Scoperte 12 nuove specie di insetti australiani, 4 dedicate alla superstar Taylor Swift

Il nuovo studio “New genera and species of Australian sheoak-associated plant bugs (Hemiptera: Miridae: Phylinae: Pilophorini and Semiini)”, pubblicato su Insect Systematics & Evolution da Sarah Schroeder e Christiane Weirauch dell’Università della California – Riverside. descrive 12 nuove specie di insetti di insetti fitofagi australiani precedentemente sconosciuti alla scienza, un genere delle quali è stato chiamato Swiftiephylus e comprende 4 specie i cui nomi sono ispirati superstar internazionale vincitrice di un Grammy Award Taylor Swift e ad alcuni dei suoi album: Swiftiephylus taylorae, Swiftiephylus amator, Swiftiephylus intrepidus e Swiftiephylus poetorum.
La Schroeder, dottoranda in entomologia all'UC Riverside, spera che «Dando a questi insetti il nome della cantante, sia gli insetti stessi, nello specifico, sia il concetto di conservazione degli insetti in generale, possano risplendere un po' della sua luce riflessa. Per me, da fan di Taylor Swift da sempre, è stato qualcosa di autentico rendere omaggio a Taylor in questo modo, oltre a richiamare l'attenzione sulla diversità degli insetti ancora da scoprire».
Questi nuovi insetti sembrano non essere dannosi né per l'uomo né per gli animali, appartengono alla famiglia dei Miridi, la più grande famiglia di insetti, con oltre 11.000 specie descritte in tutto il mondo, che comprende sia insetti fitofagi che predatori, con stili di vita altamente specializzati.
Università della California – Riverside sottolineano che «Le specie appena descritte sono strettamente associate alle casuarine australiane, alberi e arbusti adattati ad ambienti che vanno dalle foreste tropicali alle dune costiere e al caldo estremo. Molti insetti fitofagi trascorrono l'intera vita su una particolare pianta ospite, dalla schiusa delle uova fino all'età adulta e alla deposizione delle uova. Sebbene si nutrano degli alberi, non è noto che causino loro danni».
Uno dei motivi per cui la Schroeder ha dedicato i nomi dei nuovi insetti alla Swift è legato al loro aspetto: ritiene che la loro colorazione li aiuti a mimetizzarsi tra i fiori della casuarina, caratterizzati da strutture sottili di colore dal rosso all'arancione. Lo studio fa notare che «Una colorazione simile, color crema e rosso, è stata riscontrata in insetti filogeneticamente distanti che vivono sulle stesse piante, suggerendo che il mimetismo potrebbe essersi evoluto più volte indipendentemente».
La Schroeder aggiunge: «L'iconico look di Taylor Swift è caratterizzato da capelli biondi e labbra rosse. Questi insetti sono di un giallo pallido con sfumature rosse. Nello studio mi riferisco a loro come biondi».
Anche se questi insetti sono una novità per la scienza, gli esemplari stessi attendevano da decenni di essere descritti formalmente: «Questi esemplari facevano parte della collezione di cimici vegetali raccolti tra il 1995 e il 2004 nell'ambito di un vasto progetto sulla biodiversità che ha coinvolto ricercatori dell'American Museum of Natural History e collaboratori australiani - ricordano all’UC Riverside - La raccolta ha prodotto oltre 50.000 esemplari, molti dei quali hanno richiesto anni di lavoro tassonomico per essere classificati, studiati e descritti.
La Weirauch, relatrice di Schroeder e coautrice dell'articolo, professoressa di entomologia all'UCR, che partecipò a quel progetto come ricercatrice post-dottorato prima di arrivare a Riverside, anni dopo, sapendo che c'erano ancora molti insetti non descritti provenienti da quelle raccolte in Australia, suggerì alla Schroeder di studiarli nell'ambito della sua tesi di dottorato.
Schroeder e Weirauch hanno esaminato 593 esemplari presi in prestito dall'American Museum of Natural History e dall'Australian Museum e hanno scoperto che «Gli insetti, pur condividendo le stesse piante ospiti e presentando una colorazione simile, si suddividono in gruppi evolutivi distinti».
Per la Schroeder, «Il loro lungo percorso dalle casuarine australiane ai cassetti dei musei e infine alla documentazione scientifica illustra perché la scienza dell'identificazione e della denominazione degli organismi, chiamata tassonomia, rimane essenziale. Nonostante secoli di esplorazione biologica, potrebbero esserci fino a 30 milioni di insetti ancora non documentati».
La Schroeder studia l'evoluzione di questa particolare sottofamiglia di cimici delle piante utilizzando sia la tassonomia tradizionale che i dati genomici: «Ricostruendo le loro relazioni evolutive, spero di comprendere meglio come questi insetti si siano diffusi in tutto il mondo, abbiano sviluppato relazioni specializzate con le piante e si siano diversificati nel tempo. In definitiva, il mio obiettivo è quello di collegare questa conoscenza alla conservazione».
Dare agli insetti il nome di un artista la cui musica l’ha accompagnata dall'infanzia fino agli studi universitari ha dato alla Schroeder l'opportunità di collegare quella missione scientifica a qualcosa di profondamente personale.
Anche se è una pratica diffusa da secoli, l'attribuzione di nomi umani a specie di insetti è oggetto di dibattito negli ambienti entomologici, ma la Schroeder è convintissima che possa essere utilizzata in modo positivo: «La tassonomia è la pietra angolare della conservazione. Se non descriviamo le specie, non sappiamo che esistono e non possiamo proteggerle. Onorare Taylor intitolando queste specie a suo nome è un modo per rendere omaggio alla scienza della conservazione e per richiamare l'attenzione su tutta la diversità ancora sconosciuta».
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