Un bosco che canta: il tesoro nascosto nel cuore del Mediterraneo

16 Settembre 2026 - 12:15
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Un bosco che canta: il tesoro nascosto nel cuore del Mediterraneo

Domenica 6 settembre, nel Parco nazionale della Sila è stato presentato il lavoro di ricerca “Gli uccelli nidificanti della Riserva Biogenetica "I Giganti della Sila"- Zsc "Bosco di Fallistro" e degli spazi aperti contigui-Appennino calabro (Sud-Italia)”, già pubblicato all’interno dello “Speciale Sila” del 50° volume de “Gli Uccelli D’Italia”, la rivista di ornitologia edita dalla Società ornitologica italiana.

Tanti appassionati e curiosi si sono recati nello storico Casino Mollo in località Fallistro nel comune di Spezzano della Sila (Cosenza), nell’ambito di un’iniziativa promossa dal Fai con la collaborazione del Gruppo locale di conservazione 121 Sila (Glc Lipu Sila) e della Società ornitologica italiana e con il patrocinio del comune di Spezzano della Sila. La riserva dei Giganti della Sila è un bene Fai dato in gestione da parte dell’ente Parco nazionale della Sila.

Si tratta di uno dei luoghi naturali più importanti della Calabria e del Mediterraneo. La riserva ospita i pini larici calabri più famosi e maestosi, colonne vegetali di circa 350-400 anni, una magnifica testimonianza dell'antica Silva Brutia. Nella foresta monumentale, dal 2023 al 2025, per tre stagioni riproduttive consecutive, gli occhi e le orecchie degli autori dello studio, Gianluca Congi e Tommaso Talerico, sono stati particolarmente impegnati nello svelare i segreti dell’avifauna che vive e nidifica all’interno di questo scrigno di biodiversità. Le attività sono state condotte dall’alba e in taluni casi fino a notte inoltrata. All’interno della foresta e delle buffer zone circostanti, sono state rilevate 60 specie di cui ben il 40% d’interesse conservazionistico. Tra le specie più importanti che nidificano con certezza vi sono il picchio nero, il più grande picchio d’Europa e la balia dal collare, dati che restituiscono l’importanza del sito per la riproduzione di specie ornitiche di grande importanza in quanto bioindicatori di foreste mature, antiche e ad elevato grado di conservazione e naturalità.

La presentazione, moderata egregiamente dalla direttrice della riserva, dr.ssa Simona Lo Bianco, ha visto gli interventi di diversi relatori, la dr.ssa Laura Carratelli (presidente regionale del Fai) - che ha parlato del ruolo del sodalizio nella cura del territorio; Tommaso Talerico (Fai – membro del Glc Lipu Sila) - che ha presentato i risultati dello studio sugli uccelli nidificanti della riserva; il dr. Gianluca Congi (vicepresidente Società ornitologica italiana - coord. del Glc Lipu Sila) – con un approfondimento sullo studio degli uccelli nidificanti della riserva e spiegando ai presenti quanto si sta facendo in Sila per studiare e conservare specie e habitat di grande importanza; Giorgio Berardi (coordinatore regionale Lipu) - che ha relazionato sul ruolo strategico del Glc Sila per lo studio, la conservazione e la divulgazione sull'importanza degli uccelli selvatici e il dr. Domenico Laratta (pres. autorità regionale per i diritti degli animali della Regione Calabria) – che ha concluso i lavori, relazionando sull’importanza degli uccelli nella biodiversità silana, sulla tutela e sulla gestione del patrimonio avifaunistico.

Uno studio molto importante. Un progetto di ricerca ampio e condiviso che mira a conoscere per proteggere. Un modo per dimostrare che si possono fruire dei monumenti naturali purché ciò venga fatto in maniera consapevole e attuando una gestione in chiave ecologica.

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