Una proposta di legge per portare il Life cycle assessment al centro delle politiche pubbliche: segui la diretta streaming

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Dall’estrazione delle materie prime al recupero e al fine vita, passando per produzione e utilizzo: per comprendere davvero l’impatto ambientale di un prodotto o di un processo occorre osservarne l’intero ciclo di vita. È questo l’approccio che una nuova proposta di legge (in allegato a coda dell’articolo, ndr), promossa dalla vicepresidente della commissione Ambiente della Camera Patty L’Abbate – firma di prestigio sulle nostre colonne – punta a portare più stabilmente dentro le politiche pubbliche e la normativa ambientale.
L’iniziativa politica sarà presentata giovedì 10 settembre alle ore 13 nella Sala stampa della Camera dei deputati, in via della Missione 4, con la media partnership di greenreport e Teleambiente. L’incontro offrirà anche l’occasione per illustrare il XX Convegno della Rete italiana Lca, in programma a Taranto dal 23 al 25 settembre.
Il Life cycle assessment (Lca), ovvero l’analisi del ciclo di vita, consente di valutare su basi scientifiche gli impatti complessivi associati alle diverse fasi della vita di beni e processi. La proposta intende rafforzarne l’impiego nelle decisioni pubbliche, mettendo in relazione le politiche ambientali con quelle industriali ed economiche.
«L’obiettivo della proposta – spiega L’Abbate a greenreport – è rafforzare l’utilizzo dell’analisi del ciclo di vita nelle politiche pubbliche e nella normativa ambientale, affinché le decisioni siano sempre più fondate sulla valutazione scientifica degli impatti complessivi di prodotti e processi: dalle materie prime alla produzione, dall’utilizzo fino al recupero e al fine vita».
Portare il Life cycle assessment in Parlamento significa dunque aprire un confronto tra decisori e comunità scientifica su strumenti capaci di misurare la sostenibilità lungo tutta la catena del valore. «Credo sia importante che il Parlamento approfondisca questi strumenti e dialoghi direttamente con il mondo scientifico – continua L’Abbate – Misurare gli impatti lungo l’intero ciclo di vita significa avere a disposizione basi scientifiche più solide per orientare le politiche ambientali, industriali ed economiche e rendere concreta la transizione verso un modello realmente circolare».
All’incontro parteciperanno alcuni dei principali esperti italiani del settore. Bruno Notarnicola, professore ordinario di Scienze merceologiche all’Università di Bari Aldo Moro, si occupa di Lca, sostenibilità ed economia circolare; Monica Lavagna, professoressa associata al Politecnico di Milano e presidente dell’Associazione Rete italiana Lca, lavora da oltre vent’anni sull’analisi del ciclo di vita e sulla sua integrazione nelle politiche ambientali.
Interverranno inoltre Roberta Salomone, professoressa ordinaria di Scienze merceologiche all’Università di Messina e delegata alla sostenibilità dell’Ateneo; Paolo Masoni, presidente di Ecoinnovazione, spin-off di ricerca dell’Enea, già componente del Technical expert group on sustainable finance della Commissione europea; e Marco Frey, professore ordinario di Economia e gestione delle imprese alla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa e direttore del Laboratorio Sustainability management.
L’iniziativa coinvolge l’Associazione Rete italiana Lca, che riunisce università, ricercatori, professionisti, imprese e istituzioni per sviluppare e diffondere metodologie come Life cycle assessment, Life cycle costing, Life cycle thinking e Social Lca. Partecipano anche l’Università di Bari Aldo Moro, l’Accademia italiana di scienze merceologiche (Aisme) e Humanity enterprise resilient observatory (Hero).
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