Sicurezza sul lavoro nella PA tra formazione online, appalti e PNRR: intervista a Gianfranco Minervini

09 Luglio 2026 - 12:16
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Sicurezza sul lavoro nella PA tra formazione online, appalti e PNRR: intervista a Gianfranco Minervini

lentepubblica.it

Ogni spazio pubblico è anche uno spazio di lavoro.

Comuni, scuole, strutture sanitarie, società in house, partecipate, cooperative e imprese fornitrici formano una rete di responsabilità che attraversa dipendenti, utenti, studenti, operatori esterni e cittadini.

Per la Pubblica Amministrazione la sicurezza sul lavoro è un banco di prova organizzativo: richiede DVR aggiornati, formazione tracciabile, attenzione agli appalti, gestione dei cantieri pubblici, tutela dei lavoratori agili e scelta consapevole dei fornitori.

L’Accordo Stato-Regioni 2025 sulla formazione, la spinta alla digitalizzazione dei percorsi, le 40 ore annue indicate per la formazione dei dipendenti pubblici e gli obblighi legati al lavoro agile rendono il tema ancora più operativo.

Quali errori commettono più spesso gli enti? Come si riconosce un percorso formativo valido? Dove si concentrano oggi le maggiori responsabilità per dirigenti, RUP, scuole e amministratori locali?

Ne parliamo con Gianfranco Minervini, esperto di sicurezza sul lavoro e fondatore di Corsi Sicurezza Lavoro Web.

Gianfranco Minervini fondatore Corsi Sicurezza Lavoro Web

È un piacere per me poter approfondire queste tematiche vorrei iniziare precisando che molti enti commettono l’errore di considerare la sicurezza come un semplice obbligo burocratico.

Ad esempio, il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) viene spesso trattato come un documento statico da aggiornare solo prima delle ispezioni, anziché come uno strumento dinamico che si adegua ai cambiamenti aziendali.

 

 

 

 

 

La soluzione è affidarsi a professionisti della sicurezza come noi per garantire la conformità legale, ridurre gli infortuni e migliorare l’efficienza.

I requisiti di un percorso formativo valido mi avete chiesto quali siano?

Bisogna rispettare tre punti fondamentali:

  • Conformità normativa: possedere tutti i requisiti di legge
  • Tracciabilità e interattività: utilizzare piattaforme e-learning che monitorino le ore di studio e verifichino l’effettiva presenza del discente
  • Contenuti aggiornati e supporto: offrire materiale didattico costantemente allineato alle ultime norme e l’assistenza di un tutor qualificato

Invece in merito alle responsabilità nella Pubblica Amministrazione (PA) quest’ultima si divide tra varie figure tra cui:

  • Dirigenti (e datori di lavoro) che rispondono penalmente della mancata/ritardata valutazione di tutti i rischi (inclusi stress lavoro-correlato e smart working) e della mancata formazione del personale.
  • RUP e Stazioni appaltanti i quali gestiscono i rischi da interferenza negli appalti tramite il DUVRI inoltre devono calcolare accuratamente i costi della sicurezza (non soggetti a ribasso d’asta) e vigilare sulle imprese appaltatrici
  • Dirigenti scolastici e amministratori locali che gestiscono la sicurezza in strutture complesse. Attualmente, gli amministratori e gli uffici tecnici affrontano la pressione delle scadenze del PNRR e l’obbligo di verificare le imprese (es. tramite la patente a crediti), spesso in contesti di forte carenza di personale.

Il labirinto delle responsabilità nella PA

Nella Pubblica Amministrazione l’individuazione del datore di lavoro ai fini del D.Lgs. 81/2008 può generare confusione tra vertici politici, dirigenti, funzionari e responsabili interni. Quali sono gli errori o i cortocircuiti più ricorrenti nella distribuzione delle responsabilità?

Per me il cortocircuito più frequente risiede nella mancata o parziale sovrapposizione tra i poteri di gestione e i poteri di spesa.

Spesso i vertici politici tendono a considerare la sicurezza come un problema puramente amministrativo, dimenticando che l’individuazione formale del dirigente-datore di lavoro richiede l’attribuzione di effettivi poteri decisionali e di budget autonomi.

Senza questo passaggio, la responsabilità giuridica rischia di risalire l’organigramma fino all’organo di vertice politico, creando pericolosi vuoti operativi e disorientamento nella catena di comando interna dell’ente.

