Stellantis, Cirio e Lo Russo a Filosa: nuovi modelli per Mirafiori
Torino, 9 ott. (askanews) – Un secondo modello da affiancare alla Fiat 500 per rilanciare la produzione e garantire l’occupazione a Mirafiori. È la richiesta avanzata dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dal sindaco di Torino Stefano Lo Russo al Ceo di Stellantis Antonio Filosa, incontrato oggi separatamente in occasione della sua visita a Torino per l’evento Wave by Vento alle Ogr. Una richiesta condivisa dai sindacati, che sollecitano risposte concrete per lo stabilimento torinese, alle prese con nuovi fermi produttivi e il ritorno della cassa integrazione.
Cirio, che ha incontrato Filosa insieme al vicepresidente Maurizio Marrone e all’assessore Andrea Tronzano, ha sottolineato che la produzione di Mirafiori, pur in crescita rispetto al 2025, resta lontana dai livelli necessari a garantire la piena occupazione. Per questo, secondo la Regione, sarebbe “davvero importante l’arrivo di un secondo modello”. Il Piemonte continuerà inoltre a lavorare con il governo per ottenere dall’Ue misure a tutela della produzione Made in Europe.
Analoga richiesta è arrivata dal sindaco Lo Russo, che ha sollecitato continuità negli investimenti, maggiori volumi produttivi e l’ampliamento della gamma di vetture assemblate a Mirafiori. “Volumi e diversificazione sono decisivi per dare solidità agli investimenti e tutelare l’occupazione”, ha dichiarato, chiedendo anche al governo una politica industriale più incisiva, con interventi sul costo dell’energia, incentivi agli investimenti e sostegno alla filiera.
Positivo il giudizio della Uilm sull’iniziativa delle istituzioni. “Siamo lieti che anche la politica regionale abbia compreso ciò che noi ripetiamo da mesi, cioè che a Mirafiori servono nuovi modelli per garantirne il futuro produttivo”, dichiarano Luigi Paone e Gianluca Rindone della Uilm Torino. Il sindacato ricorda il contrasto tra il traguardo del milionesimo cambio eDCT prodotto a Torino e il nuovo ricorso alla cassa integrazione alle Carrozzerie, chiedendo la riconvocazione dell’Osservatorio regionale sull’automotive.
Più critica la Fiom, che ricorda di aver chiesto un secondo modello e una nuova linea produttiva già un anno fa, in occasione dell’inaugurazione della produzione della 500 ibrida. “Oggi abbiamo ascoltato delle parole, ora ci attendiamo con urgenza che diventino fatti”, dichiarano Edi Lazzi e Gianni Mannori. Senza nuove assegnazioni, avvertono, il ricorso alla cassa integrazione rischia di aumentare nei prossimi mesi e per tutto il 2027. La Fiom chiede inoltre la stabilizzazione dei circa 400 lavoratori interinali delle Carrozzerie, i cui contratti scadranno a dicembre.
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