Scozia, l'arbitro John Beaton sotto scorta dopo il rigore al 99' in Motherwell-Celtic: diffusi dati personali online

Maggio 15, 2026 - 21:15
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Tensione alle stelle in Scozia dove la corsa al titolo resiste fino alle ultime giornate. E un episodio arbitrale scatena reazioni spropositate da parte dei tifosi.

La corsa alla vittoria della Scottish Premiership è serrata e la tensione si fa sentire: lo sa bene l'arbitro John Beaton, vittima di un episodio spiacevole.


Hearts of Midlothian e Celtic si stanno giocando la conquista del massimo titolo scozzese nel Meisterrunde, la fase che coinvolge le prime sei della classifica dopo 33 giornate della Regular Season e che mette in palio il trofeo.


Le due squadre sono divise da un solo punto, 80 a 79, ma per un attimo gli Hearts hanno accarezzato la vittoria finale. Un rigore all'ultimo secondo ha però negato la gloria e scatenato reazioni spropositate.

IL RIGORE IN MOTHERWELL-CELTIC

L'episodio è accaduto nell'ultimo turno giocato. Mentre gli Hearts hanno travolto 3-0 il Falkirk FC, il Celtic ha faticato e non poco sul campo del Motherwell.


Basti pensare che al 98' la partita era sul 2-2: Elliot Watt aveva portato in vantaggio i padroni di casa, Daizen Maeda e Benjamin Nygren avevano ribaltato la situazione ma nel finale di gara Liam Gordon aveva pareggiato i conti.


Tutto sembrava avviato verso il pareggio, che avrebbe consentito agli Hearts di scappare a +3, ma al 99' l'imprevisto: l'arbitro dell'incontro, John Beaton appunto, ha assegnato un discusso calcio di rigore ai biancoverdi, sul dischetto è andato l'ex Manchester City Kelechi Iheanacho che non ha sbagliato e ha firmato il 2-3, che ha permesso al club di Glasgow di riportarsi a -1 dalla vetta.

L'ARBITRO FINISCE SOTTO SCORTA

L'episodio ha causato un risvolto decisamente spiacevole proprio per John Beaton: l'arbitro di Motherwell-Celtic e la sua famiglia hanno trascorso la notte sotto scorta della polizia scozzese, dopo che alcuni suoi dati erano stati diffusi online.

IL COMUNICATO DELLA FEDERCALCIO SCOZZESE

La Scottish FA, la Federazione calcistica scozzese, ha emesso un duro comunicato per condannare l'accaduto:


"John Beaton e la sua famiglia hanno trascorso la scorsa notte a casa sotto sorveglianza della polizia, dopo che dati personali erano stati diffusi online. La Federazione calcistica scozzese (Scottish FA) condanna nel modo più fermo possibile i tentativi di compromettere la sicurezza degli arbitri. Questo tipo di giustizialismo, motivato da decisioni ritenute giuste o sbagliate prese su un campo di gioco, è una piaga per il nostro calcio nazionale e siamo grati alla Polizia Scozzese per il suo rapido intervento. Siamo anche consapevoli, purtroppo, che questa è la conseguenza inevitabile dell’escalation di critiche, intolleranza e ricerca di capri espiatori manifestata in questa stagione da opinionisti, tifosi, gruppi ufficiali di sostenitori, club, giocatori, allenatori ed ex arbitri. Non facciamo questa osservazione alla leggera come associazione nazionale. Tuttavia è una verità scomoda. Coloro che hanno cercato di attribuire colpe o alimentare teorie complottistiche sugli arbitri per distogliere l’attenzione da sconfitte o presunte ingiustizie nel corso della stagione hanno contribuito a creare un ambiente che mette a rischio la sicurezza del nostro personale e degli arbitri. Questa è la conseguenza di una narrativa mediatica isterica, alimentata da interviste impulsive nel post-partita, commenti e post ufficiali sui social media irresponsabili. L’effetto cumulativo compromette la nostra capacità di avere un numero sufficiente di arbitri per gestire il nostro sport a tutti i livelli. Quando ciò arriva a compromettere la sicurezza e il benessere dei nostri arbitri di punta, significa che si è superato il limite. Gli arbitri non sono infallibili. Verranno commessi errori sul campo e decisioni soggettive saranno prese davanti al monitor del VAR, proprio come gli allenatori possono schierare la formazione sbagliata, i portieri subire gol evitabili e gli attaccanti sbagliare da pochi metri dalla porta. Tuttavia, la reazione a queste inevitabilità non potrebbe essere più diversa. Ciò che è accaduto ieri non è un episodio isolato. Esistono molti esempi di arbitri messi in situazioni dannose, ma molte persone temono di parlare apertamente per paura di aggravare la situazione o causare ulteriore preoccupazione a familiari, amici e colleghi. Non permetteremo che questo diventi la normalità. Non permetteremo che una situazione in cui gli arbitri abbiano bisogno di misure speciali per proteggere i propri figli a scuola venga considerata un rischio professionale. Non permetteremo che restare a casa con la porta chiusa a chiave ed evitare i rischi dell’interazione pubblica diventi una strategia di sopravvivenza. La Federazione calcistica scozzese cercherà di rafforzare le proprie regole per proteggere meglio coloro che sono parte integrante del gioco e invita chi, senza dubbio, si unirà a noi nel condannare episodi come questo a sostenere tali proposte, invece di contribuire a indebolirle per convenienza personale. Mentre ci avviciniamo a quello che dovrebbe essere un entusiasmante finale di stagione, chiediamo a coloro che hanno personalizzato ed esasperato le proprie opinioni, a chi ha cercato una scorciatoia attribuendo le sconfitte a presunti errori arbitrali e a chi ha approvato dichiarazioni e post incendiari, di riflettere sul proprio contributo alla creazione di un clima di intimidazione, paura e allarme. Invitiamo tutti alla tolleranza e alla prospettiva per evitare qualsiasi ulteriore e impensabile escalation".

HEARTS E CELTIC SI GIOCANO TUTTO NELLO SCONTRO DIRETTO

Un episodio spiacevole, ma cosa succede ora nella Scottish Premiership? Tutto si decide sabato 16 maggio nell'ultimo turno del Meisterrunde.


Al Celtic Park di Glasgow sarà proprio lo scontro diretto a decretare chi vincerà il titolo, con il Celtic di Martin O'Neill che ospiterà gli Hearts di Derek McInnes per cercare il sorpasso.

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