Dopo 10 anni Anthony Vaccarello dice adieu a Saint Laurent

09 Ottobre 2026 - 14:50
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Dopo 10 anni Anthony Vaccarello dice adieu a Saint Laurent
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La notizia ufficiale è arrivata adesso ma l’addio di Anthony Vaccarello alla direzione creativa di Saint Laurent era nell’aria da tempo, inspiegabilmente. In un momento storico in cui alcuni stilisti durano appena una stagione, il designer belga ha plasmato lo stile della storica maison francese per dieci anni.

“Vorrei esprimere la mia sincera gratitudine ad Anthony per il contributo apportato a Saint Laurent negli ultimi 10 anni”, ha dichiarato in una nota il CEO di Kering, Luca de Meo. “Grazie alla sua visione creativa e ai suoi standard rigorosi, ha contribuito a rafforzare l’influenza duratura di una delle più grandi case di alta moda francesi, proprio mentre ci apprestiamo a scrivere un nuovo capitolo della sua storia”.

Succeduto al capriccioso Hedi Slimane, Vaccarello è tra i pochi a poter vantare una community: le donne e gli uomini del suo Saint Laurent non sono Gen Z (che sia stato questo il problema?) ma clienti che non hanno paura di osare. Seduzione senza esibizione, convinzione senza costrizione, autorevolezza senza autoritarismo. La capacità di essere rilevanti dopo dieci anni – anche nel menswear – non è da tutti. Ecco perché già da giorni molti si interrogano sul perché di questo adieu a Kering, azienda in cui per anni ha lavorato a stretto contatto con Francesca Bellettini che l’ha fortemente voluto quando era al timone di Saint Laurent (ora da Gucci).

Saint Laurent primavera/estate 2027, Ph. Launchmetrics/Spotlight

L’ultima sfilata prêt-à-porter è stata impeccabile, très français e très Yves Saint Laurent. Vaccarello ha esteso la portata comunicativa del brand senza tradirne il dna, esaltandone i tratti distinvi con una cura autoriale ormai rara. E così una carrellata di abiti dorati hanno illuminato la passerella: maxi chandelier con la Tour Eiffel alle spalle, un set che avrebbe reso fieri monsieur Saint Lauret e Pierre Bergé. Volumi importanti, spalle imponenti, broccati svavillanti, falcate inarrestabili sulle note di una cazone emblematica: ‘Tou are so much Yves Saint Laurent’ cantata da Charlotte Gainsbourg, parisienne per antonomasia. E dopo aver salutato gli ospiti un gesto simbolico, inequivocabile, la consegna delle chiavi al figlio Luca. La musica riprenderà ma avrà, indubbiamente, un ritmo diverso.

La notizia del cambio stilistico alla guida di Saint Laurent non sembra aver impattato sul titolo di Kering che oggi sul listino azionario di Parigi sta guadagnando oltre un punto percentuale. Barclays nella nota odierna hanno spiegato che, come ha precisato il gruppo in una call con gli analisti, la decisione “è motivata dalle prospettive di lungo termine di Saint Laurent e non è legata ai recenti risultati finanziari del marchio”. “Il gruppo – si legge – ha già scelto il nuovo designer, che verrà annunciato non appena i contratti lo consentiranno, il che suggerisce che la transizione sia stata pianificata con cura. Il nuovo designer si concentrerà sulle categorie di prodotto attualmente meno rappresentate, come il daywear femminile e il menswear, sulla pelletteria di fascia alta e sulle regioni meno penetrate, come Cina e Asia. Saint Laurent ha registrato ricavi per 2,7 miliardi di euro nell’esercizio 2025, con la pelletteria che rappresenta la maggior parte del mix”.

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