Associazioni scoprono una lettera della Commissione Ue tenuta nascosta dal governo che boccia il ddl caccia

L’Italia è incappata in gravi violazioni di direttive comunitarie riguardanti la tutela dell’avifauna e degli habitat naturali. E la cosiddetta riforma della caccia messa a punto dalla destra presenta delle gravi irregolarità, che non faranno che peggiorare la situazione. Tanto che da Bruxelles è partita nei mesi scorsi una lettera ad hoc con destinatario il nostro governo e, cosa altrettanto se non ancor più grave, Palazzo Chigi e ministeri coinvolti hanno tenuto nascosta la cosa.
La vicenda viene alla luce ora perché le associazioni Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia e Wwf Italia sono venute in possesso di una lettera ufficiale della Commissione europea, inviata già a dicembre 2025 al Governo italiano e finora volutamente ignorata dalla Presidente Meloni e dalla maggioranza di centrodestra. La missiva, spiegano le sigle animaliste e ambientaliste, «boccia duramente parti fondamentali del disegno di legge n. 1552 di stravolgimento della legge 157/1992 sulla tutela della fauna selvatica – bene costituzionalmente protetto – per favorire il mondo venatorio con una serie di concessioni ingiustificabili, dannose e illegittime».
La lettera scritta a Bruxelles e inviata a Roma evidenzia gravi violazioni delle direttive Uccelli e Habitat, che riguardano l’ossatura stessa del disegno di legge tra cui: estensione della caccia fuori stagione; indebolimento del parere scientifico di Ispra; uso di visori ottici; liberalizzazione dei richiami vivi con rischi concreti di bracconaggio e traffici illegali.
«Nonostante questi chiari rilievi dell’Unione europea – denunciano le associazioni – il Governo non solo non ha fatto alcun cenno all’esistenza della nota, ma non ne ha tenuto conto in alcun modo, lasciando proseguire l’iter parlamentare, che proprio ieri è giunto di fatto al termine con la prima approvazione nelle commissioni Ambiente e Agricoltura al Senato riunite e la mancata divulgazione della notizia da parte del sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura La Pietra. Il testo è stato inoltre aggravato da numerosi emendamenti presentati dalla maggioranza, tutti mirati a fare ulteriori concessioni alle lobby venatorie e a quella parte delle associazioni agricole che intendono sfruttare anche la caccia come strumento per ottenere profitti, a scapito dei veri interessi di migliaia di agricoltori e non tenendo conto del sentire comune, mentre sono state respinte tutte le modifiche migliorative presentate dall’opposizione».
Le associazioni bollano come «gravissimo» il comportamento tenuto dal governo, perché è stato tenuto nascosto un atto formale, perché sono stati anteposti interessi di parte alla tutela dei beni comuni e perché facendo finta di niente l’esecutivo sta esponendo l’Italia a nuove procedure d’infrazione che peseranno sulle spalle dei cittadini. Scrivono Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia e Wwf Italia: «Siamo davanti a un comportamento gravissimo del Governo – dichiarano le associazioni – il fatto che la Commissione europea è intervenuta ancor prima dell’entrata in vigore della legge in una materia come la caccia non è usuale e conferma la pericolosità di quanto contenuto nel ddl 1552 a prima firma Malan. Nonostante ciò, l’Esecutivo sapeva ed è rimasto fermo. Hanno continuato ad accusare noi di diffondere fake news mentre provavano a nascondere e mascherare la verità e oggi sono stati ancora una volta clamorosamente smentiti. Un atto irresponsabile che antepone gli interessi elettorali alla tutela dei beni comuni, esponendo l’Italia a nuove procedure d’infrazione col serio rischio di far pagare ai cittadini – la stragrande maggioranza contrari alla caccia – i costi di eventuali sanzioni».
Le associazioni chiedono lo stop immediato del provvedimento e la cancellazione delle norme censurate dalla Commissione europea, «prima che il Parlamento approvi una legge palesemente illegittima e dannosa per tutti».
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