Dipendenti pubblici under 30: boom del 33% in un anno, ma oltre metà della PA ha più di 50 anni

07 Luglio 2026 - 10:52
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lentepubblica.it

Dipendenti pubblici under 30 in crescita del 33% nel 2024. L’analisi FPA sul Conto Annuale evidenzia opportunità e sfide per la PA.


La Pubblica Amministrazione italiana accelera il ricambio generazionale e registra una crescita senza precedenti dei dipendenti più giovani. Secondo i dati del Conto Annuale 2024 della Ragioneria Generale dello Stato, analizzati da FPA, società del Gruppo Digital360, gli under 30 impiegati nella PA sono aumentati del 33% in un solo anno, passando da circa 157.900 unità a quasi 210.000.

Parallelamente cresce anche il livello di istruzione del personale: i laureati rappresentano ormai il 59% del totale. Nonostante questi segnali di trasformazione, il sistema pubblico continua però a fare i conti con una struttura anagrafica ancora fortemente sbilanciata verso le fasce più mature, rendendo il ricambio generazionale una delle principali sfide organizzative dei prossimi anni.

Più giovani e più assunzioni: la PA continua a crescere

L’analisi di FPA evidenzia come la Pubblica Amministrazione non stia cambiando soltanto dal punto di vista numerico, ma anche sotto il profilo delle competenze e della composizione della forza lavoro. Nel 2024 il numero complessivo dei dipendenti pubblici ha raggiunto quota 3.388.794, con un incremento dell’1,8% rispetto all’anno precedente. Le stime indicano inoltre che entro la fine del 2026 il personale potrebbe superare i 3,4 milioni di unità, confermando una tendenza positiva già avviata nel biennio 2022-2024, seppure con ritmi leggermente più contenuti.

A sostenere questa crescita sono soprattutto i comparti dell’Istruzione e Ricerca, che nel biennio hanno registrato circa 60 mila addetti in più, e quello della Sanità, cresciuto di ulteriori 32 mila dipendenti. Un’espansione che, secondo FPA, è stata favorita anche dagli effetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il PNRR ha infatti contribuito ad accelerare i concorsi pubblici e l’ingresso di nuove professionalità all’interno delle amministrazioni.

L’accelerazione delle assunzioni giovanili rappresenta senza dubbio un segnale positivo, ma non basta ancora a riequilibrare la struttura anagrafica della Pubblica amministrazione. Come emerge anche dalla recente analisi del Presidente dell’ARAN Antonio Naddeo sul Conto Annuale 2024, oltre la metà dei dipendenti pubblici ha infatti più di 50 anni e il ricambio generazionale resta una delle principali sfide per il futuro delle amministrazioni.

Ricambio generazionale: cresce la presenza dei giovani, ma la PA resta anziana

L’aumento degli under 30 rappresenta uno degli elementi più significativi emersi dall’analisi. Tra il 2023 e il 2024 gli ingressi nella Pubblica Amministrazione sono stati circa 214 mila. Mentre le uscite dagli organici hanno riguardato circa 171 mila dipendenti. Il tasso di ricambio si è attestato a 1,25, in lieve diminuzione rispetto al valore record di 1,37 registrato nel 2023. Tuttavia è comunque sufficiente a confermare una fase di progressivo rinnovamento della macchina amministrativa.

Il quadro anagrafico, tuttavia, racconta una realtà ancora molto articolata. L’età media del personale è scesa solo leggermente, passando da 49 anni e sei mesi nel 2023 a 49 anni e quattro mesi nel 2024. La maggioranza dei dipendenti pubblici, pari al 54%, ha infatti più di 50 anni e oltre 121 mila lavoratori hanno già superato i 65 anni di età. A questo si aggiunge un patrimonio di esperienza rappresentato da circa 831 mila dipendenti con oltre venticinque anni di anzianità di servizio.

Per FPA, proprio questa coesistenza tra nuove generazioni e personale più esperto rende centrale il tema dell’age management, chiamato a favorire il trasferimento delle competenze e una gestione equilibrata delle diverse fasce anagrafiche presenti nelle amministrazioni.

Formazione e competenze: il capitale umano al centro della trasformazione

Il 2024 segna anche il consolidamento di un cambiamento culturale iniziato negli anni precedenti. Dopo il sorpasso dei laureati sui non laureati registrato nel 2023, oggi il personale in possesso di un titolo universitario rappresenta il 59% dell’intera forza lavoro della Pubblica Amministrazione.

Parallelamente cresce anche l’investimento nella formazione. Nel corso del 2024 sono state erogate complessivamente 4.471.000 giornate formative, il valore più elevato mai registrato e il quarto anno consecutivo di crescita. Un dato particolarmente significativo perché riferito a un periodo precedente rispetto alla Direttiva emanata nel gennaio 2025 dal Ministro per la Pubblica Amministrazione, che ha introdotto per tutte le amministrazioni l’obbligo di garantire almeno quaranta ore di formazione annua pro capite a ciascun dipendente.

Secondo FPA, questo investimento rappresenta uno degli strumenti fondamentali per accompagnare la modernizzazione della PA, sostenendo non soltanto l’ingresso di nuove competenze, ma anche l’aggiornamento continuo del personale già in servizio.

Gianni Dominici, Amministratore Delegato di FPA, ha sottolineato:

“Questi dati confermano come il PNRR abbia rappresentato una spinta senza precedenti per l’inserimento nella PA di nuove competenze e profili professionali.  Ma anche come questo percorso di sviluppo e cambiamento sia ancora in divenire. Tra gennaio 2024 e aprile 2025, sono stati banditi concorsi e avvisi per oltre 400mila nuove posizioni e la vera sfida sarà completare il ricambio generazionale, senza però disperdere il capitale umano esistente. Integrazione tra generazioni, investimento continuo in formazione, valorizzazione dell’esperienza e dell’anzianità saranno le parole chiave per i prossimi anni”.

Il nodo degli stipendi resta una criticità

Accanto ai segnali positivi sull’occupazione, sulle competenze e sulla formazione, l’analisi richiama l’attenzione su un problema che continua a incidere sulla capacità della PA di attrarre e trattenere professionalità qualificate. Tra il 2014 e il 2024 la retribuzione reale dei dipendenti pubblici, calcolata al netto dell’inflazione, è infatti diminuita da 34.374 euro a 32.883 euro.

Per FPA una politica efficace di ricambio generazionale non può limitarsi alle nuove assunzioni, ma deve intervenire anche sulla valorizzazione economica del lavoro pubblico. Migliorare le condizioni retributive viene considerato un elemento essenziale sia per trattenere i talenti già presenti nelle amministrazioni. Questo sia per continuare ad attrarre giovani competenze in un mercato del lavoro sempre più competitivo.

La sfida dei prossimi anni sarà quindi quella di accompagnare il rinnovamento della Pubblica Amministrazione con politiche capaci di integrare nuove professionalità ed esperienza, sostenendo allo stesso tempo il benessere di una forza lavoro sempre più eterogenea per età, competenze e aspettative.

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