Vannacci: “Se Giorgia chiama, rispondo subito”. Ma avverte il centrodestra: “Accordi su punti chiari”. E sull’Ucraina attacca

14 Ottobre 2026 - 18:10
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La porta non è chiusa, ma le condizioni devono essere definite prima. Roberto Vannacci torna a parlare dei rapporti con Giorgia Meloni e del futuro delle alleanze in vista delle elezioni politiche del 2027.

Il leader di Futuro Nazionale assicura che risponderebbe immediatamente a un’eventuale telefonata della presidente del Consiglio, ma esclude intese costruite soltanto sulle convenienze elettorali.

Il messaggio, lanciato durante la trasmissione Ping Pong su Rai Radio1, è rivolto direttamente al centrodestra: qualsiasi accordo dovrà fondarsi su obiettivi precisi, tempi definiti e impegni verificabili.

Sullo sfondo restano le distanze con diversi esponenti della coalizione, la contrarietà al sostegno italiano all’Ucraina e il tentativo di Futuro Nazionale di consolidare una propria identità politica.

«Se Meloni mi chiama, rispondo subito»

Vannacci contesta la posizione assunta da diversi esponenti del centrodestra, citando Ignazio La Russa, Galeazzo Bignami, Licia Ronzulli e Maurizio Lupi, che si sono espressi negativamente su una possibile intesa con il suo movimento.

Secondo il generale, Giorgia Meloni avrebbe lasciato aperto uno spazio di manovra senza pronunciarsi direttamente sulla possibilità di un accordo. Vannacci interpreta questa situazione come una scelta che consentirebbe alla premier di valutare i rapporti di forza in vista del voto.

«Il Presidente del Consiglio mi chiama anche adesso, rispondo anche subito, ci mancherebbe», afferma. Poi ricorre a una metafora per spiegare la propria posizione: «È lei il padrone di casa, è lei che accoglie gli ospiti sulla soglia, non sono certo io ad autoinvitarmi».

L’apertura, tuttavia, non equivale a una disponibilità senza condizioni. «Qualsiasi intesa si fa sulla base di punti programmatici, definiti nel tempo, molto chiari e inequivocabili», precisa.

Futuro Nazionale prepara le sue linee rosse

Vannacci insiste sulla necessità di evitare accordi generici, costruiti soltanto per sommare voti. Futuro Nazionale, spiega, sta già lavorando alla definizione delle proposte sulle quali non intende arretrare.

«Futuro Nazionale fa gli accordi non sulle intenzioni ma su dei punti programmatici chiari e cronoprogrammati», dichiara.

È questa la condizione che il leader del movimento pone a un eventuale confronto con Meloni: non una semplice trattativa per entrare nella maggioranza, ma un’intesa su obiettivi concreti e tempi di attuazione.

Vannacci accusa inoltre la presidente del Consiglio di aver lasciato ad altri il compito di esprimere una chiusura nei confronti del suo progetto politico. Una lettura che riflette la tensione tra Futuro Nazionale e una parte della coalizione, mentre resta aperta la questione di come potranno essere costruite le alleanze per le prossime politiche.

Ucraina, Vannacci contro Meloni: «Una brutta pace è meglio di una brutta guerra»

Il fronte sul quale le distanze appaiono più nette è quello della guerra in Ucraina. Commentando le comunicazioni di Giorgia Meloni al Parlamento, il leader di Futuro Nazionale ribadisce la propria contrarietà alla linea del governo sul sostegno a Kiev.

«Io ho sempre detto che una brutta pace è sicuramente meglio di una brutta guerra», afferma, sostenendo che, a suo giudizio, proseguire il conflitto rischia di rendere più oneroso il costo di un futuro accordo.

Vannacci contesta in particolare le risorse economiche destinate all’Ucraina. Secondo i dati da lui citati, l’Italia avrebbe contribuito con 6,2 miliardi di euro attraverso aiuti bilaterali e con altri 14 miliardi circa tramite l’Unione europea.

Da qui la sua provocazione politica: «Credo che in un momento di crisi come quello che stanno passando tutti gli italiani che non arrivano a fine mese, avere quei 20 miliardi per poterli dedicare a quelle che sono le vere priorità, le vere necessità degli italiani, sarebbe stata una cosa alquanto raccomandabile».

Le cifre e la loro interpretazione sono quelle riportate da Vannacci nel corso dell’intervista. Il leader di Futuro Nazionale le utilizza per rivendicare una diversa gerarchia delle priorità di spesa pubblica, mettendo al centro le difficoltà economiche delle famiglie italiane.

«È una delle linee rosse che ho fermamente stabilito nel mio partito e nella politica che portiamo avanti», conclude, escludendo ripensamenti sulla propria posizione.

L’attacco al campo largo: «Un girone infernale»

Vannacci non risparmia neppure il centrosinistra. Sollecitato a rivolgere critiche anche al campo largo, oltre che agli alleati potenziali del centrodestra, definisce l’area progressista «il campo del no a tutto» e «un girone infernale».

Nel suo elenco cita le opposizioni alla Tav, al Tap, al gas, alle infrastrutture e alle trivellazioni, accusando le forze di centrosinistra di voler aumentare la pressione fiscale attraverso imposte sul patrimonio e sulle eredità.

Si tratta di una critica politica che riassume la distanza programmatica rivendicata da Futuro Nazionale rispetto alle forze progressiste, soprattutto sui temi dell’energia, delle infrastrutture e della fiscalità.

Corona e le alleanze: «Futuro Nazionale manterrà la sua identità»

Nel corso della stessa trasmissione, Vannacci torna anche sull’intervista concessa a Fabrizio Corona e sull’ipotesi di un possibile accordo politico con l’ex re dei paparazzi, che ha annunciato l’intenzione di scendere in campo.

Il generale respinge l’idea che la partecipazione all’intervista possa preludere a un’intesa elettorale. «Io, come ho detto, vado da tutti, tutti quelli che mi intervistano», spiega, sostenendo che il passato di una persona non le impedisce di occuparsi di comunicazione.

Quanto alla possibilità di un patto politico, la risposta è improntata alla difesa dell’autonomia del movimento: «Futuro Nazionale è un partito nato da poco ed è un partito che manterrà la sua identità».

Vannacci aggiunge che diverse persone avrebbero già manifestato interesse per il progetto e che il movimento continuerà a seguire la propria strada.

Il messaggio complessivo è dunque duplice: disponibilità al dialogo, anche con Giorgia Meloni, ma nessuna rinuncia alle posizioni che caratterizzano Futuro Nazionale. La partita sulle alleanze resta aperta, mentre Ucraina, spesa pubblica e identità politica si confermano i principali terreni di confronto con il resto del centrodestra.

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