5G, fibra e servizi digitali: l'Italia fa bene, ma le competenze restano scarse
Il rapporto 2026 sul Decennio Digitale UE evidenzia i progressi fatti dall'Italia nella trasformazione digitale, e in particolare il superamento della media europea per sviluppo delle reti 5G e fibra FTTP, digitalizzazione delle imprese, uso di cloud e analisi dei dati. La copertura 5G raggiunge ora il 99,82%, a fronte di una media comunitaria del 99,38%. La fibra fino alle abitazioni arriva al 77,56% delle famiglie, superando anche in questo caso la media UE del 74,13%. E anche la crescita, del +9,6%, è superiore al tasso medio UE (7,1%). Rimane "solo" un divario significativo rispetto alle aree rurali, come sottolinea lo stesso Dipartimento per la trasformazione digitale.
Un altro dato positivo riguarda i servizi pubblici digitali, quindi gli strumenti come SPID e CIE e la sanità digitale. La diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, nell'ambito del PNRR, ha favorito una crescita del 6,9% nell'accesso ai dati sanitari elettronici. Inoltre, a febbraio 2026, il 95% dei medici di medicina generale e dei pediatri ha trasmesso documenti digitali firmati o gestito ricette elettroniche attraverso il sistema.
Il Bel Paese viene inoltre riconosciuto per il quadro di governance sull'intelligenza artificiale, anche se resta qualche criticità sulle competenze digitali e sulla carenza di specialisti ICT. Per questi specifici aspetti, infatti, l'Italia sarebbe ancora lontana dagli obiettivi europei per il 2030. Ciò significa il numero di persone in grado di sfruttare i servizi digitali resta basso, per cui si auspica un ampliamento in parallelo dei servizi di formazione e supporto rivolti a vari gruppi della popolazione, in primis quello degli anziani.
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