DVR, formazione e scadenze: dove si rischia di sbagliare

Dal Documento di Valutazione dei Rischi alla formazione obbligatoria quali sono gli adempimenti che Comuni, scuole, enti locali e aziende partecipate tendono a sottovalutare o a far scadere più spesso?

Secondo il mio parere, alcuni enti tendono a sottovalutare l’impatto dei cambiamenti organizzativi, come l’introduzione di nuovi software o la ridistribuzione degli spazi fisici.

Parallelamente, la formazione obbligatoria e i relativi aggiornamenti periodici vengono spesso gestiti “a sanatoria” e con forte ritardo, ignorando che la scadenza dei titoli formativi espone i dirigenti e i funzionari a severe sanzioni penali e i lavoratori a rischi non presidiati.

In merito al Documento Valutazione dei Rischi (DVR) mi sento in dovere di dover sottolineare la tendenza diffusa da parte di molti enti locali, scuole e aziende a preferire DVR standardizzati “preconfezionati” anziché soluzioni personalizzate e su misura, come quelle che offriamo noi.

Dietro questa scelta c’è spesso l’illusione del risparmio economico e di tempo, ma la realtà dei fatti dimostra che si tratta di una scorciatoia estremamente pericolosa.

Accordo Stato-Regioni 2025 e formazione PA

L’Accordo Stato-Regioni 2025 ha ridefinito durata, contenuti minimi e modalità dei percorsi in materia di salute e sicurezza. Allo stesso tempo, le amministrazioni sono chiamate a programmare almeno 40 ore annue di formazione per dipendente.

Come può un ente integrare la formazione sulla sicurezza nel proprio piano formativo, evitando percorsi frammentari o slegati dai rischi reali?

Secondo me la chiave di volta sta nel superare la logica dei “corsi a catalogo” preconfezionati e strutturare un piano formativo organico basato sulle reali risultanze del DVR.

Le 40 ore annue previste per i dipendenti pubblici offrono una straordinaria opportunità per inserire la cultura della sicurezza nei percorsi di crescita professionali generali.

L’ente deve mappare i fabbisogni reali dei diversi settori, alternando la formazione tecnica sui rischi specifici a moduli dedicati alla salute organizzativa e alla gestione dello stress, rendendo il percorso coerente e continuo.

Corsi online, LMS e validità degli attestati

Molte piattaforme propongono corsi online disponibili anche h24, con test finale e rilascio dell’attestato. Quando una Pubblica Amministrazione sceglie un corso o una piattaforma LMS, quali sono gli aspetti davvero essenziali da verificare per essere certa della validità del percorso formativo e della corretta gestione degli obblighi normativi?

Professionista segue un corso di formazione sulla sicurezza in modalità e-learning al laptop

Per questo argomento vorrei dire che la PA non deve farsi attrarre solo dal prezzo o dalla comodità di fruizione, ma deve pretendere requisiti tecnici e giuridici rigorosi.

È essenziale verificare che il soggetto formatore sia legalmente abilitato e che la piattaforma LMS garantisca la tracciabilità assoluta delle ore di studio e l’effettiva presenza dell’utente attraverso sistemi di validazione.

Inoltre, i contenuti devono essere costantemente aggiornati secondo le ultime direttive dell’Accordo Stato-Regioni, assicurando l’interattività e l’assistenza didattica di un tutor qualificato lungo tutto il percorso.

Smart working e informativa annuale sui rischi

Il lavoro agile è ormai parte dell’organizzazione di molti enti. Dal 2026, inoltre, l’informativa sui rischi per chi lavora da remoto assume un peso ancora più operativo. Come dovrebbe organizzarsi una PA per formare e informare correttamente i lavoratori agili su ergonomia, videoterminali, stress, uso delle attrezzature e rischi dell’ambiente domestico?

A proposito di tale cambiamento il lavoro agile richiede un radicale cambio:

la sicurezza si sposta dall’ufficio all’ambiente domestico dove il controllo diretto del datore di lavoro è limitato.

La PA deve strutturare canali di informazione digitale dinamici e di facile consultazione.

Postazione di lavoro domestica ergonomica per lo smart working con sedia regolabile e videoterminale 

L’informativa annuale non deve essere solo un modulo firmato ed inviato annualmente ma il punto di arrivo di una campagna di sensibilizzazione che renda il dipendente pienamente consapevole e corresponsabile della propria salute anche da remoto.

Quando la presenza resta insostituibile

L’e-learning può aiutare gli enti a formare personale distribuito su più sedi, riducendo tempi e spostamenti. 

