Tar Sicilia: la Regione deve istituire il Parco nazionale dei Monti Iblei

30 Giugno 2026 - 12:42
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Tar Sicilia: la Regione deve istituire il Parco nazionale dei Monti Iblei

Il 9 giugno, una sentenza del Tar di Catania ha imposto alla Regione autonoma Siciliana di istituire entro 180 giorni il parco nazionale degli Iblei entro 180 giorni. Una sentenza che l'Ente Fauna Siciliana ha subito rivendicato come una sua storica vittoria e per tutto il territorio: «Era il 1980 quando ad Ispica, durante un convegno, l'Ente Fauna Siciliana parlò per la prima volta della necessità di preservare l'area iblea proponendo l'istituzione del Parco. Nel 2007 il Ministero dell' Ambiente ha decretato la fattibilità per la realizzazione del Parco. Inizia in quel momento la nostra battaglia contro l'ostracismo perpetuato per interessi lontani dalla visione del bene comune».

L’area del nuovo parco nazionale dovrebbe estendersi su 1.461 chilometri quadrati nel territorio di 3 ex province (Siracusa, Ragusa e Catania) e 27 Comuni e comprenderebbe anche le riserve naturali di Pantalica-Valle dell’Anapo, di Cavagrande del Cassibile e il complesso speleologico Villasmundo-Sant’Alfio, Siti di importanza comunitaria, Zone speciali di conservazione e Zone di protezione speciale. La legge nazionale 222 del 29 novembre 2007 prevede l’istituzione del parco nazionale degli Iblei e, conclusa la fase di concertazione, perimetrazione e zonizzazione, di comune accordo con l’Ispra, lo schema definitivo di decreto del presidente della Repubblica era stato trasmesso alla presidenza della Regione nel febbraio 2024.

Da allora giunta di destra della Regione e Comuni hanno tentato in tutti i modi di boicottare quanto approvato dal Parlamento nazionale. Un atteggiamento dilatorio condannato dalla recente sentenza del TAR che definisce «Pretestuosa la richiesta di un incontro di verifica complessiva» avanzata dalla Regione nell’agosto di quell’anno e che condanna «L’inerzia successivamente registratasi non trova adeguata giustificazione nell’assetto procedimentale delineato».

Ma dopo la sentenza del TAR l’atteggiamento dilatorio è continuato da parte dei comuni che arrivano (con quali competenze?) a mettere in dubbio i pareri scientifici dell’ispra, le competenze del ministero dell’ambiente e a prospettare un disastro economico e sociale – e addirittura ambientale – che verrebbe causato dall’istituzione del parco nazionale. Un film purtroppo già visto durante la fase istitutiva di tutti i parchi dopo gli anni ’90, Salvo poi la corsa degli stessi oppositori ad entrare nei posti di comando delle aree protette contro le quali avevano fatto fuoco e fiamme e a magnificarne il ruolo indispensabile per l’economia, la società e l’ambiente.

Invece, Legambiente Sicilia ha subito espresso grande soddisfazione per la sentenza del TAR Catania che «Ha stabilito l’obbligo di istituzione del Parco Nazionale degli Iblei e accertato l’illegittimità del silenzio serbato dalla Regione Siciliana nella conclusione del procedimento. È rilevante che il TAR abbia già nominato un Commissario ad acta con l’obbligo di provvedere nel caso di ulteriore inerzia dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente cui sono stati assegnati 180 giorni per definire gli atti di competenza. Legambiente Sicilia esprime plauso per l’iniziativa assunta dall’Ente Fauna Siciliana che con la presentazione del ricorso ha aperto un varco per la definizione di una vicenda che si trascina da quasi 20 anni e che crea nuovi presupposti per la istituzione di nuove aree protette nella nostra Regione».

Per Legambiente Sicilia «Occorre ora vigilare affinché nei prossimi mesi necessari alla definizione delle procedure non vengano realizzate trasformazioni territoriali e manomissioni ambientali che proprio l’istituzione del Parco Nazionale è finalizzata ad evitare. Ma la sentenza del TAR Sicilia e i principi giuridici che afferma costituiscono un viatico non solo per gli altri due parchi nazionali che mancano all’appello (quello delle Egadi e quello delle Eolie) ma anche per l’istituzione del Parco regionale dei Monti Sicani previsto da una legge regionale del 2009».

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