Gualtieri finto verde, re delle patacche. Nel piano contro l’afa annuncia una “forestazione storica”. Ma in 4 anni ha abbattuto 30mila alberi

Verde fuori e rosso dentro. Si diceva così di Francesco Rutelli ai tempi d’oro in cui sedeva sullo scranno più alto del Campidoglio, che tenne per due mandati. Ambientalista doc, anche l’ex radicale aveva fatto del verde intoccabile il suo mantra. Salvo poi mettere la sua firma sulla speculazione edilizia di Tor Marancia, nel parco archeologico dell’Appia Antica, fermata da Alleanza nazionale con un cartello bipartisan di ambientalisti ‘veri’. Oggi potrebbe dirsi lo stesso del prode Roberto Gualtieri. L’ex ministro dell’Economia, di provata fede dem, oggi sindaco della Capitale, rosso lo è soprattutto fuori. E fin qui nessuno scoop. Il punto è che ora vorrebbe colorarsi tutto di verde con una massiccia campagna mediatica all’insegna del green fino al voto del 2027.
Il bluff di Gualtieri verde: la bufala del piano contro l’afa
Ci prova in tutti i modi, video sui social, gallerie fotografiche, slogan e inaugurazioni quotidiane di presunte aree verdi. “Siamo la prima città in Italia a presentare una vera e propria strategia per ridurre l’impatto del caldo. E abbiamo deciso di farlo perché non possiamo rimanere fermi di fronte a impatti che rischiano di mettere in crisi le infrastrutture primarie, la vivibilità urbana. E che incidono maggiormente proprio nei confronti delle persone più vulnerabili”. Cosi ieri illustrando il Piano di Roma Capitale contro l’afa. Una autentica ‘patacca’. “La maggiore frequenza e intensità delle onde di calore – argomenta il sindaco dal piglio botanico – non è più un’eccezione, bensì la regola in tutto il mondo”.
Il sindaco spaccia interventi di forestazione urbana senza precedenti
Ma il bello deve ancora arrivare. “In questi anni – dice in videocollegamento – abbiamo già realizzato interventi di forestazione urbana e de-pavimentazione senza precedenti nella storia della città“. Il Piano contro l’afa prevede – pensate un po’ – “messa a dimora di alberi e creazione di spazi ombreggiati e irrigati”. Niente di particolarmente originale se non fosse che monsieur Lapalisse in questi anni, a dispetto dell’ambiente e della storia millenaria di Roma, ha dato vita a un abbattimento di alberi senza precedenti. Eppure parla della “più grande azione di forestazione urbana mai realizzata nella storia di questa città. Con la piantumazione di 1 milione di alberi entro la fine del 2026 nella città metropolitana, di cui 600.000 a Roma, con 65 boschi nuovi”. Una discreta faccia di bronzo visto che in quattro anni (tra il novembre 2021 e il dicembre 2025 ) sono stati tagliati quasi 30mila alberi (29.842).
In quattro hanno ha tagliato quasi 30mila alberi
Cifre record rispetto alle precedenti giunte capitoline. Numeri non propaganda del centrodestra all’opposizione a Roma. Numeri che parlano chiaro: le aree verdi con Gualtieri sindaco sono diminuite. E le roboanti promesse di messa a dimora di nuovi alberi non bastano ad assolvere il primo cittadino. Né a far respirare i romani sfiancati dal clima subtropicale di queste ore. La messa a terra di nuovi esemplari non ha effetti immediati sull’abbassamento delle temperature. Un sindaco ambientalista dovrebbe saperlo bene. Soprattutto in una città dove la percentuale di suolo consumato sfiora il 14 per cento. Grida vendetta, solo per fare un esempio, la maxi potatura dei cipressi (68) che fanno da cornice al Mausoleo di Agusto. Alberi secolari e monumentali giudicati malati e abbattuti senza alcun tentativo di curarli. Niente male per un sindaco green.
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