Ddl caccia, denuncia il Wwf: «80 senatori spingono l’Italia nel medioevo venatorio, ma la partita non è ancora finita»

In quella che la stessa associazione definisce «una operazione verità», il Wwf Italia ha pubblicato sul suo sito l’elenco degli 80 senatori – appartenenti ai gruppi di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati-UDC – che «stanno spingendo l’Italia verso il medioevo venatorio». Spiega così, l’associazione, il senso dell’iniziativa: «È importante che le italiane e gli italiani sappiano chi ha voluto, nonostante gli autorevoli appelli arrivati negli ultimi mesi, approvare una proposta di legge-vergogna come il ddl Caccia Selvaggia. È giusto che ognuno si assuma le proprie responsabilità e che alle prossime elezioni ogni elettrice e ogni elettore ne tenga conto nel momento in cui sceglierà chi mandare in Parlamento».
Per il Wwf, quella che è stata approvata dal Senato e che ora dovrà ricevere il via libera della Camera per il passaggio conclusivo, «è una pessima riforma che di fatto liberalizza l’attività venatoria, aumenta il rischio per tutti noi di essere colpiti dai cacciatori durante una passeggiata o un’escursione in natura e pone l’Italia a rischio di nuove procedure d’infrazione per il mancato rispetto delle direttive europee».
Il voto in Senato, ricorda il Panda, è stato preceduto da un duro confronto tra i due schieramenti alimentato da «palesi falsità pronunciate dalla maggioranza che ha anche attaccato le associazioni ambientaliste e per giustificare questo scempio è ricorsa a giustificazioni totalmente false come la necessità di intervenire sulla "emergenza fauna selvatica" (che però questo Ddl non affronta) e di aggiornare la legge “vecchia di 30 anni” dimenticando che però solo in questa legislatura è stata già modificata in 23 punti, ricorrendo a forzature di dubbia costituzionalità e sempre senza dibattito e confronto, come 5 decreti legge e due leggi di bilancio».
L’iter legislativo si sposta ora alla Camera dove la maggioranza si troverà di fronte, oltre ai parlamentari della minoranza – che il Wwf invita a predisporre una forte opposizione senza sconti – anche il mondo scientifico, l’associazionismo e la stragrande maggioranza degli italiani che continua, in maniera sempre più compatta e trasversale ad essere contraria all’attività venatoria in generale, «figuriamoci ad una attività venatoria senza regole».
Più che ad una riforma della vigente legge sulla tutela della fauna (legge 157/1992), sottolinea il Panda, «siamo di fronte ad un suo stravolgimento come emerge chiaramente dalla volontà di considerare la caccia un’attività che aiuta gli ecosistemi e i cacciatori dei regolatori della biodiversità!»
L’impianto di base della legge, per il Wwf, è da rigettare. «Aree protette intese come un problema e non una risorsa, caccia nelle aree demaniali, aumento delle specie cacciabili, prolungamento dei calendari venatori, eliminazione dell’indirizzo tecnico-scientifico di Ispra, deregolamentazione dei richiami vivi, natura mercificata e offerta a cacciatori stranieri che potranno venire in Italia senza alcun limite, sanzioni a chi prova a protestare contro gli abbattimenti. Questo è il modello di gestione faunistica che la maggioranza in Parlamento, recependo le istanze più retrograde ed estremiste delle associazioni venatorie, dei produttori di armi e di alcune grandi organizzazioni agricole, vorrebbe per il nostro Paese!»
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