In quali casi, però, videoconferenza sincrona, presenza fisica o addestramento pratico restano indispensabili per garantire una formazione realmente efficace?

L’e-learning è uno strumento straordinario per la parte teorica e normativa, ma non può e non deve sostituire il fattore umano laddove l’operatività diventa cruciale.

Addestramento pratico di primo soccorso in azienda con esercitazione di rianimazione su manichino.

Le prove pratiche come ad esempio quelle di primo soccorso,l’addestramento antincendio e l’uso di specifiche attrezzature richiedono tassativamente la presenza fisica e la supervisione diretta del docente.

Appalti pubblici, DUVRI e costi della sicurezza

La PA affida spesso servizi e lavori a imprese esterne: manutenzioni, pulizie, mense, verde pubblico, assistenza, logistica e cantieri.

Come può un RUP o una stazione appaltante gestire correttamente i rischi da interferenza e garantire che la ricerca del risparmio non comprima, anche indirettamente, la qualità della prevenzione?

Secondo me il RUP deve considerare il Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenza (DUVRI) come uno strumento vivo di pianificazione e coordinamento, non come un allegato formale del bando.

È fondamentale che i costi della sicurezza non soggetti a ribasso d’asta siano stimati in modo analitico e congruo alle reali lavorazioni esterne.

La stazione appaltante deve esercitare un controllo rigoroso in fase di esecuzione, verificando che le imprese appaltatrici applichino realmente le misure preventive concordate e non risparmino sui dispositivi di protezione o sulla formazione dei propri operai.

PNRR, cantieri pubblici e patente a crediti

Molti Comuni sono sotto pressione per chiudere i cantieri legati al PNRR entro tempi stringenti. A questo si aggiungono patente a crediti, verifiche sulle imprese e nuovi obblighi di controllo.

Gli enti locali dispongono oggi di strumenti informativi sufficienti per verificare rapidamente l’affidabilità degli operatori, oppure il rischio è aumentare il carico amministrativo degli uffici tecnici già sotto organico?

Il rischio di un sovraccarico burocratico per gli uffici tecnici, storicamente sotto organico, è purtroppo reale e tangibile.

La sovrapposizione tra le scadenze tassative del PNRR e i controlli legati alla nuova patente a crediti mette a dura prova i tecnici comunali.

Per evitare che la sicurezza diventi un freno ai cantieri o viceversa, secondo me è urgente accelerare l’interoperabilità delle banche dati pubbliche.

Operaio edile con DPI (casco, occhiali e cuffie antirumore) in un cantiere pubblico del PNRR. 

I RUP devono poter accedere a piattaforme digitali uniche e snelle in grado di rilasciare un quadro immediato della conformità e dell’affidabilità delle imprese esecutrici.

Sicurezza e promozione della salute

La prevenzione non riguarda solo l’adempimento formale. Alcune amministrazioni stanno collegando sicurezza, salute organizzativa, stress lavorocorrelato e qualità degli ambienti, anche attraverso piani di benessere, CUG e strumenti di ascolto interno.

Quanto è importante, anche nella PA, passare da una gestione documentale della sicurezza a una politica stabile di prevenzione e promozione della salute?

Questo passaggio rappresenta per me la vera maturità organizzativa di un ente pubblico.

Abbandonare la visione puramente sanzionatoria della sicurezza per abbracciare il benessere organizzativo genera un impatto positivo enorme sull’efficienza dei servizi erogati.

Ambienti di lavoro salubri, attenzione allo stress da lavoro-correlato e ascolto attivo tramite i Comitati Unici di Garanzia(CUG) riducono drasticamente l’assenteismo, aumentano la motivazione del personale e migliorano la qualità delle relazioni, trasformando la sicurezza in un investimento sociale ad alto rendimento.

Da dove ripartire

Se un sindaco, un dirigente scolastico o un responsabile di ente pubblico dovesse chiederle da dove partire domani mattina per rimettere ordine nella sicurezza del proprio ente, qual è la prima azione concreta che suggerirebbe?

Consiglierei senza dubbio una riunione strategica con il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e con il Medico Competente.

Questa prima azione concreta serve a fare un “check-up” realistico partendo dall’analisi dell’organigramma delle responsabilità e dello stato di aggiornamento della formazione.

Solo conoscendo con precisione i propri punti deboli e definendo una catena di comando chiara e formale è possibile pianificare gli interventi successivi, garantendo serenità ai vertici e massima tutela ai lavoratori.

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