Il rapporto con i cani è uguale in tutto il mondo?
I cani sono ovunque: li si trova praticamente a ogni latitudine e sono parte integrante della nostra società da migliaia di anni. Questo significa che "avere un cane" non è una frase con un significato univoco: le enormi differenze culturali tra le diverse parti del mondo fanno sì che ogni Paese abbia la sua percezione del rapporto tra uomini e cani.
Così almeno si potrebbe pensare, ma un nuovo studio pubblicato su Scientific Reports suggerisce il contrario: ci sono somiglianze impressionanti nel modo in cui trattiamo i cani in giro per il mondo, indipendentemente da quanto distanti siano due culture diverse.. Non solo Occidente
Condotto da un team della Friedrich Schiller University di Jena e del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia, lo studio ha coinvolto un totale di 164 coppie cani-padroni, reclutate in cinque diverse comunità rurali in giro per il mondo: Vanuatu, Mongolia, Madagascar, Perù e Germania. Luoghi abbastanza distanti da avere tradizioni e abitudini molto diverse quando si tratta di cinofilia: la scelta delle location è anche conseguenza del fatto che, tradizionalmente, gli studi sui cani vengono condotti in Paesi che sono occidentali, educati, industrializzati, ricchi e democratici (i cosiddetti WEIRD, cioè "Western, educated, industrialized, rich and democratic" appunto). Per una volta si è scelto di allargare lo sguardo e includere anche comunità poco considerate dalla scienza comportamentale.. Detto delle inevitabili differenze, e aggiunto che tutti gli animali reclutati erano cani da caccia, il cui ruolo a fianco degli umani è antichissimo, lo studio si è voluto concentrare su quanto queste cinque diverse comunità rurali abbiano in comune quando si parla di cani. Per farlo, il team ha organizzato sei test comportamentali a cui sottoporre i cani, accompagnati da un questionario per gli umani; tra i comportamenti analizzati c'erano alcuni classici del rapporto uomo-cane, dal richiamo alla capacità dell'animale di individuare del cibo seguendo i gesti del padrone.. 30.000 anni insieme
Tutti i comportamenti analizzati si sono rivelati molto simili anche tra le diverse comunità: quasi tutti i cani, per esempio, guardavano agli umani come fonte di informazione, e sapevano interpretare la loro gestualità. C'erano piccole differenze locali: per esempio, i cani di Vanuatu erano particolarmente bravi a indicare ai padroni del cibo nascosto, forse perché i cani da caccia dell'isola sono usati per la caccia ai maiali selvatici. I tedeschi, invece, si sono dimostrati mediamente i più obbedienti, conseguenza di un addestramento più strutturato ed esigente.. Chiunque abbia partecipato all'esperimento, comunque, ha detto di voler bene al suo cane, di essere felice quando ce l'ha intorno e di avere una vita migliore da quando l'ha adottato. Più del 90% hanno detto di potersi fidare del loro cane, e di essere sicuri che li difenderebbe in caso di pericolo. Le differenze locali, quindi, spariscono di fronte a quanto simile sia il nostro rapporto con i cani indipendentemente dalla nostra cultura: evidentemente, 30.000 anni di convivenza sono più forti di ogni altra tradizione..
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