IA e uomo, Anastasi di Formez PA: "La formazione è la chiave per una società antropocentrica"

29 Giugno 2026 - 11:34
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lentepubblica.it

Alla World Tech Conference il presidente di Formez PA Giovanni Anastasi rilancia il ruolo della formazione per un’IA al servizio dell’uomo.


L’intelligenza artificiale non rappresenta soltanto una rivoluzione tecnologica, ma soprattutto una sfida culturale e democratica. Mentre imprese, istituzioni e cittadini iniziano a confrontarsi con strumenti sempre più evoluti, cresce il dibattito su quale debba essere il rapporto tra innovazione e centralità della persona. È in questo contesto che si inserisce l’intervento del presidente di Formez PA, Giovanni Anastasi, alla World Tech Conference di Milano, dove ha rilanciato il tema della formazione come leva fondamentale per costruire una società realmente antropocentrica.

L’occasione è stata il panel “Public Administration & IA“, moderato dalla giornalista di La Repubblica – Affari&Finanza Anna Laura Maffei, all’interno della manifestazione ospitata presso l’Allianz MiCo, uno dei principali appuntamenti italiani dedicati all’innovazione tecnologica.

La vera sfida non è uomo contro macchina

Secondo Anastasi, il dibattito sull’intelligenza artificiale rischia spesso di essere impostato in modo fuorviante, contrapponendo l’essere umano alla tecnologia. Il nodo centrale, invece, riguarda il modo in cui il potere e la conoscenza saranno distribuiti all’interno della società digitale.

«Io non vedo, in futuro, una contrapposizione tra uomo e macchina, quanto tra uomo e uomo: tra chi, cioè, terrà le leve del potere in una logica tecnocratica e chi dovrà seguire», ha affermato il presidente di Formez durante il confronto.

Una riflessione che sposta l’attenzione dall’evoluzione tecnica dell’intelligenza artificiale alle conseguenze sociali e democratiche della sua diffusione, evidenziando come il vero rischio non sia rappresentato dalle macchine, ma dalla possibilità che l’accesso alle competenze e alla capacità di governare queste tecnologie rimanga concentrato nelle mani di pochi.

L’antropocentrismo come principio guida dell’innovazione

Nel suo intervento Anastasi ha richiamato il concetto di antropocentrismo, sempre più presente nel dibattito europeo sull’intelligenza artificiale e al centro anche dell’AI Act.

Per il presidente di Formez PA, mettere la persona al centro non significa rallentare l’innovazione o opporsi allo sviluppo tecnologico. Al contrario, significa costruire un modello in cui l’uomo continui a mantenere il controllo delle decisioni e utilizzi l’intelligenza artificiale come strumento di supporto, senza subirne passivamente gli effetti.

«Di conseguenza, essere antropocentrici significa essere consapevoli del giusto rapporto tra l’uomo e la macchina. Essere consapevoli significa guidare la macchina, non subirla. L’antropocentrismo non significa rifiuto della tecnologia, ma anzi supporto a una lettura democratica della società del futuro proprio attraverso l’utilizzo della tecnologia», ha spiegato Anastasi.

Un principio che richiama la necessità di coniugare innovazione, responsabilità e partecipazione, affinché l’evoluzione dell’intelligenza artificiale possa tradursi in un’opportunità di crescita collettiva e non in un fattore di nuove disuguaglianze.

IA antropocentrica: la formazione come leva strategica per la PA

Nella visione delineata dal presidente di Formez PA, la formazione rappresenta lo strumento più efficace per accompagnare questa trasformazione.

Preparare dirigenti, funzionari pubblici e cittadini a comprendere le potenzialità e i limiti dell’intelligenza artificiale significa infatti creare le condizioni affinché la tecnologia venga utilizzata in modo consapevole, trasparente e orientato al valore pubblico.

È proprio attraverso il consolidamento delle competenze che diventa possibile evitare un utilizzo passivo degli strumenti digitali e costruire una Pubblica Amministrazione capace di governare l’innovazione senza rinunciare alla centralità della persona.

«Bisogna lavorare a questo fine e la formazione è uno degli strumenti più importanti che abbiamo in mano per andare avanti in questo percorso», ha concluso Anastasi.

Il messaggio lanciato dalla World Tech Conference va quindi oltre il semplice sviluppo dell’intelligenza artificiale. La sfida dei prossimi anni sarà costruire una cultura digitale che permetta alle persone di comprendere, governare e orientare le nuove tecnologie, facendo della formazione il principale investimento per una società realmente democratica, inclusiva e antropocentrica.

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