Anche gli stambecchi finiscono nel mirino della destra: la specie protetta è stata inserita nel ddl 1552 tra quelle cacciabili

Maggio 14, 2026 - 15:06
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Anche gli stambecchi finiscono nel mirino della destra: la specie protetta è stata inserita nel ddl 1552 tra quelle cacciabili

Il Wwf aveva lanciato un allarme nell’estate di due anni fa, quando il governo ha accolto la richiesta della Lega di valutare l’inserimento dello stambecco tra le specie cacciabili. Poi nel corso dei mesi è sembrato che neanche questa maggioranza parlamentare di destra intendesse veramente arrivare a tanto, ma ora bisogna ricredersi: le commissioni Ambiente e Agricoltura del Senato, dove ieri è ripresa la discussione del contestato disegno di legge 1552 sulla caccia, hanno approvato un emendamento che ha aggiunto alle specie cacciabili proprio lo stambecco, specie sinora particolarmente protetta grazie al ruolo dei Savoia, della riserva reale istituita nel 1836 e poi della nascita del Parco Nazionale del Gran Paradiso, che hanno salvato la specie sull’orlo dell’estinzione per poi consentirne la ripresa numerica sull’arco alpino (ci sono circa 15mila individui sul versante italiano oggi). Una decisione fortemente criticata dalla Lega per l’abolizione della caccia (Lac), che denuncia inoltre il tentativo della destra di inserire tra le specie cacciabili anche la rara oca selvatica, oggi protetta (e questo, ricordiamolo, mentre il lupo viene cancellato dall’elenco delle specie particolarmente protette).

Scrive la Lac in una nota di condanna per quel che sta avvenendo in Parlamento: «L’elenco degli orrori della riforma "sparatutto" della caccia italiana, promossa da tutti i capigruppo di maggioranza in Senato, è lunghissimo, e spazia dall’apertura della caccia nelle foreste demaniali, alla presenza dei cacciatori nel demanio marittimo, alla massima mobilità regionale dei cacciatori di specie migratrici, all'apertura dell'attività venatoria nei valichi montani e sui terreni innevati. Si introduce la caccia da natanti a remi e si autorizzano i sistemi di puntamento a conversione o amplificazione della luce residua (proibiti dalla Convenzione di Berna sulla vita selvatica, ratificata dall'Italia nel 1981)».

Tra l’altro, denuncia sempre la Lega per l’abolizione della caccia, si vuole abolire anche l’attuale opzione obbligatoria in forma esclusiva che prevede di scegliere stagionalmente fra tre tipi di caccia (vagante in zona Alpi, da appostamento fisso con richiami vivi, nelle restanti altre forme). «Il senso generale delle modifiche è quello di dilatare in modo esasperato giorni, modalità e luoghi di caccia, realizzando una pressione venatoria assolutamente insostenibile per i residui ecosistemi naturali ed agricoli italiani. SI è scelto di raschiare il fondo del barile anziché salvaguardare il patrimonio faunistico costituito dai mammiferi ed uccelli selvatici, solo per blandire il consenso di corporazioni egoiste e consumiste».

Per la Lac un testo del genere non è migliorabile, ma è soltanto «uno sfacelo per la natura»: «Occorre che non venga posto in votazione nell’aula del Senato».

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