«Dentro le carceri, che cosa abbiamo visto a San Vittore»
Il carcere di San Vittore
Il carcere di San VittoreNella giornata di oggi delegazioni dell’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione hanno visitato decine di istituti penitenziari in tutta Italia. Tra le carceri coinvolte nella mobilitazione nazionale anche la Casa circondariale “Francesco Di Cataldo” di San Vittore a Milano.
A questa visita hanno partecipato la scrittrice Daria Bignardi, la consigliera regionale Paola Bocci, i consiglieri comunali e membri della sottocommissione carceri Alessandro Giungi e Daniele Nahum, il responsabile carcere di Caritas Andrea Molteni, la presidente di Antigone Lombardia Valeria Verdolini, Paolo Foschini e Fiorenzo de Molli. La delegazione ha incontrato la vicedirettrice Tucci, l’area educativa, il personale di polizia penitenziaria, l’area sanitaria e gli operatori; ha potuto visitare il V reparto IV piano, Il reparto Car, l’osservazione, il reparto art. 32, il reparto lato B, il VI reparto III piano, il VII reparto (centro Cirlinci) e il reparto femminile.
Dalla visita è emerso un quadro caratterizzato da fortissimo sovraffollamento, un numero consistente di ingressi giornalieri e una popolazione detenuta con molteplici fragilità. In particolare, la delegazione ha riscontrato 1173 presenti su una capienza di 740. Di questi, 710 sono stranieri e 235 hanno meno di 24 anni, 677 sono tossicodipendenti e 154 hanno diagnosi psichiatriche maggiori. Rispetto alla polizia penitenziaria, sono presenti 565 persone rispetto ai 655 previsti dalla pianta organica. Carenze simili si registrano anche nell’area sanitaria, che lamenta solo 4 medici fissi dei 24 presenti.
Nonostante il miglioramento delle condizioni igieniche, la struttura rimane vetusta e alcuni reparti risultano problematici (CAR, lato B) con un grosso problema di surriscaldamento soprattutto degli ultimi piani. In più celle è presente il terzo letto. Sono pochi i reparti a trattamenti avanzato e più di metà delle persone sono in regime ordinario di chiusura. Si sono registrati un suicidio negli ultimi mesi, una morte per cause da accertare, 214 danneggiamenti e 23 incendi dolosi.
«L’articolo 27 della Costituzione stabilisce che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere al reinserimento sociale della persona – si legge in una nota diffusa dopo la visita -. Visitare gli istituti penitenziari significa verificare concretamente quanto questi principi trovino effettiva applicazione nella vita quotidiana delle persone detenute e di chi lavora negli istituti».
Al termine della visita, la delegazione ritiene prioritario chiedere una riduzione dei numeri in violazione della Torreggiani e ragionare su possibili soluzioni per l’uscita delle persone fragili legate anche al domicilio e alla presa in carico dei servizi territoriali.
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