sono rivelate divergenti dai loro parenti più prossimi  1,4 milioni di anni fa , una divergenza persino più profonda di quella di  Leopardus pardinoides, un'altra specie del gruppo già validata».

Alla fine, lo studio ha dimostrato che quella che la scienza  considerava finora un'unica specie di gatto tigre (Leopardus tigrinus) in realtà comprende almeno 5 specie distinte di felini selvatici:  Leopardus tilcayo (Tilcayo) : Nuova specie descritta ufficialmente nel nuovo studio, originaria delle foreste nebulose delle Yungas in Bolivia.

Leopardus tigrinus (gatto tigre settentrionale/della Guyana) : una specie la cui definizione è ora limitata e circoscritta allo Scudo della Guyana. All'interno di questa specie, lo studio descrive anche una nuova sottospecie: Leopardus tigrinus antisuyo , originaria delle Yungas peruviane.

Leopardus pardinoides (gatto tigre nebuloso): Rivalutato ed elevato al rango di specie indipendente per le foreste nebulose delle Ande settentrionali (in Paesi come la Colombia e regioni dell'America Centrale).

Leopardus emiliae (gatto tigre orientale) : formalmente ristabilito come specie validata, vive nelle ecoregioni della Caatinga e del Cerrado nel Brasile orientale.

Leopardus guttulus (gatto tigre meridionale) : riconfermata come specie indipendente, originaria della Mata Atlantica nel Sud America meridionale.

Uno degli autori dello studio, Enzo Aliaga-Rossel, un biologo boliviano con una vasta esperienza nella ricerca e nella conservazione, ha sottolineato l'importanza della scoperta per la Bolivia: «Non si tratta di un microrganismo o di un invertebrato – gruppi sui quali c'è ancora molto da scoprire – ma di un felino, un gruppo di cui si sa molto poco, quasi nulla in Bolivia. Il fatto che sia stato identificato come avente caratteristiche genetiche e morfologiche diverse dalle altre ci permette di classificarlo come una nuova specie per la scienza. Per quanto riguarda il suo ruolo o funzione ecologica in natura, essendo un piccolo felino è un  mesopredatore. Questo significa che occupa una posizione intermedia nella catena alimentare, regolando le popolazioni di roditori e altri piccoli vertebrati. Quando si eliminano questi piccoli carnivori (come il tilcayo), si può verificare una sovrappopolazione di topi e questo provoca un boom riproduttivo e delle epidemie. Lo abbiamo visto molte volte in Bolivia».

La Aliaga-Rossel ha confermato che «Per ora, è considerata una specie  endemica delle Yungas boliviane, sebbene gli esperti debbano ancora estendere i campionamenti a nord e a sud per confermare i veri limiti della sua distribuzione. Le sue piccole dimensioni, la velocità e la capacità di rimanere immobile su un albero per ore spiegano perché  non vi siano quasi precedenti segnalazioni  della specie».

Secondo una delle ricercatrici autrici dello studio, Caroline Sartor della Wildlife Conservation Research Unit dell'università di Oxford, «La scoperta è importante per la conservazione perché è impossibile proteggere una specie se non sappiamo cosa sia o dove viva. Si tratta di animali di dimensioni simili a quelle di un gatto domestico, quindi si potrebbe pensare che ormai li conosciamo tutti, ma questa scoperta dimostra quanta biodiversità resti ancora da scoprire in alcune delle regioni meno studiate del mondo. Le specie di gatto tigre sono considerate vulnerabili all'estinzione a causa della deforestazione, della perdita dell'habitat e della caccia illegale, sebbene la nuova specie non fosse inclusa nelle valutazioni precedenti».

Sia  la Nogales-Ascarrunz che Aliaga-Rossel concordano sul fatto che la specie, appena descritta, sia già in pericolo e concludono: «La perdita dell'habitat , dovuta alla pressione esercitata sulle foreste in cui vive e sulle sue prede, rappresenta la principale minaccia per il tilcayo e per gran parte della fauna boliviana. In tale contesto, la scoperta serve a ricordare cosa è in gioco. Un felino che ha convissuto con le comunità boliviane per generazioni – abbastanza a lungo da avere un proprio nome nella lingua locale, Tilcayo, che i ricercatori hanno deciso di mantenere come parte del nome scientifico in riconoscimento di questa conoscenza ancestrale – ha avuto bisogno delle più avanzate tecniche genomiche per essere finalmente riconosciuto dalla scienza. Con la nuova registrazione e riclassificazione del complesso del gatto tigre in cinque specie distinte, sarà necessaria una nuova valutazione del rischio di estinzione per ciascuna di esse. Questa scoperta contribuirà anche allo sviluppo di strategie e piani di conservazione mirati e, soprattutto, metterà ulteriormente in luce il ruolo delle comunità locali nella salvaguardia di animali come il tilcayo, che, al momento, è stato segnalato solo nella regione delle Yungas di La Paz ed è unico al mondo».

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