Caro energia, von der Leyen frena sugli aiuti generalizzati e lancia la «task force Ue» per gli acquisti congiunti

07 Ottobre 2026 - 15:25
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Caro energia, von der Leyen frena sugli aiuti generalizzati e lancia la «task force Ue» per gli acquisti congiunti

«Lanceremo una nuova task force per aggregare la domanda di energia perché c’è un mix energetico diverso in ogni Stato membro, pertanto dal lato della domanda siamo piuttosto frammentati. Lo abbiamo già fatto in passato. Quando la Russia ha cercato di ricattarci, abbiamo unito i compratori europei. Vogliamo passare dal semplice incrocio tra domanda e offerta all’aggregazione della domanda, incaricando un operatore di mercato di condurre gli acquisti congiunti». Ursula von der Leyen, di fronte a un’inflazione che in Europa è arrivata al 3,8% a causa dell’impennate dei prezzi dell’energia, a una crisi in Medio Oriente che non accenna a placarsi e alle richieste dei governi (quello italiano in primis) di maggior flessibilità nei conti pubblici, gioca la carta degli stoccaggi congiunti già calata sul tavolo nel 2022, questa volta nelle vesti di un meccanismo di acquisiti cumulativi di energia.

L’annuncio della «nuova task force» arriva nell’intervento che la presidente della Commissione europea pronuncia alla Plenaria di Strasburgo e a pochi giorni da un Consiglio europeo che, sulla crisi dei prezzi di diesel e benzina, rischia di creare parecchie tensioni e di offrire poche soluzioni percorribili con il consenso di tutti. La carta della «task force» viene tirata fuori da von der Leyen in vista dell’appuntamento che si svolgerà a metà mese perché non va a impattare sulle regole riguardanti gli aiuti di Stato o quelle del Patto di stabilità. «L’abbiamo già fatto in passato – ha ricordato la presidente della Commissione Ue – quando la Russia ha cercato di ricattarci, abbiamo riunito gli acquirenti europei. Abbiamo aggregato la domanda. È un modello che funziona», ha sottolineato annunciando anche la necessità di un «dialogo strategico sulle raffinerie europee» con «l’obiettivo di ridurre i costi e garantire la disponibilità delle forniture necessarie anche per la difesa».

Bisognerà vedere se questo basterà a far partire col piede giusto e, soprattutto, a far chiudere con decisioni unanimi il Consiglio europeo della prossima settimana. I canali di comunicazione tra Bruxelles e i governi degli Stati comunitari girano a pieno ritmo, ma al momento l’unica certezza è che l’ulteriore flessibilità sui conti chiesta da Roma con una lettera della premier Meloni a von der Leyen non ha ricevuto una buona accoglienza tra i vertici istituzionali europei e sta anche innervosendo i partner comunitari solitamente definiti “frugali”. L’altra certezza, fatta filtrare alla stampa  da Bruxelles con la classica formula delle «fonti» o del non meglio specificato «alto diplomatico», è che al Consiglio Ue Ecofin di venerdì si parlerà di come agire di fronte agli extraprofitti dell’industria petrolifera, mentre non si affronterà il tema sollevato dall’Italia sulla flessibilità di bilancio.

Nel suo intervento al Parlamento europeo von der Leyen ha assicurato che Bruxelles ha tutta l’intenzione di «fornire agli Stati membri gli strumenti e la flessibilità necessari per reagire», ma ha aggiunto che «il sostegno deve essere mirato: nessun aiuto generalizzato, perché comporterebbe costi enormi, ma un sostegno mirato ed efficace per chi ne ha davvero bisogno». Il punto vero, sottolineato sempre dalla presidente della Commissione europea, è che «finché l’Europa dipenderà dal petrolio e dal gas, la nostra prosperità rimarrà esposta a eventi al di fuori del nostro controllo». Un appunto tanto più vero per l’Italia, che tra i 27 è lo Stato membro che paga più cara l’elettricità, come ha ricordato tra l’altro ieri  il Commissario europeo per l’Energia, Dan Jørgensen, in visita nel nostro Paese per una serie di incontri.

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