Sommer meglio di Martinez: saluta San Siro con una partita "da Inter"

14 Ottobre 2026 - 00:30
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Il portiere svizzero protagonista nella sconfitta della sua ex-squadra a San Siro

Una partita nella partita. Portata a casa anche con un pizzico di voglia di riscattarsi e con una prestazione più che positiva in uno stadio che è stato a lungo suo. Yann Sommer era un osservato speciale di Inter-Club Brugge non solo perché lasciato libero in estate a parametro zero dai nerazzurri di Milano, ma perché dall'altra parte, altrettanto osservato speciale, c'era colui a cui ha lasciato il posto e che, soltanto un anno fa, non aveva avuto chance di sorpassarlo: Josep Martinez. E ai punti, nonostante i 7 goal segnati nel 4-3 finale ad uscire vincitore è stato proprio il grande ex.


UNA PARTITA "DA INTER"

La partita di Sommer è partita bene fin dall'inizio, con le parate su Diouf e Lautaro, sebbene semplici in quanto di posizionamento, che hanno fatto vedere la sua presenza.

Lo svizzero ha vacillato sul tiro di Calhanoglu, potente sì, ma non angolatissimo e su cui è stata la traversa ad aiutarlo, mentre non ha potuto nulla sul tiro ravvicinato di Lautaro per il momentaneo 1-1.

È però nella ripresa che Sommer ha fatto vedere uno sprazzo del suo prime. Al 56esimo Lautaro con un rimpallo riceve palla e si trova solo davanti a lui, lo ha fatto sedere e ha calciato a botta sicura non pensando che sul suo destro lo Svizzero potesse arrivarci con il piedone salvando il risultato.

Un miracolo, aiutato da Lautaro, che però non viene replicato in occasione del 3-2 dell'argentino a cui la palla arriva proprio da una respinta centrale di Sommer su tiro di Sucic.

La vera parata decisiva, seppur sottovalutata, arriva però all'87esimo, pochi istanti prima del 4-2 che sarà poi decisivo di Vermant. Sommer non si fa infatti sorprendere dalla volée ancora di Lautaro su cross di Bonny e frena la voglia di rimonta interista prima appunto del goal partita e del 4-3 di Bonny su cui non può effettivamente nulla.

MEGLIO DI MARTINEZ

Una partita "da Inter", da portiere che avrebbe potuto, probabilmente, fare tranquillamente un'altra stagione fra i pali della squadra nerazzurra. E qui il confronto con Josep Martinez diventa ancor più improbo, dato che le parate dello svizzero si frappongono alla notte in cui lo spagnolo commette un altro errore di valutazione importante.


A Madrid l'errore fu tecnico, con Valverde che gli rubò palla in impostazione da dietro. Oggi l'errore è di lettura, con l'uscita spericolata per provare ad aiutare Dimarco a 40 metri dalla sua porta spianando la strada al 2-1 di Tresoldi.

Poi le parate, quelle sì, che fra i pali gli consentono di fare il suo, ma basta davvero per una squadra come l'Inter? Non al punto da non far rimpiangere proprio l'ex-Sommer.

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