Ucraina: il rallentamento dell’avanzata russa è un dato conclamato. Ecco i numeri

07 Luglio 2026 - 19:16
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Ucraina: il rallentamento dell’avanzata russa è un dato conclamato. Ecco i numeri

Milano – La conquista russa di territori ucraini in apparenza si è definitivamente fermata, mentre continuano a intensificarsi gli attacchi con droni e missili da parte di Putin. Del resto, se gli ucraini riescono con risorse proprie a limitare i danni dei droni russi, non vale la stessa cosa per i missili balistici (come è stato nel caso degli ultimi attacchi).

Elaborando i dati dell’Institute for the Study of war emerge che negli ultimi tre mesi il giorno di picco è stato il 13 maggio, con 892 droni lanciati contemporaneamente su Kiev, Odessa e Kharkiv. Considerando l’intero database dal 2022, i dieci giorni con il maggior numero di bersagli aerei si concentrano tutti tra luglio 2025 e giugno 2026, con il record assoluto il 24 marzo 2026 (982 bersagli tra droni e missili).

L’aggregato mensile mostra una crescita pressoché ininterrotta da settembre 2024: da circa 1.460 attacchi al mese fino al record di 7.987 nel maggio 2026. Da metà 2025 il livello si è stabilizzato su una soglia di 5.000-8.000 attacchi mensili, senza più tornare ai valori del 2024. 

Per quanto riguarda l’occupazione del terreno, misurabile in km2 attraverso varie tecnologie, il rallentamento dell’avanzata russa in Ucraina è un dato conclamato. Ad aprile 2026 l’esercito russo ha ceduto per la prima volta terreno netto dall’estate 2023 (-116 km²), e a maggio la perdita è raddoppiata (-282 km²), il calo mensile più marcato dell’ultimo anno. 

A giugno il fronte si è sostanzialmente congelato, con un recupero russo di appena 30 km², una cifra che, sommata alle due mensilità precedenti, certifica la fine della fase di avanzata continua che Mosca aveva mantenuto ininterrottamente da fine 2023, quando aveva risalito la china dal minimo storico di 26.573 km² fino a controllare l’attuale 19 per cento del territorio ucraino.

La situazione degli ultimi mesi intorno al fronte non arriva dal nulla: i guadagni mensili russi erano già in caduta libera da novembre 2025, quando superavano i 500 km², fino ai 23 km² di marzo. Le cause secondo ISW sono note: le controffensive terrestri ucraine, i missili a medio raggio di Kyiv contro le retrovie russe, il blocco ai terminali Starlink imposto a febbraio 2026 e la stretta del Cremlino su Telegram.

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