Il cibo in scena non è mai scelto per caso

06 Ottobre 2026 - 09:55
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Il cibo in scena non è mai scelto per caso

Cinema e cibo, un binomio vecchio quanto il cinema stesso. La riproduzione della vita umana non può infatti prescindere da quello che è un bisogno vitale e al tempo stesso così fortemente rappresentativo di situazioni, gusti, umori, caratteri, stati d’animo dei personaggi in scena. Dai film interamente dedicati al tema, alle singole scene diventate iconiche, chiunque può citare almeno un episodio o battuta che abbia come protagonista un piatto di spaghetti (anzi, maccaroni) o un piatto di pasta e ceci o che abbia magari come sfondo una cucina trasformata in ring.

Marco Lombardi, giornalista, critico cinematografico, docente di cultural e lifestyle journalism e storia dell’alimentazione presso la Sapienza Università di Roma e soprattutto gastronomo ideatore di Cinegustologia, ha dedicato un libro a questo binomio, “Saporama. Il senso del cibo per un film”, edito da FrancoAngeli. Il volume, attraverso le scene di 111 film diversi proposte sotto forma di menu, bevande comprese, guida il lettore nella comprensione di come e perché il cibo diventi linguaggio cinematografico.

Si passa per capolavori di ogni decennio (dalla mozzarella in carrozza di “Ladri di biciclette” alle polpette al sugo di “Quei bravi ragazzi”, dai noodles in brodo di “Blade Runner” al minestrone de “La grande bellezza” fino al bagel di “Everything, Everywhere, All at once”), di ogni provenienza (dal gazpacho di “Donne sull’orlo di una crisi di nervi” al polpo crudo di “Old Boy” alla crème brûlée de “Il favoloso mondo di Amélie”) e di ogni genere (dalla charlotte alla panna di “C’era una volta in America” al Vesper Martini di “Casino Royale” alla ciambella glassata de “I Simpson – Il film”).

Ogni scena analizzata mostra come il cibo portato in scena non sia mai stato scelto casualmente, ma abbia avuto anzi un ruolo preciso nel raccontare personaggi e snodi narrativi, ma anche culture e situazioni storiche.

Il libro contiene anche importanti contributi come quelli di Christian Ruggiero, Gian Marco Tognazzi, Andrea Scarpa, Cristina Bowerman.

“Saporama. Il senso del cibo per un film” di Marco Lombardi, FrancoAngeli, 244 pagine, euro 29

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